CONCLUSI I LAVORI DEGLI STATI GENERALI DELLE COSTRUZIONI DELL'UMBRIA (foto) - Tuttoggi.info

CONCLUSI I LAVORI DEGLI STATI GENERALI DELLE COSTRUZIONI DELL'UMBRIA (foto)

Redazione

CONCLUSI I LAVORI DEGLI STATI GENERALI DELLE COSTRUZIONI DELL'UMBRIA (foto)

Sab, 03/07/2010 - 08:58

Condividi su:


Si è svolta ieri mattina la manifestazione unitaria promossa da tutte le Associazioni delle impresee dalle Organizzazioni sindacali dei lavoratori per lanciare un forte ed accorato grido di allarme e di preoccupazione. “Il patrimonio di imprese e di lavoratori edili è una risorsa decisiva per cercare di uscire dalla crisi e per aprire una nuova fase di sviluppo” Denunciare la grave sottovalutazione della crisi che sta investendo il settore edile mettendo in campo, concretamente ed in modo unitario, la forza e le ragioni del comparto delle costruzioni. Con queste intenzioni è stata realizzata in maniera forte e decisa la manifestazione unitaria ideata dalle organizzazioni delle imprese del settore (ANCE, CNA, CONFARTIGIANATO, LEGA COOPERATIVE, CONFAPI) e dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori (FILLEA CGIL, FILCA CISL, FENEAL UIL).

Gli “Stati Generali delle Costruzioni dell'Umbria” si sono resi quindi indispensabili perché falliscono imprese, diminuiscono drasticamente gli occupati, si verificano pesantissime ripercussioni su tutta la filiera, dai produttori di materiale di costruzione fino agli impiantisti, e tutto ciò avviene nel più totale disinteresse delle istituzioni politiche e della burocrazia. Il settore delle costruzioni, però, non ha voluto limitarsi alla denuncia della gravità della crisi e dei suoi effetti: con questa iniziativa ha voluto anche sottoporre all'attenzione delle istituzioni locali e di tutta la società civile i possibili rimedi e le azioni efficaci per combattere la crisi stessa e lo ha voluto fare portando in piazza anche le maestranze ed i mezzi che concretamente rischiano di restare inoperosi ed inutilizzati. La manifestazione, infatti, si è svolta in due fasi: la prima ha visto la massiccia confluenza a Perugia, in località Pian di Massiano, nei piazzali antistanti il Palaevangelisti e lo stadio “Renato Curi”, dei mezzi d'opera provenienti da tutta la Regione. La seconda si è svolta attraverso l'incontro degli imprenditori e dei lavoratori con i rappresentanti delle Istituzioni locali al Centro Congressi “A. Capitini”, con la serie di interventi che sono stati chiusi dalla presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini. Attraverso gli “Stati Generali delle Costruzioni dell'Umbria” si è così voluto lanciare un forte ed accorato grido di allarme e di preoccupazione. “Rischiano di essere cancellate, disperse e umiliate – ha affermato Massimo Calzoni, presidente di ANCE Perugia -risorse decisive, professionalità preziose, un'intera storia di imprese e di lavoratori. Ciò a causa della grave crisi, ma purtroppo anche per colpa di pregiudizi, disinformazione e sottovalutazioni che sono la base della colpevole inerzia con la quale le Istituzioni politiche e la burocrazia rimangono a guardare le difficoltà del settore”.

Le costruzioni, è stato ricordato durante l'incontro in cui sono intervenuti tutti i rappresentanti delle organizzazioni datoriali degli imprenditori e sindacali dei lavoratori, sono state un elemento decisivo dello sviluppo economico, sociale e civile dell'Italia e dell'Umbria. La storia delle città e dei territori del Paese e della regione è anche storia di costruzioni. La stessa identità politica e sociale, i livelli di sviluppo e di qualità della vita, la ricchezza civile, culturale e ambientale dell'Umbria sono stati raggiunti e definiti grazie anche al fondamentale contributo delle imprese e dei lavoratori del settore. Il patrimonio rappresentato dalle imprese e dai lavoratori edili è una risorsa decisiva per pensare al futuro, per cercare di uscire dalla crisi, per aprire una nuova fase di sviluppo e per dare risposte a problemi ancora aperti, a partire da quello della casa per fasce di cittadini a basso reddito, per colmare il grave gap infrastrutturale della nostra regione e delle nostre città, per difendere e salvaguardare l'ambiente e risparmiare energia, per valorizzare il territorio e recuperare le grandi risorse storico – architettoniche dell'Umbria, per rendere le nostre città più belle, più sicure, più vivibili.

