Avrebbe mosso oltre 37 milioni la presunta truffa su una particolare tipologia di criptovalute – il DT Coin – su cui indaga la Procura della Repubblica di Spoleto che ha chiuso le indagini su 25 persone. Un’inchiesta su cui si è acceso un faro da alcuni anni – come rivelato in anteprima da Massimo Solani della Tgr Umbria – e che ha visto in campo la Guardia di finanza ed in particolare i nuclei speciali di polizia valutaria di Milano, Roma e Perugia.
A capo del sistema d’investimento virtuale ci sarebbe stato l’imprenditore informatico di Cascia, originario di Roma, attivo anche nel mondo dello sport della Valnerina, Daniele Marinelli, attraverso il network Dt Circle. Un sistema di criptovalute ma non solo, legato anche ad app di intelligenza artificiale, che secondo gli inquirenti sarebbe però soltanto una truffa. Che avrebbe coinvolto almeno 30mila vittime in tutto il mondo, tra cui diversi anche nel territorio locale, attraverso società con sede in Italia, in Inghilterra e a Malta. In passato era stata annunciata addirittura la quotazione in borsa di una delle società facenti capo a questo sistema. C’è chi avrebbe investito pochi euro, chi migliaia per acquistare i Dt Coin senza però riuscire mai, nel corso degli anni, a tornare in possesso del denaro investito, mentre a detta dei promotori i cosiddetti token sarebbero stati garantiti in diamanti.
Per la Procura della Repubblica spoletina, che indaga per truffa, abusivismo finanziario, autoriciclaggio e appropriazione indebita, gli indagati avrebbero cercato di ostacolare la provenienza illecita dei soldi in loro possesso con l’acquisto di beni di lusso, ma anche fondi speculativi, polizze assicurative ed altre tipologie di criptovalute.