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Da Belmonte nessun 'mea culpa' anzi rilancia: “la nostra è stata una scelta di responsabilità”

Martedì sera c'è stato un 'co-protagonista' nella lunga quanto tribolata seduta per l'elezione del nuovo presidente del Consiglio comunale: oltre a Graziano Angeli, sula scena è salito a forza anche il consigiere del PSI, Emiliano Belmonte. Il più giovane dei massimi rappresentanti cittadini, ma sicuramente uno che riesce a farsi notare. Dopo la terza votazione andata a vuoto ha preso la parola accusando il PD di ‘non avere i voti necessari per l’elezione di Graziano Angeli quale presidente espressione del centrosinistra’. Poi ha persino chiesto ufficialmente chiarimenti al sindaco Mismetti, arrivando clamorosamente a proporre la sua candidatura. “Non è vero che vogliono cacciarmi da partito – fa sapere lo stesso Belmonte – si è trattato di una decisione presa in assoluta autonomia dal gruppo consiliare. La proposta è stata la mia – ribadisce – né il segretario politico né il vicesindaco Romagnoli ne erano al corrente, ma è stata fatta con grande senso di responsabilità. Come seconda forza della coalizione ci siamo messi in gioco direttamente – spiega – per superare l’empasse e scongiurare una crisi della maggioranza. In ogni modo si sarebbe anche potuto andare verso una scelta più ampiamente condivisa dalle forze di maggioranza, e aperta al contributo delle opposizioni”. “Angeli – prosegue – non ha ottenuto tutti i voti del centrosinistra e noi abbiamo votato per lui. Segno quindi, che oltre al centrodestra anche qualcun altro della maggioranza ha scelto di indicare il mio nome”. Si toglie pure un sassolino dalle scarpe: “mi spiace solo che sia passato in secondo piano il mio impegno di rinunciare ai compensi sono il più giovane e non lavoro, ma credo che in questo momento la gente abbia bisogno di questi segnali dal mondo politico, e sarebbe stato comunque un importante gesto di cambiamento”.