Corte dei Conti, i cittadini denunciano più degli organi di controllo - Tuttoggi

Corte dei Conti, i cittadini denunciano più degli organi di controllo

Redazione

Corte dei Conti, i cittadini denunciano più degli organi di controllo

Violazioni sui fondi comunitari e i "casi" di Spoleto, Nocera Umbra, Terni e Perugia
Ven, 24/02/2017 - 22:08

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Nel corso dell’anno 2016, la Corte dei Conti ha ricevuto 1.554 denunce, esposti, segnalazioni varie (918 nel 2015) di cui ha disposto l’apertura di nuove istruttorie per 1.011, mentre per 443 di esse ha proceduto alla archiviazione immediata in difetto delle condizioni previste dalla legge per poter aprire un nuovo fascicolo, e 100 sono state trasmesse alle Procure regionali territorialmente competenti.

Processi troppo lunghi. Nell’ambito delle denunce pervenute vanno segnalati 205 decreti di equa riparazione per irragionevole durata del processo (art. 5 L. 24 marzo 2001 n. 89, c.d. Legge Pinto) di cui 125 sono stati immediatamente archiviati in difetto delle condizioni previste dalla legge, 76 inviati alle Procure regionali territorialmente competenti, e per 4 è stato aperto fascicolo istruttorio.

I cittadini denunciano. Degno di nota il dato delle denunce aperte a seguito di segnalazioni di privati. Di tali esposti ringrazio ancora una volta i cittadini umbri che in tal modo dimostrano di avere un particolare senso civico ed attenzione verso la corretta gestione delle risorse pubbliche e confidano in un efficace intervento a tutela delle stesse da parte della Procura Regionale. Rilevante è anche il dato delle istruttorie aperte sulla base di qualificate segnalazioni operate da movimenti politici e sindacali che, nella loro fondamentale funzione di monitoraggio dell’attività politica locale, costituiscono una importante fonte di conoscenza di fattispecie potenzialmente lesive per l’Erario.

I controllori non denunciano. Ciò che invece continua a rimanere negativamente significativo è il dato delle denunce pervenute nel 2016 dagli organi di controllo interni (collegi sindacali e di revisione) che si attesta ad una denuncia soltanto. In merito alla notizia di danno l’art. 51 del D. L.vo n. 174/2016 ha ribadito quanto già previsto dall’art. 17, comma 30ter, D.L. n. 78/2009, relativamente alla necessità che l’attività istruttoria della Procura Regionale abbia come presupposto, a pena di nullità, una notizia di danno “specifica e concreta”. In stretta correlazione a quanto sopra, per quanto concerne l’obbligo di denuncia di danno erariale alla Procura Regionale, l’art. 52 del medesimo decreto ha introdotto rilevanti novità poiché, oltre ad aver meglio individuato i soggetti tenuti al rispetto di detto obbligo, ha previsto che l’Amministrazione non ha solo l’obbligo di denunciare al Procuratore Regionale competente un fatto dannoso ma ha altresì il dovere di porre in essere tutte le iniziative necessarie ad impedire l’aggravamento del danno stesso, intervenendo anche in autotutela al fine di evitare la continuazione dell’illecito ed a determinarne la cessazione.

Festival dei Due Mondi. Nell’ambito dei 39 atti di citazione emessi nel corso dell’anno 2016, va menzionato il giudizio di responsabilità relativo alla vecchia gestione del Festival dei Due Mondi ed in particolare all’ex presidente della Fondazione Gilberto Stella ed a quello dell’Associazione Festival, Francis Menotti. I due devono rispondere di omessa rendicontazione e irregolare gestione dei fondi pubblici erogati dallo Stato per l’organizzazione dell’importante manifestazione artistica per gli anni fino al 2006. Il danno erariale contestato è pari a 5.002.526,12 euro. Si tratta della vicenda parallela a quella penale che ha visto Stella e Menotti junior finire a processo con l’accusa di malversazione, dalla quale però sono stati completamente assolti in Corte d’appello con una sentenza che è stata emessa nell’ottobre scorso (qui l’articolo sul processo penale).

Nocera Umbra. Un’altra fattispecie degna di nota è il giudizio instaurato nei confronti di un assessore pro tempore del Comune di Nocera Umbra per il danno all’immagine cagionato all’ente locale per aver esercitato indebite pressioni su due dipendenti comunali per convincerli a non partecipare a concorsi interni per progressione verticale al fine di favorire altri dipendenti. Per gli stessi fatti l’assessore è stato condannato in sede penale con sentenza definitiva per il reato di concussione. La Sezione giurisdizionale, con sentenza depositata nel 2016 ha disposto la condanna del convenuto al risarcimento in favore dell’ente di €. 10.000,00.

