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Designer, un umbro alla guida dell’Aiap

Redazione

Designer, un umbro alla guida dell’Aiap

Arriva da Perugia lo specialista che vuole rinnovare le linee della comunicazione visiva
Gio, 22/11/2018 - 16:11

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Designer, un umbro alla guida dell’Aiap

Un umbro alla guida dell’associazione dei designer della comunicazione visiva italiani, l’Aiap, che ha riunito negli anni nomi tra i più illustri nella storia della grafica italiana. È Marco Tortoioli Ricci, docente di Metodologia del progetto presso l’Isia di Urbino e di Interior Design all’Università di Perugia, corso in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia. Fondatore e Art Director di due società umbre di design della comunicazione, Co.Mo.Do. e Bcpt associati, da oltre 25 anni realizza importanti progetti di branding in ambito pubblico e privato in Italia e nel mondo. Eletto nell’ultima assemblea nazionale dell’Aiap, il professionista con una filosofia fuori dagli schemi, è pronto a far fare un cambio di passo all’associazione.

Nata nel 1945, Aiap è un’organizzazione professionale per la promozione della cultura del progetto che annovera tra i propri membri nomi prestigiosi, tra i quali, negli anni, Carboni, Sepo, Dradi, Boggeri, Pagot, Seneca, Testa, Grignani, Tovaglia, Cremonesi, Fronzoni, Coppola, Castellano, Novarese. Attraverso i progetti, le opere, l’impegno etico e morale dei suoi soci, promuove le culture della professione e le culture del progetto. Responsabile della redazione della Carta del Progetto Grafico (1994), da sempre sostiene la centralità del progetto grafico e della comunicazione visiva come fattore centrale nello sviluppo delle economie pubbliche e private nel nostro paese, nonché di tutti i processi tesi alla valorizzazione culturale, all’innovazione sociale e all’affermazione dei diritti di cittadinanza delle comunità.

Aiap deve cambiare – commenta Tortoioli Ricci appena nominato – deve tornare ad essere un riferimento nel percorso culturale del progettista, per sostenere la qualità del progetto e la capacità di ricollocare la propria figura professionale nei contesti in cui opera. Deve guardare alla contemporaneità e alla nuova definizione della professione del designer della comunicazione. Deve parlare con le scuole, che sono i luoghi in cui questo scenario sta accelerando la sua ridefinizione. Deve essere aperta all’ascolto, verso l’interno e l’esterno, sostenendo un dialogo con i soci propri e con tutti gli altri stakeholder che interagiscono con il nostro mestiere. Ma anche puntare su consulenza e affiancamento alle Istituzioni, alle imprese e alle associazioni. La trasformazione sarà possibile solo se ci sarà una presa di coscienza comune della necessità di ridefinizione di senso e scopi dell’associazione”. Una sfida importante che pone l’Umbria al centro del dibattito nazionale sul ruolo del design e sulla contemporaneità.


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