Comunità Incontro “Instrada” a Terni

Comunità Incontro “Instrada” a Terni

Il 14 febbraio operatori, psicologi, assistenti sociali ed educatori saranno davanti a palazzo Spada e alla fiera di San Valentino

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L’amore non ha confini. Passano gli anni, ma quando il sentimento è forte e radicato, resta invariato. Lo sanno bene alla Comunità Incontro Onlus Molino Silla di Amelia. Don Pierino ha amato i suoi ragazzi. Un amore di un padre che ha aiutato milioni di giovani strappandoli dal tunnel delle dipendenze. Adesso la sua opera continua a vivere grazie agli insegnamenti e all’amore del Don attraverso il responsabile di struttura della Comunità Incontro, Giampaolo Nicolasi, il presidente, avvocato Giuseppe Lorefice,  l’equipe degli psicologi/psicoterapeuti e assistenti sociali, il primo guidati da Tania Fontanella e l’altro da Cristina Lorefice.

Il 14 febbraio alcuni operatori, psicologi, assistenti sociali ed educatori saranno davanti a palazzo Spada e alla fiera di San Valentino con i minibus della Comunità Incontro per dare una mano a chi ha bisogno di aiuto con il progetto INStrada. “La peculiarità di questo progetto – spiega la psicoterapeuta Tania Fontanella – si traduce nell’accogliere con immediata disponibilità presso la sede di Molino Silla di Amelia chi ne farà esplicita richiesta. Un aiuto a chi vuole dire basta alle  vecchie e nuove dipendenze: droga, alcol e ludopatia”.

INstrada fa parte  di un grande contenitore che si chiama  INdipendente che ospita all’interno altri progetti: Inascolto e INclasse. INascolto è un punto di ascolto  sito  all’interno della casa madre della Comunità ad Amelia con lo scopo di ascoltare, supportare e sostenere le famiglie che si trovano in difficoltà, aperto a tutta la cittadinanza. Offre: supporto legale, sostegno psicologico, socio educativo ed assistenziale, ogni giovedì dalle 14 alle 17. Per prendere un appuntamento  bisogna chiamare  dalle  7 alle  22 la segreteria della Comunità allo 0744/977204. INclasse prevede incontri all’interno delle scuole  al fine di sensibilizzare i giovani  sui rischi e le  conseguenze causate dall’uso di droghe,  è un progetto di prevenzione già attivo con riscontro positivo già dagli anni precedenti. I  professionisti dell’equipe multidisciplinare della Comunità Incontro insieme ad alcuni ragazzi attualmente in percorso, su richiesta delle scuole, partecipano ad incontri strutturati negli istituti secondari di primo e secondo grado.

“Informare è fondamentale – spiega ancora Tania Fontanella – perchè è prevenzione. I ragazzi quando vai nelle scuole sono curiosi e fanno una miriade di domande. Io e la  mia equipe multidisciplinare siamo sempre pronti a rispondere, a chiarire qualsiasi dubbio inerente il percorso comunitario. Abbiamo iniziato da gennaio incontrando  gli studenti dell’istituto omnicomprensivo di Amelia. L’8 febbraio siamo stati in una scuola a Civita Castellana e devo dire che alcuni studenti sono stati particolarmente colpiti soprattutto dalle testimonianze portate da alcuni dei nostri ragazzi che sono al momento ospiti della Comunità”.

Il 13 febbraio per la Comunità Incontro è una data importantissima.  Il 13 febbraio del 1963 don Pierino, all’epoca segretario del cardinale Luis Copello (Arcivescovo di Buenos Aires), camminando per piazza Navona fu fermato da Alfredo Nunzi, un ragazzo di strada privo di sogni, che seduto sui gradini della chiesa di Sant’Agnese chiese di essere salvato e non con l’elemosina. Don Pierino lo portò nella sua casa sua in viale del Vaticano, creando sconcerto tra gli altri monsignori che abitavano in zona. Prendendosi cura di Alfredo si rese conto che quella sarebbe stata la missione della sua nuova vita e cioè occupandosi degli ultimi sulla terra, rinunciando alle comodità e alla carriera nella segreteria di Stato del Vaticano. Tra i ragazzi di borgata e delle periferie, vittime  della droga si sparse la voce che un prete era pronto ad accoglierli senza se e senza ma nel nome dell’amore. La villetta di viale del Vaticano era diventata piccola, tanti disperati bussavano alla porta di don Pierino e alloro decise di trasferirsi all’Infernetto vicino a Casal Palocco alla periferia di Roma assieme ai suoi ragazzi  che diventavano sempre di più.  Dall’Infernetto a Molino Silla il passo fu breve. Nella Valle  della Speranza, tra mille difficoltà e con la  diffidenza del vicinato spaventato  a causa della presenza di tossicodipendenti,  don Pierino non si arrese e guidò il piccolo plotone di uomini verso l’uscita dal tunnel della droga adoperandosi con  tutte le  forze che aveva nella costruzione del centro di Molino Silla.

“Il 13 febbraio è una data importante – spiega Giampaolo Nicolasi, responsabile di struttura della Comunità Incontro – perchè segna l’inizio della lotta alla droga che  Don Pierino ha portato avanti fino alla fine.  In tanti hanno creduto nel Don e nella sua opera. In primis i suoi ragazzi e anche i genitori che si sono affidati a lui. Tanti sforzi anche economici da parte del Don che più di una volta si è trovato senza soldi. Noi stiamo continuando a portare avanti la sua missione seguendo i suoi principi e con l’amore che lui aveva verso i suoi figli che avevano smarrito la via”.

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