Terni. Con un altro giudizio sono stati citati alcuni dipendenti del Comune di Terni che risultavano aver svolto attività extralavorativa non autorizzata ai sensi dell’art. 53 D. L.vo n. 165/2001. Il conseguente danno erariale ammonta a €. 124.087,85, pari ai compensi percepiti per lo svolgimento di tale attività. Con altro giudizio è stato contestato lo sviamento del finanziamento pubblico regionale per la realizzazione di una struttura agrituristica da parte dei percettori del contributo nonché di funzionari regionali per omessi controlli, poiché l’immobile ristrutturato, anziché essere adibito a tempo pieno a struttura agrituristica, era utilizzato quale abitazione dal percettore dei contributi e da suoi familiari. Il danno erariale contestato ammonta a euro 93.111,04, pari all’intero contributo pubblico erogato.

Spoleto. Altra fattispecie di particolare interesse è il giudizio nei confronti di ex amministratori, dirigenti e funzionari del Comune di Spoleto, per gravi irregolarità nel bilancio consuntivo 2012 (anomalie nella gestione della cassa, nella contabilizzazione di residui attivi e nell’attività di recupero evasione dell’ICI). Il danno erariale contestato ammonta a €. 2.821.557,59, pari ai residui attivi eliminati dal bilancio in sede di riaccertamento straordinario per assenza di titolo giuridico. La vicenda è quella già ampiamente nota del buco di bilancio, che tra l’altro vede anche un altro filone d’inchiesta (a cui il procuratore Giuseppone non fa però riferimento).

Afas di Perugia. Con altro giudizio la Procura ha citato alcuni dirigenti del Comune di Perugia per indebita corresponsione di compensi al Presidente e ai consiglieri di amministrazione di A.F.A.S. (Azienda speciale farmacie di Perugia) in violazione della gratuità di tali mansioni ex art. 6, comma 2, D.L. n. 78/2010. Il danno erariale contestato ammonta a €. 159.064,36.

Sui fondi pubblici. La Sezione giurisdizionale, con sentenza recentemente depositata ha disposto l’assoluzione dei convenuti per insussistenza del danno nonché del nesso di causalità tra l’asserito danno e la condotta dei convenuti. La Procura, non condividendo le conclusioni del primo giudice, ha proposto appello avverso tale sentenza. Con diversi giudizi di responsabilità sono stati contestati i danni erariali derivanti da indebito utilizzo fondi erogati dal M.I.U.R. ai sensi dell’art. 14, lett. c), D.M. 593/2000 (modalità procedurali per la concessione delle agevolazioni previste dal D. L.vo n. 297/99) secondo la c.d. “procedura automatica” in favore di piccole e medie imprese che hanno sostenuto costi per progetti e/o commesse di ricerca industriale. I danni erariali contestati ai percettori dei predetti contributi ammontano a €. 1.256.286,00. Con un altro giudizio è stato contestato il danno derivante dall’indebito utilizzo di fondi per il sostegno all’imprenditoria giovanile di cui alla L.R. n. 12/1995. Il danno erariale contestato al 22 percettore del contributo ammonta a €. 34.874,39. La Sezione giurisdizionale, nel corso del 2016, ha emesso sentenza di condanna nei confronti del responsabile per l’intero importo. Con altro giudizio di responsabilità è stato contestato il danno erariale connesso all’indebito utilizzo di fondi FESR per l’avvio di un’attività di impresa mai realizzata, erogati da Gepafin s.p.a., finanziaria della Regione Umbria mediante aumento di capitale sociale erogato da Gepafin s.p.a., socio di minoranza e in una garanzia fideiussoria prestata dalla stessa per due contratti di mutuo stipulati dalla società, non onorati, con conseguente intervento del garante pubblico. Gli accertamenti svolti hanno potuto evidenziare che il contributo pubblico, anziché essere utilizzato per l’acquisto di macchinari e la locazione di un capannone necessario all’avvio dell’attività, è stato dirottato all’estero su conti correnti nella disponibilità dei beneficiari del contributo stesso, che vi hanno trasferito sia quanto versato da Gepafin s.p.a. quale aumento di capitale che quanto ottenuto dall’istituto di credito per i due contratti di mutuo stipulati. Il danno erariale contestato alla società e ai suoi amministratori ammonta a €. 790.000,00.

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