Da luglio fino a 100 euro in più al mese per i 209mila dipendenti umbri: gli importi

Da luglio fino a 100 euro in più al mese per i 209mila dipendenti umbri: gli importi

Redazione

Da luglio fino a 100 euro in più al mese per i 209mila dipendenti umbri: gli importi

Il Caf Uil spiega l'impatto delle novità fiscali sui lavoratori umbri
Dom, 28/06/2020 - 12:38

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Da luglio fino a 100 euro in più al mese per i 209mila dipendenti umbri: gli importi

Da luglio, con l’intervento sul cuneo fiscale, i lavoratori dipendenti si ritroveranno fino a 100 euro in più al mese in busta paga.

Le novità

Il nuovo sistema prevede il superamento del precedente bonus Renzi, un incremento delle cifre erogate ed un ampliamento dei percettori di ulteriori circa 4 milioni di contribuenti lavoratori dipendenti, fino a raggiungere una platea potenziale superiore a 15 milioni di beneficiari. Si tratta di una integrazione esentasse, in quanto non concorre alla formazione del reddito ai fini Irpef ed è sterilizzata ai fini previdenziali ed assistenziali.

Gli importi

Per i titolari di redditi fino a 26,6 mila euro in realtà l’importo riassorbe fino a concorrenza l’assegno precedentemente percepito, conosciuto come bonus Renzi, mentre per la fascia da 26,6 a 28 mila euro, si tratta di una novità assoluta e si sostanzierà in un incremento reale di pari importo. La fascia reddituale ulteriore e fino ai 35 mila euro sarà interessata da una correzione progressiva che riduce il beneficio – che però si trasforma tecnicamente da trattamento integrativo dei redditi da lavoro dipendente ed assimilati in detrazione d’imposta – scendendo gradualmente da 100 ad 80 euro, importo che verrà raggiunto proprio in corrispondenza della soglia dei 35 mila euro lordi di retribuzione. Infine, oltre i 35 mila euro scatterà un meccanismo di “decalage”, con riduzione ulteriore della detrazione d’imposta che si azzererà di fatto al raggiungimento di una retribuzione corrispondente a 40 mila euro.

Queste le fasce in sintesi:
reddito 28mila 100,0 euro mensili;
reddito 29mila 97,1 euro mensili;
reddito 30mila 94,3 euro mensili;
reddito 31mila 91,4 euro mensili;
reddito 32mila 88,6 euro mensili;
reddito 33mila 85,7 euro mensili;
reddito 34mila 82,9 euro mensili;
reddito 35mila 80,0 euro mensili;
reddito 36mila 64,0 euro mensili;
reddito 37mila 48,0 euro mensili;
reddito 38mila 32,0 euro mensili;
reddito 39mila 16,0 euro mensili;
reddito 40mila 0 euro mensili;

I 209mila dipendenti umbri

In Umbria l’impatto di queste novità sarà su una platea di 209mila lavoratori subordinati (ad esclusione di quelli agricoli e domestici).

Secondo la fotografia del Caf Uil, in Umbria la platea è composta in maggioranza da lavoratori uomini: 57,5% contro il 42,5% delle donne.

Da un punto di vista anagrafico, se suddividiamo la platea dei lavoratori dipendenti per coorti di età emerge la scarsa presenza dei giovani under 29 (20,1%, a conferma delle oggettive difficoltà di entrata nel mercato del lavoro), una presenza maggiore della fascia 30-44 (38,1%), poi dalla fascia 45-54 (26,7%), seguita a gran distanza dal gruppo 55-64 (13,9%).

Una curiosità: l’1,2% è costituita da lavoratori attivi ultrasessantacinquenni.

Tipologie di dipendenti

Se andiamo a valutare le qualifiche scopriamo che gli operai riguardano il 55,6% dei dipendenti, percentuale che scende al 36,6% per la classe impiegatizia. Se passiamo alle c.d. alte professionalità costituite da Quadri e Dirigenti si aggiunge un altro 3,8%, mentre l’ultima fetta che chiude la torta è costituita dagli apprendisti ed altre situazioni professionali residuali che sommano un ulteriore 4%.

L’esame delle qualifiche consente di verificare come il lavoro operaio sia una prerogativa prevalentemente maschile (il 67% degli addetti), nell’ambito impiegatizio la situazione si ribalta (58% donne), la questione di genere riemerge con tutta la sua problematicità nelle alte professionalità con le donne che si attestano al 27%, per ulteriormente scendere ad un misero 17% nel sotto-segmento dei dirigenti.

Nel territorio

Se guardiamo ai dati relativi all’andamento delle retribuzioni, principale parametro che verrà considerato ai fini dell’erogazione dei benefici collegati alla riduzione del cuneo fiscale (salvo conguaglio a fine anno), il Caf Uil stima che la gran parte dei 209 mila dipendenti umbri, distribuiti per 161 mila unità in provincia di Perugia e 48 mila in quella di Terni, potrà percepire il bonus, totalmente o parzialmente, poiché il dato retributivo medio mensile si colloca a 1417 euro, sensibilmente più basso di quello che si registra nelle regioni dell’Italia centrale (1541 euro) e ancor più rispetto alla media italiana (euro 1595). Il dato ovviamente è una media ponderata che tiene conto sia dei livelli stipendiali della maggioranza dei lavoratori con contratto a full time, sia del buon terzo di occupati umbri a tempo parziale, dove il confronto è fra i 1708 euro di un tempo pieno contro gli 825 euro di un part-time.

In questa classifica a primeggiare sono i lavoratori del ternano che raggiungono una media retributiva mensile di 1436 euro rispetto ai perugini che si fermano a 1411, con una differenza su base mensile pari a +25 euro.

Le valutazioni del Caf Uil Umbria

Spiega Luciano Marini, presidente del Centro Servizi Uil: “Il taglio del cuneo fiscale tenderà ad avvantaggiare come è giusto che sia proprio le fasce di lavoratori meno ricche, dove troviamo insieme alla stragrande maggioranza dei giovani anche una buona fetta di lavoratrici dipendenti. Ovviamente il giudizio che diamo come Caf Uil dell’Umbria non può essere che positivo, pur rimanendo convinti della necessità di inquadrare questi provvedimenti all’interno di una riforma complessiva del sistema delle detrazioni fiscali – ce ne sono in circolazione alcune centinaia – molte delle quali sconosciute alla gran parte dei contribuenti”.

Bonus temporanei e pensionati

“Anche il costante ricorso all’utilizzo di bonus temporanei, pur quando riducono tasse al popolo della ritenuta alla fonte – valuta il Caf Uil – andrebbe riconsiderato per i potenziali effetti distorsivi sui meccanismi di progressività nell’imposizione fiscale, elemento cardine e costituzionalmente garantito, all’interno del sistema tributario italiano. Si tratta quindi di un primo passo sulla lunga strada di una maggiore giustizia ed equità fiscale, che andrà perseguita tutelando anche l’altra fascia di contributori netti dell’Irpef: i pensionati”.

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