Coronavirus, da Assisi l'appello degli studenti: "Ora è meglio la didattica a distanza" - Tuttoggi

Coronavirus, da Assisi l’appello degli studenti: “Ora è meglio la didattica a distanza”

Flavia Pagliochini

Coronavirus, da Assisi l’appello degli studenti: “Ora è meglio la didattica a distanza”

Mer, 12/01/2022 - 10:00

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I rappresentanti degli studenti di Properzio e Principe di Napoli chiedono di essere ascoltati

La rivalità tra scuole assisane si spegne di fronte a un nemico comune, il coronavirus. E così gli studenti del liceo Properzio – che comprende classico, linguistico, scienze umane ed economico sociale –  e quelli dello scientifico Principe di Napoli si ritrovano uniti nel chiedere la didattica a distanza, per un breve periodo per tutelare la loro salute e quella delle persone anziane.

Dal Properzio si danno numeri, dallo scientifico sensazioni, ma le lettere dei rappresentanti di istituto hanno molti punti in comune, quasi a fotocopia. Lunedì circa la metà degli studenti del Properzio è rimasta a casa, e un’alta adesione si è registrata anche al Principe di Napoli, lo scientifico di Assisi. I rappresentanti di istituto del Properzio spiegano che “circa 617 persone su 686 hanno paura di tornare a scuola in presenza e che, circa 566 studenti della nostra scuola vorrebbero la didattica a distanza.  Per la maggioranza è di grande preoccupazione, non tanto la sicurezza all’interno delle aule, ma in particolar modo il dover utilizzare i mezzi di trasporto sempre fin troppo affollati e che sono luogo certo di contagio.Grazie ai vaccini, non sono numerosi come in passato i casi ospedalizzati ma il rischio di contrarre il coronavirus resta ed è molto elevato, soprattutto con l’esistenza della nuova variante. Questo ci spaventa, non tanto per come potremmo stare noi, ma quanto per quello che potrebbero passare le persone care più anziane che abbiamo vicino“.

Parole analoghe arrivano dallo scientifico, che non dà numeri, ma riporta le motivazioni degli studenti rimasti a casa nel primo giorno di scuola del 2022: “‘Mia madre ha paura di mandarmi a scuola’, ‘Non ho paura di prendere il coronavirus, ma non voglio contagiare le persone più fragili a cui tengo’, ‘Adesso c’è troppo rischio, troppi contagiati in classe’, ‘Siamo stati costretti a rimanere seduti sulle scale per un’ora perché non c’era capienza per fare lezione’”. Tra i timori anche quelli di “Ragazzi ammassati alla fermata dell’autobus per poi prendere un mezzo di trasporto sovraffollato, affollamenti durante il cambio dell’ora, dover utilizzare strutture (come la palestra) inadatte a contenere un numero elevato di persone“. Anche dallo scientifico si spinge insomma per la dad, “Sicuramente non per un lungo periodo. Siamo ben consapevoli dell’importanza della scuola in presenza, sia dal punto di vista formativo che sociale. Quello che ci sta a cuore – conclude la nota degli studenti del Principe di Napoli – è salvaguardare la salute dei nostri cari più anziani e dei nostri amici sperando nell’arrivo di tempi migliori“.

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