Venerdì 5 ottobre alle ore 18.00, presso l’auditorium dell’Istituto per Sovrintendenti P.S. “R. Lanari” di Spoleto, si inaugura la sessione autunnale 2012 dei “Dialoghi in città”, l’iniziativa culturale che l’archidiocesi di Spoleto-Norcia offre agli uomini e alle donne di questo tempo per ricercare una salda piattaforma di valori morali e spirituali sui quali edificare una società a misura d’uomo. Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose, e Giulio Giorello, docente di Filosofia della Scienza all’Università di Milano, si confronteranno sul tema “Spiritualità: un dialogo tra laici e credenti”. Modererà l’incontro Salvatore Mazza, vaticanista del quotidiano Avvenire.
Enzo Bianchi è nato a Castel Boglione (AT) nel Monferrato. Dopo gli studi alla Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Torino, alla fine del 1965 si è recato a Bose, una frazione abbandonata del Comune di Magnano sulla Serra di Ivrea, con l’intenzione di dare inizio a una comunità monastica. Raggiunto nel 1968 dai primi fratelli e sorelle, ha scritto la regola della comunità. È a tutt’oggi priore della comunità, la quale conta un’ottantina di membri tra fratelli e sorelle di cinque diverse nazionalità ed è presente, oltre che a Bose, anche a Gerusalemme (Israele), Ostuni (BR) e Assisi (PG).
Giulio Giorello si è laureato in filosofia nel 1968 e in matematica nel 1971 presso l'Università degli Studi di Milano. Attualmente ricopre la cattedra di Filosofia della Scienza che fu del suo mentore Ludovico Geymonat nell’l'Università degli Studi di Milano. Giorello ha diviso i suoi interessi tra lo studio di critica e crescita della conoscenza con particolare riferimento alle discipline fisico-matematiche e l'analisi dei vari modelli di convivenza politica; infatti, dalle sue prime ricerche in filosofia e storia della matematica, i suoi interessi si sono poi ampliati verso le tematiche del cambiamento scientifico e delle relazioni tra scienza, etica e politica. Si è affermato dapprima come studioso di storia della scienza – in particolare le dispute novecentesche sul “metodo” – e di storia delle matematiche (Lo spettro e il libertino).