Coronavirus, il mondo del lavoro come lo abbiamo sempre conosciuto non sarà più come prima (forse) - Tuttoggi

Coronavirus, il mondo del lavoro come lo abbiamo sempre conosciuto non sarà più come prima (forse)

Simone Pompili

Coronavirus, il mondo del lavoro come lo abbiamo sempre conosciuto non sarà più come prima (forse)

Il protrarsi delle misure restrittive legate al Covid-19 stanno modificando già oggi quelle che potrebbero essere in futuro le nuove abitudini di consumo di beni e servizi da parte dei cittadini
Dom, 05/04/2020 - 11:27

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Coronavirus, il mondo del lavoro come lo abbiamo sempre conosciuto non sarà più come prima (forse)

Proviamo a dare una forma a ciò che in questo momento appare come qualcosa di astratto e incomprensibile, che sta permeando (anche inconsapevolmente) molte attività lavorative e, di conseguenza, le relative abitudini di acquisto dei clienti: il cambiamento!

Sì, proprio lui, perché che ci piaccia o no, in questo momento sono in atto dei violenti stravolgimenti, i quali se non verranno recepiti, rischieranno di mettere in ginocchio centinaia di aziende e migliaia di lavoratori.

Non giriamoci intorno, il virus, senza un vaccino, farà purtroppo parte delle nostre vite per i prossimi mesi e, di conseguenza, dovremo imparare a gestire la cosa, senza però continuare il blocco lavorativo che in questa fase è stato doveroso decretare da parte del Governo.

Le armi a nostra disposizione sono molteplici in questo momento storico in cui viviamo, e la loro disponibilità risiede nel sapiente utilizzo che possiamo avere della tecnologia.

Non a caso, uno dei primi provvedimenti adottati dalle aziende è stato lo smart working, perché il filo conduttore di tutta questa storia è (e sarà) comunque sempre lo stesso: stare in casa il più possibile!

Non essendo attuabile per tutti questa misura alternativa di lavoro, abbiamo provato a fare una piccola previsione di come potranno usare il web tipologie di aziende tipo palestre o ristoranti, perché internet possa rappresentare una risorsa e non un demone da combattere ferocemente.

Il riferimento alla ferocia non è casuale; molti infatti pensano che un ristoratore non possa fare un grande uso della rete, poiché offre servizi offline. L’errore è proprio questo: confondere un “servizio” con “un’esperienza”.

Partiamo proprio dai ristoranti

Sicuramente tra i più penalizzati, in molti di loro si sono prodigati sin da subito nell’offrire un servizio di consegne a domicilio. Roba da uscire pazzi solo a pensarlo qualche tempo fa…

Ma dopo la fine dello stato di emergenza?

Semplice; il ristoratore attento avrà notato come sia gratificante per il cliente ricevere direttamente a casa il suo menù preferito dal proprio ristorante di fiducia; ma allo stesso tempo, sia il proprietario del ristorante che il cliente stesso saranno consapevoli che l’esperienza che si è sempre vissuta nel locale a livello di servizio, atmosfera e convivialità non sarà mai del livello di quella delle quattro mura domestiche.

E quindi?

Le due cose andranno di pari passo, perché ognuna racchiude in sé un servizio o un’esperienza diversa per i diversi momenti che ognuno di noi affronta all’interno della propria giornata, settimana ecc.

Le palestre

Strutture anch’esse messe in ginocchio, soprattutto se si considera che questo è il periodo in cui c’è il maggior incremento di fatturati per l’avvento della buona stagione e l’incombere della nota “prova costume”.

Le lezioni online in questo caso saranno sicuramente una valida alternativa per rimanere in contatto con i propri abbonati e per cercare di andare a monetizzare ora, e in futuro, quello che prima si faceva in sala. Ovviamente così si darà un servizio personalizzato e comodamente fruibile nel proprio salotto di casa, senza l’utilizzo di macchine o pesi: una bella comodità!

Le classiche attrezzature invece e i corsi di gruppo come per esempio la Zumba, rimarranno anche qui parte integrante dell’esperienza che differenzierà il servizio offerto sullo smartphone a casa.

Facciamo un esempio legato alle pescherie indipendenti

Consegne a domicilio e menù da asporto sono al momento le migliori soluzioni ideate e che stanno tenendo a galla il fatturato di un comparto importante del settore alimentare.

Il timore dei gestori è quello di “passare la prossima vita lavorativa a fare consegne!”

Nulla di più errato.

Le consegne e il cibo da asporto saranno semplicemente dei nuovi modi di acquisto, mentre trasformare la propria pescheria in un ristorante e/o locale in cui somministrare anche aperitivi di pesce fresco, beh… questa sì che sarà una bella esperienza!

La scuola?

Una delle prime attività che ha adottato l’utilizzo della tecnologia per permettere agli studenti di continuare a seguire le lezioni da casa.

Grande partecipazione ed entusiasmo fanno già capire come questa soluzione sarà basilare per quando, terminata questa fase di emergenza, le lezioni potranno comunque essere messe a disposizione in un server online, o per gli studenti che dovranno assentarsi per motivi di salute, oppure, più semplicemente per creare un database di contenuti utili al ripasso delle materie scolastiche.

Certo, l’esperienza del professore non andrà mai in disuso e sarà di buon auspicio per tutti che la qualità dell’insegnamento alle nuove generazioni, passi proprio dalla rinascita culturale che avverrà finito tutto, come sempre è accaduto, nei momenti peggiori della storia dell’umanità.