Crimine organizzato e mafioso, Commissione Regione Umbria per maggiore "sensibilizzazione e trasparenza" - Tuttoggi.info

Crimine organizzato e mafioso, Commissione Regione Umbria per maggiore “sensibilizzazione e trasparenza”

Alessia Chiriatti

Crimine organizzato e mafioso, Commissione Regione Umbria per maggiore “sensibilizzazione e trasparenza”

La proposta legislativa firmata da tutti i membri della Commissione
Gio, 22/11/2018 - 17:07

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Una proposta trasversale, che ha raccolto l’appoggio di tutti i membri della Commissione d’inchiesta ‘Analisi e studi su criminalità organizzata, infiltrazioni mafiose, tossico-dipendenze, sicurezza e qualità della vita’ della Regione Umbria. A presiederla, il consigliere regionale Giacomo Leonelli (PD), il quale questa mattina in conferenza stampa, a Palazzo Cesaroni, ha illustrato alcune sostanziali modifiche e integrazioni che la stessa Commissione ha deciso di apportare alla legge regionale ‘16/2012’ in materia di contrasto e prevenzione del crimine organizzato e mafioso, promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile.

Il contenuto della proposta

Si parla primariamente di “sensibilizzazione, nuove norme prescrittive, criteri di premialità, trasparenza”: questi i pilastri sui quali è stata costruita la nuova normativa regionale per il contrasto e la prevenzione al crimine organizzato e mafioso. Le integrazioni più rilevanti, contenute nella proposta legislativa firmata da tutti i membri della Commissione (Leonelli, De Vincenzi, Casciari, Fiorini, Liberati, Rometti e Solinas) riguardano:

  • gli accordi tra Regione ed enti pubblici in materia di giustizia e di contrasto alla criminalità;
  • la diffusione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile nel mondo economico;
  • la promozione della responsabilità sociale delle imprese, la certificazione di qualità e il rating di legalità;
  • il recupero e l’utilizzo dei beni immobili confiscati o sequestrati.

Prevista la promozione della legalità nei settori dell’autotrasporto e del facchinaggio; gli accordi per l’implementazione dell’attività ispettiva e di controllo; le norme per la legalità nel turismo, commercio e pubblici esercizi.

Cultura della legalità

Nel dettaglio con la nuova proposta si vuole rafforzare il concetto della diffusione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile nel mondo economico. Vengono introdotti per le imprese la responsabilità sociale, le certificazioni di qualità, e il rating di legalità ai fini della concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni e di accesso al credito bancario.

Contratti pubblici

Per quanto riguarda i contratti pubblici di lavori, servizi e fornitura da parte della Regione e degli enti, agenzie regionali nonché delle aziende del servizio sanitario regionale e delle società soggette alla vigilanza o al controllo della Regione si è introdotta una serie di buone pratiche da seguire al fine di dare attuazione ai principi di economicità, efficacia, tempestività e correttezza, libera concorrenza, non discriminazione, parità di trattamento, trasparenza, proporzionalità, pubblicità e rotazione.

Contro il caporalato

Infine si è normato sulla promozione della legalità nel settore agricolo ponendo in essere azioni, nella sfera delle competenze regionali, tese a favorire il contrasto al caporalato, all’intermediazione illegale di manodopera, al lavoro sommerso e all’evasione contributiva in agricoltura, nell’ambito dei programmi mirati alla lotta al lavoro nero.

Le reazioni

Il presidente Leonelli (PD), dopo aver rimarcato l’importanza della legge ha manifestato “soddisfazione per un lavoro collegiale della Commissione, che ha perseguito il bene dell’Umbria e non rendite di posizione. Una legge, questa, che non si sofferma su norme di principio, come lo è quella precedente e vigente. Oggi vengono scritte proposte con quattro chiare e concrete caratteristiche: di sensibilizzazione, di prescrizione, di premialità e di trasparenza. Si tratta di norme che vanno ad incidere su temi che vanno dall’agricoltura, al commercio, al turismo, ai beni confiscati, agli appalti per servizi e forniture, ma riguardano anche l’autotrasporto. Perché negli ultimi anni sono cambiati, ampliandosi, i settori su cui la mafia ha posto la propria attenzione”.

A tale dichiarazione, si sono aggiunte le altre voci della Commissione: il vice presidente Sergio De Vincenzi (Misto-Umbria next) ha espresso una valutazione positiva “per una proposta legislativa bipartisan. Tuttavia – ha detto –, per quanto possiamo fare in termini legislativi, sarà sempre insufficiente rispetto all’ampiezza della questione posta alla nostra attenzione”. 

Più positivo Attilio Solinas (Misto-Mdp): “importante è stato l’apporto dell’Osservatorio che raggruppa una molteplicità di soggetti tra cui anche le stesse organizzazioni sindacali. Neanche l’Umbria, purtroppo, è immune dalle infiltrazioni della criminalità organizzata. Per questo si rende sempre più necessario uno stretto controllo del territorio che già le Forze dell’ordine stanno comunque facendo nel migliore dei modi”.

Andrea Liberati (M5S) ha poi espresso attenzione per la “ricostruzione post sisma“, mentre Carla Casciari (PD) ha spiegato che “si tratta di una proposta legislativa molto partecipata. L’obiettivo di questa legge è radicare strumenti di maggiore tutela per tutti quei soggetti che prenderanno in carico terreni e beni confiscati, con un occhio di riguardo anche alla tutela dell’occupazione per quelle imprese coinvolte in percorsi giudiziari legati ad infiltrazioni. La legge ha tenuto conto di diversi livelli di competenze intervenendo anche, senza irrigidirlo troppo, nel sistema degli appalti”.

©Riproduzione riservata

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