Dalla mezzanotte di domenica anche Perugia (insieme a tutta la provincia e a 6 comuni del Ternano, 65 comuni umbri in tutto) sarà in zona rossa Covid dopo l’impennata di contagi e la scoperta della circolazione delle varianti inglese e brasiliana del virus.
La relativa ordinanza è stata firmata dalla presidente Donatella Tesei. Dopo un ulteriore confronto con il Ministero della Salute, che ha indotto ad ampliare la zona rossa oltre la trentina di Comuni in allerta, come era stato inizialmente annunciato.
In questi Comuni, dove erano già in vigore le ordinanze dei sindaci, si sommano dunque i divieti della zona rossa come dall’ultimo Dpcm, quelli ulteriori introdotti dalla Regione e restano in vigore le disposizioni degli stessi sindaci.
Questi, pertanto, i divieti a Perugia.
In base alle disposizioni del Dpcm, a Perugia sono consentiti esclusivamente i seguenti spostamenti:
– per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità (anche verso un’altra Regione o Provincia autonoma);
– è sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione (anche seconde case);
– tra le 5.00 e le 21.00 (il coprifuoco a Perugia è anticipato di un’ora) una volta al giorno, verso una sola abitazione privata abitata situata nello stesso Comune, a un massimo di due persone, oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che convivono con loro.
Il ricongiungimento col coniuge o con il partner sarà possibile solo se il luogo scelto coinciderà con quello in cui si ha la residenza, il domicilio o l’abitazione.
Gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche tra Regioni e tra aree differenti.
È possibile “ma fortemente sconsigliato” portare i figli dai nonni e andare a riprenderli al termine della giornata di lavoro.
Sono consentite le funzioni religiose e i funerali. Le riunioni condominiali possono svolgersi in presenza.
Vietata la caccia: in Umbria la stagione venatoria è conclusa, quindi le eventuali autorizzazioni, caso per caso, serviranno solo per la caccia di selezione. L’ordinanza Tesei esplicita che “non sono consentite le attività venatorie“.
Ci si può recare negli uffici pubblici solo previo appuntamento telefonico.
Tra i lavori per cui ci si può spostare c’è anche il sitting per i bambini e gli animali domestici, così come per i collaboratori domestici con regolare contratto.
I negozi e gli altri esercizi di commercio al dettaglio che vendono prodotti diversi da quelli alimentari o di prima necessità possono effettuare solo consegne a domicilio. Aperti i negozi per la prima infanzia. Consentiti la vendita, il trasporto e il montaggio di mobili.
E’ consentito raggiungere le concessionarie di autoveicoli per effettuare assistenza del veicolo, acquistare un veicolo, consegnare un veicolo da rottamare, fare test drive.
In base all’ordinanza firmata sabato sera dalla governatrice Tesei, da lunedì 8 a domenica 21 febbraio saranno in vigore divieti aggiuntivi rispetto a quelli del Dpcm in tutta la provincia di Perugia e nei 6 comuni del Ternano.
Sono sospesi tutti i servizi socioeducativi per la prima infanzia – fino a 36 mesi di età – pubblici e privati e i servizi educativi delle scuole dell’infanzia, statali e paritarie.
Le classi delle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado, statali e paritarie, svolgeranno esclusivamente le lezioni con modalità a distanza (dad). Resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.
Viene quindi superata l’ordinanza n. 106 dell’1 febbraio del Comune di Perugia che prevedeva la sospensione dell’attività didattica in presenza delle scuole primarie e secondarie di I e II grado (ma on degli asili) a partire da martedì 2 febbraio e fino a domenica 14 febbraio.
Divieto di consumazione di alimenti e bevande all’aperto nei luoghi pubblici ed aperti al pubblico, per l’intera giornata; il divieto di distribuzione di alimenti e bevande, mediante sistemi automatici (distributori automatici), che affacciano nelle pubbliche vie per l’intera giornata.
Divieto di svolgimento delle attività sportive e ludiche di gruppo, nei parchi ed aree verdi, nonché il divieto di utilizzo delle aree gioco dei medesimi.
In tutto il territorio regionale, invece, sono sospese le attività di gare e competizioni riconosciute di interesse regionale, provinciale o locale dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, in relazione agli sport di squadra e di contatto nonché lo svolgimento degli allenamenti e preparazione atletica anche in forma individuale sia al chiuso che in spazi aperti, per gli atleti che militano nelle società e nelle associazioni dilettantistiche ed amatoriali degli sport di squadra e di contatto (nelle zone a maggiore restrizione – i 65 comuni, tra cui Perugia – sono vietati allenamenti e preparazione anche per gli sport le cui attività di gare e competizioni siano temporaneamente sospese in base ai provvedimenti e disposizioni delle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva).
Restano in vigore fino al 14 febbraio a Perugia alcuni dei divieti fissati con l’ordinanza del sindaco n. 103:
A seguito dei focolai Covid all’interno dell’ospedale, con casi accertati di variante brasiliana, l’Azienda ospedaliera ha vietato l’ingresso di parenti e assistenti.
E’ possibile consegnare eventuali beni personali di prima necessità al personale infermieristico di reparto nella fascia oraria dalle ore 12.00 alle ore 13.00.
Non è consentito l’accesso alle aree di degenza. Potrà essere attentamente valutata da parte del medico specialista e del coordinatore infermieristico la presenza in alcuni reparti limitatamente ai casi di assoluta necessità e dopo aver effettuato un’analisi rischi-benefici.
Nel caso venga eccezionalmente concesso l’accesso al caregiver, prima del rilascio del badge autorizzativo personale, verrà sottoposto a test rapido antigenico da ripetersi con cadenza costante.