Di seguito, il manifesto congiunto presentato durante gli “Stati Generali delle Costruzioni dell'Umbria” dalle organizzazioni datoriali degli imprenditori e sindacali dei lavoratori.

I NUMERI DELLA CRISI- Per il settore delle costruzioni non si vede l'uscita dalla crisi. I livelli di attività sono ridottissimi ed il portafoglio ordini è praticamente inesistente. Ciò a causa di una domanda privata bloccata ed impaurita dalla crisi e di una domanda pubblica priva di risorse per nuovi investimenti e stretta dai vincoli di spesa del patto di stabilità interno. A tutto ciò si aggiungono i ritardi nei pagamenti da parte delle amministrazioni pubbliche per i lavori eseguiti e le difficoltà di accesso al credito. In Italia negli ultimi tre anni gli investimenti in costruzioni sono calati di più del 18 %, con una perdita di produzione di circa 30 miliardi di euro; la nuova edilizia abitativa è diminuita del 30%, l'edilizia non residenziale privata del 23%; nei lavori pubblici la riduzione della produzione è di circa il 25%. Insomma i volumi produttivi nel settore sono tornati ai livelli osservati alla fine degli anni '90 e tale situazione ha ripercussioni pesantissime su tutto l'enorme indotto, dai produttori e rivenditori di materiali da costruzioni fino a tutto il grande settore degli impianti. * OCCUPAZIONE: il numero di ore lavorate nel 2009 è diminuito in Italia dell'11% e in Umbria del 15; si sono persi a livello nazionale, sempre nel 2009, 137.000 lavoratori iscritti alle Casse Edili, in Umbria 2.250 e, stimando il dato dei settori collegati, in un solo anno a livello nazionale sono diminuiti circa 220.000 occupati di cui 4.000 in Umbria. La tendenza nel 2010 si appesantisce tanto da farci affermare che nella nostra Regione hanno chiuso, senza grandi attenzioni, sette/otto stabilimenti come quello della Perugina, oppure due stabilimenti della Terni, o come, situazioni assolutamente gravi e giustamente al centro delle cronache, quattro/cinque Merloni, o 50 Basell. * I FALLIMENTI: è davvero allarmante l'andamento delle imprese di costruzioni entrate in procedura fallimentare. Nel 2009 in Italia sono circa 2000 le imprese fallite con un aumento sul 2008 di più del 30%; nel primo trimestre 2010 aumentano di nuovo sul 2009 di un ulteriore 30%. In Umbria siamo in presenza di dati che evidenziano percentuali doppie rispetto al resto del Paese. Infatti, 2009 su 2008, si evidenzia un aumento dei fallimenti di quasi il 61%. * L'ANDAMENTO DEL CREDITO: le imprese di costruzioni si sono ritrovate, in un periodo di grave crisi, a fronteggiare contemporaneamente due pesanti processi: i cronici ritardi nei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione e, in vari modi, un forte processo di razionamento del credito da parte delle banche sia nei confronti delle imprese che nei confronti delle famiglie intenzionate ad accendere mutui per l'acquisto di immobili. Nei primi nove mesi del 2009, secondo la Banca d'Italia, il flusso di nuovi mutui in edilizia residenziale è diminuito del 18,5% in Italia e del 22% in Umbria. E, per gli investimenti in edilizia non residenziale, è calato nazionalmente del 22,5% mentre a livello regionale addirittura del 47,4%. * L'ANDAMENTO DEMOGRAFICO DELLE IMPRESE DI COSTRUZIONI: in Italia ed in Umbria, dopo molti anni si registrano saldi negativi tra nuove imprese iscritte alle Camere di Commercio e imprese cessate. Nel solo 2009 la differenza tra iscritte e cessate in Italia è di 9.000 unità e nel primo trimestre 2010 si deve sottolineare un saldo negativo di altre 8.000. In Umbria la sit uazione è di nuovo più grave: 53 era il saldo negativo del 2009, ma ben 118 è quello dei primi tre mesi del 2010. * I BANDI DI GARA: per quanto riguarda i lavori pubblici valutati per numero di bandi di gara pubblicati, registriamo a livello nazionale, in un raffronto 2009/2003, un segno meno di circa il 56% in numero e del 25% in valore, a prezzi 2009. In Umbria siamo a meno 55% in numero e raggiungiamo il meno 41% in valore. * IL MERCATO IMMOBILIARE: nel 2009 in Italia sono state compravendute 609.000 unità immobiliari ad uso abitativo, con un calo dell'11% sul 2008; ma nel 2007 il numero complessivo era di 809.000 compravendite e nel 2006 si attestava ad oltre 845.000. In Umbria nel 2009 sono state compravendute 9.240 abitazioni, con un calo del 12% sul 2008 e venivamo già da un meno 15% del 2008 sul 2007.

