DRAMMATICA LETTERA DELL’EX VICE SINDACO NORCIA: “DOSSIERAGGIO E CALUNNIE DA QUALCHE MENTECATTO”. AD ALEMANNO: “CHIARISCA IL SUO PASSATO” - Tuttoggi

DRAMMATICA LETTERA DELL’EX VICE SINDACO NORCIA: “DOSSIERAGGIO E CALUNNIE DA QUALCHE MENTECATTO”. AD ALEMANNO: “CHIARISCA IL SUO PASSATO”

Redazione

DRAMMATICA LETTERA DELL’EX VICE SINDACO NORCIA: “DOSSIERAGGIO E CALUNNIE DA QUALCHE MENTECATTO”. AD ALEMANNO: “CHIARISCA IL SUO PASSATO”

Mer, 18/05/2011 - 19:57

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Carlo Ceraso
C’è qualcosa di torbido nella politica nursina. Qualcosa che va ben oltre le contrapposizioni politiche ed ideologiche e che rischia di minare alle fondamenta anche le istituzioni. Pare di assistere a scene già viste a Napoli come a Milano dove certa politica, più o meno a volto scoperto, non si risparmia nulla pur di affondare l’avversario. Ma qui siamo a Norcia, la patria di San Benedetto (che sembra far comodo rispolverare solo quando si è sul sagrato o in marcia per San Pietro), neanche 4mila elettori in tutto. Eppure lo stile sembra sempre lo stesso, aggravato dal pettegolezzo che in provincia non manca mai. Nel tritacarne stavolta era finito l’ormai ex vice sindaco Adriano Di Stefano, al centro di accese polemiche innescate dalla opposizione. Talmente forti, a detta della ‘vittima’, da fargli “mettere in dubbio la sua stessa esistenza”. Neanche le dimissioni sembrano però sopire veleni e pettegolezzi. Così oggi, con una lunga lettera, Di Stefano è uscito allo scoperto puntando l’indice sull’opposizione guidata da Nicola Alemanno (alle spalle mezzo mandato da sindaco prima del commissariamento prefettizio) e sui “mentecatti vicini agli ambienti del locale PDL e della Pro Loco che, a poche ore da un mio allontanamento dalla città, hanno divulgato la voce di una mia “violenta dipartita””.
Non è dato sapere cosa abbia spinto l’ex amministratore – che resta però al suo posto di consigliere comunale – a rendere pubblico il proprio j’accuse; probabilmente per anticipare la riunione pubblica indetta dal centrodestra per domani sera all’Hotel Europa. Ecco il testo della missiva divulgata alla stampa da Adriano Di Stefano:
“Lo avevo dichiarato durante la mia ultima conferenza stampa : “nel momento in cui sentirò venir meno la stima, il sostegno, l’incoraggiamento dei miei concittadini, abbandonerò”.
Ultimamente troppi volti scuri, imbarazzati, “mezze parole”, atteggiamenti ambigui. Per carattere ed educazione non sono abituato a “stare in paradiso a dispetto dei Santi”, è un modo di fare che non mi appartiene. Evidentemente la campagna denigratoria, messa in atto da un anno e mezzo a questa parte, ha prodotto i suoi effetti.
Qualcuno reputa che io non sia degno di ricoprire una carica pubblica. Magari sempre quel “qualcuno” dovrebbe utilizzare lo stesso metro di giudizio nei propri confronti. Un imputato è innocente finchè, esauriti tutti i gradi di giudizio previsti della legge italiana, non viene sancita la sua colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio con sentenza passata in giudicato. Se un’indagine preliminare contribuisce a far perdere la serenità e l’onorabilità ad un amministratore, l’attuale opposizione (Pdl) dovrebbe ricordare i procedimenti civili e penali che li hanno riguardati per presunte irregolarità commesse nell’esercizio di pubbliche funzioni (in quelle private non scendo e non mi interessano). E allora la differenza non sta nel tipo o nel numero di reati di cui un soggetto è accusato, ma nel soggetto stesso. Per cui all’occorrenza siamo garantisti e all’occorrenza “forcaioli” in base alla propria convenienza e al tornaconto personale. Molto bene, ne prendo atto e mi metto a disposizione. Ma ora comincia il tempo delle verifiche e vedremo chi sarà o sarà stato degno di ricoprire cariche, ruoli, o espletare funzioni. A quasi due anni dalla mia elezione e conseguente nomina, ho cosi deciso di presentare le dimissioni da vice sindaco ed assessore. Come detto le motivazioni sono molteplici; spiace però constatare che, al di là dei problemi reali esclusivamente personali, la cui conoscenza, gravità ed eventuale soluzione sono di mia esclusiva pertinenza, si sia voluto speculare sulle mie difficoltà!
