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Confindustria Perugia, ieri il convegno su Competitività e Sistema Italia promosso da Banca Popolare di Spoleto

Redazione

Confindustria Perugia, ieri il convegno su Competitività e Sistema Italia promosso da Banca Popolare di Spoleto

Dom, 11/11/2012 - 10:04

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Confindustria Perugia, ieri il convegno su Competitività e Sistema Italia promosso da Banca Popolare di Spoleto

“Nell'ambito della sua mission di interprete proattivo del territorio –così recita l'odierno comunicato stampa dell'Istituto bancario spoletino- e delle sue aspettative di ripresa economica , Banca Popolare di Spoleto ha organizzato il convegno/dibattito: 'Tra opportunità e vincoli : il ritorno alla competitività del Sistema Italia'. All'incontro, che si tenuto a Perugia, ieri sabato 10 novembre, nella gremita Sala Convegni di Confindustria, hanno parteciperanno i maggiori rappresentanti della dell’imprenditoria e della politica locale e nazionale, delle Istituzioni territoriali, e delle Associazioni di categoria e sindacali.

Il Convegno era incentrato sulle riflessioni di due relatori di chiara fama internazionale : Alberto Alesina, professore di Economia Politica alla Harvard University e IGIER Bocconi e l'Ingegner Roger Abravanel, advisor e saggista . Dopo i saluti di Ernesto Cesaretti, Presidente di Confindustria regionale e l’ apertura lavori, introdotta dal Direttore Generale di BPS, Francesco Tuccari , Alesina e Abravanel da angolature di pensiero sicuramente diverse, hanno esposto le loro tesi sui modelli di sviluppo più idonei e sostenibili per far ripartire il “Sistema Italia”. “L'incontro- ha detto Tuccari in apertura – è stato un regalo utile che la Banca ha voluto fare all’Umbria. Un dono pensato e realizzato nel vero interesse della comunità sociale dell'Umbria, territorio dove Bps opera da oltre un secolo. Il format che abbiamo idetao è basato su un dialogo autentico e costruttivo tra due dei massimi campioni del pensiero critico in ambito economico, e i rappresentanti delle istituzioni e del tessuto produttivo locale. Dialogo, fiducia, merito e rispetto delle relazioni umane e professionali sono i punti cardine del modus operandi di BPS”.
Alesina, nel suo intevermto intitolato: “ Gli italiani vogliono davvero cambiare? “ ed estrapolando alcune linee guida tratte dal suo libro: “ L’Italia fatta in casa” , scritto con Andrea Ichino, ha posto l’accento sui costi e sui benefici del modello organizzativo di rifermento del SISTEMA ITALIA, cioè la famiglia. Non solo ciò che esso produce non entra a far parte del PIL, ma questo particolare assetto socio-culturale determina un ritardo del nostro Paese nella crescita e è un forte elemento recessivo. Autoproteggendosi e proteggendo gli individui che ne fanno parte, il nucleo familiare si adagia in un “dolce declino” , incapace di reagire alla crisi del sistema. Negativa la valutazione delle politiche sindacali e del Welfare statale che proteggono la famiglia e il lavoro, senza distinguere, merito, lavoro come diritto e come dovere, alimentando il mito del posto fisso, dell’immobilità geografica, dell' appiattimento intellettuale e professionale.
A seguire Abravanel nel suo intervento: “ Italia, cresci o esci”, titolo anche questo di una recente pubblicazione del noto saggista, ha posto l’accento sulla crisi, che orami da oltre un ventennio ha coinvolto il nostro Paese. Quando in suoi effetti sono diventati evidenti ed hanno impattato sulla società civile, la politica ha tentato di arginarli, ma agendo in ritardo e con interventi parziali ed inefficaci. “ In Italia mancano due presupposti fondamentali per lo sviluppo reale che deve essere socio- culturale ed economico– ha detto Abravanel – e questi sono il rispetto delle regole e la meritocrazia, ossia la capacità di competere e di confrontarsi con l’Altro in maniera aperta e fiduciosa e di valorizzare/premiare le eccellenze. “ Concorde con Alesina nell’attribuire alla famiglia un ruolo di contenitore sociale delle tensioni, ma anche di deterrente nei confronti dei giovani che devono acquisire fiducia in sè stessi ed autonomia economica, per potersi realizzare, seguendo la propria vocazione, anche lontano da casa e/o fuori dall’azienda di famiglia. Critico anche nei confronti del programma di governo realizzato da Monti, che non ha prodotto un vero cambio di passo, di rotta, ma ha solo ammortizzato gli effetti della crisi. La crisi e la recessione sono superabili solo con un cambio di modello culturale: formativo-scolastico e socio –economico: produttivo. Non sarà la politica a salvare il sistema Italia. Solo gli Italiani potranno farlo, reagendo e scardinando un sistema basato su evasione fiscale, mancanza di rispetto delle regole e del merito e spesa pubblica orami fuori controllo.
Stimolante e ricco di provocazioni ed idee per il sistema Umbria e per il più ampio Paese Italia, il dibattito che ne è seguito, al quale hanno partecipato, tra gli altri: Eugenio Guarducci, Giovanni Giorgetti, Gianluigi Angelantoni, Luca Margaritelli, Paolo Arcelli, Fabio Rossi, Mario Benotti, Enrcio Proietti, Camilla Caporali e Giuseppe Zottoli, Ulderico Sbarra.”


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