LE PROPOSTE PER USCIRE DALLA CRISI E APRIRE UNA NUOVA FASE- Il settore delle costruzioni è consapevole che deve ripartire da se stesso ed affrontare, dal punto di vista dell'offerta, limiti, ritardi e contraddizioni. Così come, malgrado gli sforzi fatti, non si deve abbassare minimamente l'impegno per la legalità, la regolarità nei rapporti di lavoro, la sicurezza nei cantieri. Nel corso degli ultimi anni, specialmente in Umbria, in un positivo rapporto nelle relazioni industriali, si sono investite risorse delle imprese e dei lavoratori nel tentativo di qualificazione il settore, per cercare di strutturare le imprese e migliorare la qualità del mercato del lavoro e i livelli di sicurezza. In questo sforzo non sempre abbiamo trovato la necessaria attenzione e disponibilità da parte delle Istituzioni e delle Amministrazioni pubbliche. Ne sono testimonianza il continuo ricorso al massimo ribasso, come criterio di aggiudicazione dei lavori pubblici, e le difficoltà che abbiamo incontrato a far capire l'importanza di quello che abbiamo chiamato il “tavolo delle costruzioni”. * SNELLIMENTO E SEMPLIFICAZIONE DELLE PROCEDURE AMMINISTRATIVE: noi per primi sappiamo quanto siano importanti le regole ed il rispetto della legalità. Lo sappiamo perché siamo costretti a difenderci tutti i giorni dalla concorrenza sleale, tanto da impegnare risorse proprie del settore per combattere il lavoro nero ed irregolare. Il fatto è, però, che siamo arrivati all'asfissia. L'unica cosa che la politica e le istituzioni riescono a fare è una continua produzione di leggi e regole, spesso complesse e confuse, che non si fanno neanche rispettare ai tanti avventurieri purtroppo presenti nel settore. Si colpiscono, invece, esclusivamente “i soliti noti” e soprattutto si creano ostacoli alla possibilità di lavorare complicando inutilmente la vita delle imprese; la vicenda delle terre e rocce da scavo ne è un esempio eclatante. Solo in questo senso abbiamo chiesto, anche al sistema istituzionale dell'Umbria, una moratoria. Per chi volesse approfondire è a disposizione la pubblicazione del nostro ente bilaterale che evidenzia come, addirittura prima dell'entrata in vigore del testo unico sulla sicurezza, già erano necessari circa 130 adempimenti per aprire e gestire un cantiere. Al contrario per avviare un'impresa di costruzioni basta l'apertura in 10 minuti di una semplice partita Iva. La semplificazione e lo snellimento delle procedure, un apparato burocratico non ostile, non diffidente, capace davvero di assumersi responsabilità e dotato di spirito di servizio, insieme alla certezza dei tempi nelle procedure di autorizzazione, che invece oggi hanno una scala temporale assolutamente diversa da quella delle aziende ed estranea al mercato, sono le prime due condizioni per superare l'attuale crisi economica e ripensare completamente la politica del territorio. * MODIFICARE IL PATTO DI STABILITA' E GARANTIRE ALLE IMPRESE I PAGAMENTI DOVUTI: da mesi si assiste ad un sistematico ritardo della Pubblica Amministrazione nei pagamenti. Ciò sottrae liquidità vitale alle imprese. Il patto di stabilità interno allunga i tempi di pagamento e riduce la parte più virtuosa e discrezionale della spesa pubblica: gli investimenti in conto capitale. C'è bisogno di una modifica strutturale delle regole del patto di stabilità, che metta gli enti locali virtuosi nella condizione di realizzare gli investimenti necessari allo sviluppo e alla competitività del Paese e dei nostri territori. Inoltre è assolutamente necessario onorare i debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese. Chiediamo reciprocità nei diritti e nei doveri. Se si bloccano i pagamenti da parte della pubblica amministrazione in presenza di pendenze fiscali, anche le imprese che hanno crediti certi, liquidi ed esigibili, dovrebbero poter non pagare le imposte e i contributi dovuti. * SBLOCCARE LE RISORSE NAZIONALI PER INFRASTRUTTURE E VARARE SUBITO UN REALISTICO PIANO LOCALE PER LE PICCOLE E PICCOLISSIME OPERE: da mesi siamo di fronte solo a promesse e si finge di non vedere come gli investimenti in costruzioni potrebbero rappresentare un reale elemento anticongiunturale. Gli impegni assunti e mai rispettati dal governo e