Crede di essere corteggiata da un ingegnere di Cardiff e gli versa 20mila euro: 4indagati per truffa

Crede di essere corteggiata da un ingegnere di Cardiff e gli versa 20mila euro: 4 indagati per truffa

Redazione

Crede di essere corteggiata da un ingegnere di Cardiff e gli versa 20mila euro: 4 indagati per truffa

Lun, 05/12/2022 - 16:23

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I quattro nigeriani avrebbero approfittato della donna 70enne per spillarle denaro

Crede di essere corteggiata da un ingegnere di Cardiff e gli versa 20mila euro,ma in realtà è una truffa scoperta dalla polizia, per la quale sono indagate 4 persone.

Al termine di un’articolata indagine, il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica dell’Umbria ha indagato 4 persone di nazionalità nigeriana residenti Marche e Abruzzo, che erano riusciti a truffare una donna di circa 70 anni, della provincia di Perugia, per la somma di oltre 20mila euro.

Le indagini sono state avviate dopo che l’anziana signora, resasi conto dell’inganno, spinta anche dalla necessità di saldare i debiti che stava contraendo per soddisfare le richieste del proprio “amante virtuale”, aveva deciso di chiedere aiuto alla Polizia di Stato presentando querela.
Il tutto era nato da un’innocente risposta alla richiesta di amicizia su Facebook da parte di un sedicente ingegnere di Cardiff (capitale del Galles – Gran Bretagna), proseguita con una conversazione sentimentale anche attraverso altri social network.

“L’ingegnere”, presentatosi in modo affabile, gentile e galante, dopo poco tempo si era dichiarato alla donna riuscendo a carpirne la fiducia.

È stato in quel momento che l’uomo ha iniziato ad avanzare delle richieste economiche accampando i più svariati motivi, dal problema di svincolare delle somme da trasferire dall’Inghilterra in Italia, fino alle improbabili necessità per cure mediche ovvero per interventi da eseguire in ospedali altamente specializzati.

La donna, convinta della sincerità del corteggiatore, aveva deciso di aiutarlo, assecondando le sue richieste.

Gli esperti del Centro Operativo di Sicurezza Cibernetica, ascoltato il racconto della donna, hanno subito compreso che il fantomatico ingegnere non era altro che un personaggio di fantasia, le cui foto erano state probabilmente carpite ad una precedente vittima della medesima truffa.

La celerità nell’individuare i soggetti responsabili, non ha però consentito ai poliziotti di recuperare le somme di denaro, che erano state prontamente spese in beni di varia natura. Le perquisizioni e le successive analisi dei supporti informatici eseguite dal personale specializzato, avrebbero comprovato, secondo gli inquirenti, le responsabilità dei cittadini stranieri.

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