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Da Via Baglioni si alza la protesta di Giovane Italia: “no al governo Monti, si alla meritocrazia”

Redazione

Da Via Baglioni si alza la protesta di Giovane Italia: “no al governo Monti, si alla meritocrazia”

Ven, 01/06/2012 - 19:22

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Da Via Baglioni si alza la protesta di Giovane Italia: “no al governo Monti, si alla meritocrazia”

Alessia Chiriatti

Chiedono democrazia e meritocrazia, vogliono dire basta al “lusso delle nomine paracadutate dall’alto”, cercano di “rompere con quelle dinamiche correntizie del capo bastone”. Sono i ragazzi di Giovane Italia e di Rinascita Universitaria, che ieri mattina hanno occupato la sede regionale del Pdl in Via Baglioni a Perugia. A parlare oggi, durante la loro conferenza stampa, c’erano Enea Paladino e Riccardo Merolla, rispettivamente dirigente regionale e provinciale di Giovane Italia, e due militanti, Federico Balin ed il 19enne Matteo Nardella. Non vogliono “abbandonare la nave rimasta senza nocchiere, né ricorrere a slogan dell’ultimo minuto, o cercare sponde per un attracco facile ed indolore”. Non si sentono rappresentati dal governo Monti, e chiedono un confronto elettorale, “un ricambio di menti e progresso culturale”. Termini e linguaggio dei loro presupposti rimangono ancorati alla necessità di “una nuova carta valoriale”, che lasci spazio ai giovani e rivitalizzi il partito. Si dichiarano legati alla vecchia An, poi confluita nel Pdl, e credono nella “necessità di ridare spazio al territorio”. Basta dunque con le “polemicucce da bottegai”, incalza Merolla. “Le correnti sono il male del partito – continua – e bisogna uscire da questo meccanismo. Ci sono però persone all’interno del movimento che non vogliono prendersi le proprie responsabilità al riguardo”.

Solidarietà dalle istituzioni – A fare visita ai ragazzi di Giovane Italia tanti esponenti delle istituzioni regionali, come il Vicepresidente Marchegiani, Romizi, Monni, Alessandro Tassi. Non vogliono invece rispondere alle critiche dei dirigenti “che non meritano risposte”, perché la protesta messa in atto non riguarda il territorio locale, ma piuttosto il piano nazionale. Il radicamento locale diventa per loro il recupero della politica del circolo, da attuare evitando anche il contatto “sterile” tramite il web ed i social network. Si allineano a programmi comuni e già sentiti, come la proposta di limitare i numeri di mandati per le cariche pubbliche. “Meglio avere le primarie, riprendendo il sistema americano”. E di fronte alla vittoria dei grillini durante le ultime amministrative rispondono: “le liste civiche smantellano il partito, lo trasformano in un movimento di plastica”.

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