l'assenza di un chiaro piano per le piccole opere da parte delle amministrazioni locali, così come invece è avvenuto a livello europeo e mondiale, dimostrano che siamo di fronte ad un atteggiamento inconsapevole della gravità della crisi e dell'importanza del settore. Sul Piano nazionale per le infrastrutture, varato nel giugno 2009, non c'è traccia delle risorse di cassa necessarie e non esiste l'indicazione di tempi certi. Per la verità non si sa più neanche quando e se si riunirà di nuovo il CIPE. In secondo luogo reclamiamo un piano certo di piccole opere subito cantierabili. Gli interventi diffusi sul territorio hanno infatti un effetto immediato contro la crisi, contribuiscono al miglioramento della qualità della vita dei cittadini, possono difendere e salvaguardare l'ambiente, servono ad aumentare la sicurezza di tutti a partire da quella dei nostri figli, visto che è nota la necessità di un programma per l'adeguamento e la messa a norma del nostro patrimonio dell'edilizia scolastica. * UTILIZZARE LA LEVA FISCALE PER LA RIPRESA: tra gli strumenti necessari per accelerare processi virtuosi di uscita dalla crisi c'è sicuramente l'utilizzo della leva fiscale. Proponiamo di nuovo il ripristino dell'Iva per le cessioni di abitazioni poste in essere dalle imprese di costruzione, dopo i 4 anni dall'ultimazione dei lavori. Così come è essenziale reintrodurre le agevolazioni per i trasferimenti di immobili finalizzati all'attuazione di tutti i programmi urbanistici. * POLITICA PER L'HOUSING SOCIALE E RILANCIO DEL “PIANO CASA 2”: dopo un anno di ritardo solo nelle scorse settimane è stato pubblicato il decreto che ripartisce le scarse risorse per l'edilizia residenziale pubblica tra le Regioni. Entro 6 mesi si dovranno presentare le proposte di intervento. Anche per questo e per rilanciare una politica di housing sociale è essenziale che Regione ed enti locali definiscano sollecitamente un quadro di regole che consentano di attivare proposte in grado di coinvolgere l'imprenditoria privata avviando un'azione di riqualificazione urbana. Per altro verso il Piano casa 2 sta dando risultati davvero molto al di sotto di quelli previsti. Se ha una qualche possibilità di decollare e dare un contributo all'uscita dalla crisi, si deve procedere ad ulteriori snellimenti procedurali e all'eliminazione dei troppi vincoli imposti. * AMPLIARE LA CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI ORDINARIA: è fondamentale ampliare lo strumento della CIGO in edilizia, prevedendo l'equiparazione delle modalità del trattamento a quello dell'industria in senso stretto, che consente la sospensione totale dell'attività lavorativa fino a 12 mesi. L'ampliamento si rende necessario per fronteggiare la crisi senza ricorrere ai licenziamenti, tanto più che la gestione edilizia della CIGO presso l'Inps, secondo gli ultimi dati in possesso delle parti sociali, presenta un avanzo patrimoniale di circa 2 miliardi di euro. Queste sono somme che provengono interamente dal settore e che sono diretta conseguenza di un'aliquota contributiva troppo alta (il 5,20% rispetto all'1,90-2,20% degli altri settori manifatturieri).


Condividi su:


ACCEDI ALLA COMMUNITY
Leggi le Notizie senza pubblicità
ABBONATI
Scopri le Opportunità riservate alla Community

    L'associazione culturale TuttOggi è stata premiata con un importo di 25.000 euro dal Fondo a Supporto del Giornalismo Europeo - COVID-19, durante la crisi pandemica, a sostegno della realizzazione del progetto TO_3COMM

    "Innovare
    è inventare il domani
    con quello che abbiamo oggi"

    Lascia i tuoi dati per essere tra i primi ad avere accesso alla Nuova Versione più Facile da Leggere con Vantaggi e Opportunità esclusivi!


      trueCliccando sul pulsante dichiaro implicitamente di avere un’età non inferiore ai 16 anni, nonché di aver letto l’informativa sul trattamento dei dati personali come reperibile alla pagina Policy Privacy di questo sito.

      "Innovare
      è inventare il domani
      con quello che abbiamo oggi"

      Grazie per il tuo interesse.
      A breve ti invieremo una mail con maggiori informazioni per avere accesso alla nuova versione più facile da leggere con vantaggi e opportunità esclusivi!