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Danni e rischio Psa, in Umbria si chiede di abbattere oltre 32mila cinghiali in un anno

Sono 32.500 i cinghiali che si chiede di abbattere in Umbria da maggio di quest’anno ad aprile 2027. E’ quanto prevede il “Piano nazionale per la cattura e l’abbattimento e il destino delle carcasse di cinghiali nelle zone indenni da Psa” allegato all’ordinanza n. 1/2026 emessa dal commissario straordinario contro la Psa, Giovanni Filippini. Piano che invita Regioni e Province Autonome a spingere sulla caccia di selezione a questa specie.

Quanto alle quote di abbattimenti programmati in un anno, che a livello nazionale sono 416mila, in Umbria si prevedono 23mila capi nelle varie forme di caccia (braccata, girata e singolo), 3.500 con caccia di selezione e 6mila tramite il controllo.

Nel biennio 2023-24 in Puglia sono stati prelevati mediamente 26.790 capi l’anno, di cui 21.921 in caccia collettiva, 1.293 in selezione e 3.756 in controllo.

L’Umbria è stata collocata in una fascia di criticità medio-alta, con casi assenti di focolai di Psa, ma con un livello medio-alto di danni all’agricoltura, stimati tra 500mila e 1.300mila euro annui. Con forti rischi per quanto riguarda gli allevamenti.