Come amministratore non ho rubato, non mi sono arricchito, non ho avuto benefici per me o la mia famiglia, non ho distratto fondi, non ho reso edificabili terreni di mia proprietà, non ho veicolato gare pubbliche a favore di mie attività commerciali, insomma non ho avuto, ne ho bisogno, di occupare poltrone per interessi privati, miei o di persone a me vicine.
Il lavoro svolto verrà giudicato dai posteri, ma tengo a ribadire che ci ho messo tutto l’impegno possibile operando con onestà, coerenza, trasparenza e disponibilità.
Spiace ancor più constatare che a poche ore dal mio allontanamento volontario dalla città, qualche “mentecatto” (vicino agli ambienti del locale Pdl e della Pro Loco) non abbia trovato altro di meglio da fare che occupare il proprio tempo divulgando la voce di una mia “violenta dipartita”. Magari sono sempre gli stessi che circa due anni fa, all’indomani di un tragico evento che colpì la nostra comunità, dissero che io sarei stato il prossimo. E magari sono gli stessi che hanno girato in città per mesi interi con del materiale strettamente personale denigrandomi apertamente in locali pubblici così come in residenze private di miei clienti, amici e conoscenti.
Strano che non più tardi di venerdi 6 maggio il capogruppo del PDL locale abbia dichiarato testualmente: “c’è un momento in cui bisogna mettersi da parte, perché ci sono profili personali che noi non conosciamo”. Ma se negli ultimi mesi non avete fatto altro che reperire informazioni circa la mia vita privata e professionale, distorcendo, amplificando, strumentalizzando, in qualche caso stravolgendone il contenuto a vostro comodo?
Questo è il “clima” in cui viviamo a Norcia. Un clima che mi ha portato a vivere un momento di particolare difficoltà psico-fisica, ove ho realmente messo in discussione la mia stessa esistenza. Continue pressioni, false accuse, minacce (di cui si è resa responsabile l’opposizione e membri della Pro Loco) cui sono sottoposto ormai da mesi unitamente a chiacchiere, dicerie, illazioni. Ora basta.
Si è invocata per tanto tempo la verità, magari è giunto il momento di ricercarla a tutti i livelli ed in ogni consesso. Io sono pronto per essere giudicato, spero che “tutti” possano dire altrettanto.
Voglio ringraziare coloro (e sono tantissimi) che mi hanno manifestato la propria solidarietà, il proprio affetto, che non mi hanno mai abbandonato né ripudiato.
Ringrazio il Sindaco Stefanelli, gli assessori e i consiglieri di Norcia nel Cuore per la vicinanza e la sensibilità dimostrata. A tutti prometto il massimo impegno, nella mia veste di consigliere comunale, per rinverdire quegli ideali, quei buoni propositi che non devono restare scritti solamente sui programmi elettorali e che l’Amministrazione Comunale stà portando avanti in maniera determinata efficace e trasparente.
Concludo con un breve quanto doveroso cenno circa l’ultima interrogazione presentata da Gruppo Consiliare del Pdl nella quale ci si torna a occupare, dopo averla artatamente distrutta a colpi di calunnie e insinuazioni, della mia serenità da amministratore, che se non più da assessore sto lentamente recuperando da uomo grazie a quanti con amicizia e intelligenza non hanno prestato il fianco alla denigrazione diffusa nelle ultime settimane.
Un consiglio ad Alemanno e ai sempre di meno (per fortuna della città) “suoi”: metabolizzino una volta per tutte il risultato elettorale del 2009, ormai è acqua passata! Cerchino di superare questo trauma! La vittoria della lista civica “Norcia nel Cuore” appartiene alla storia, come il commissariamento della sua amministrazione. E ancora: lasci stare “quanto si dice insistentemente in città”! Se fosse vera anche una minima parte di tutto ciò che si dice e si diceva di voi, forse non basterebbero fiumi di parole. Ha ragione però Alemanno, bisogna fare chiarezza: circa i contributi concessi negli anni alla Città dei Sapori, alla Pro Loco, la riconversione della piscina coperta, etc……?! Sono alcune delle innumerevoli perle “incastonate” dalla passata amministrazione, di cui Lei, caro Alemanno, farebbe bene a parlare nel prossimo appuntamento pubblico. Adriano Di Stefano

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