La bocciatura di Collescipoli da parte della Commissione de “I borghi più d’Italia” ha scatenato una bagarre politica che era facilmente prevedibile e ha certificato, qualora ce ne fosse stato ancora bisogno, il vecchio caro vizietto della politica e il giochetto dello scaricabarile. “Colpa della sinistra e della destra”, “Io lo dicevo”, “Adesso ci metteremo a lavoro”, “Le cose cambieranno”. Ancora una volta bisogna mettere in chiaro un punto: esiste un tempo di governo entro il quale non sia possibile attribuire agli altri le responsabilità di un fallimento? Più semplicemente: nel tempo che Bandecchi ha governato Terni, ormai tre anni, non ha avuto tempo per rendere un borgo microscopico (nelle dimensioni) sufficientemente presentabile a una Commissione esaminatrice? È come essere arrivati a un’interrogazione programmata senza aver studiato. Collescipoli è stata presentata con zero attività commerciali aperte, con problemi di sicurezza diffusi, con una percentuale di abusivismo elevatissima, con un decoro discutibile. Insomma, bastava aver aperto almeno il libro. Ognuno si prenda le proprie responsabilità, perché questa era tutt’altro che una missione impossibile, considerando anche il fatto che il borgo era riuscito a vivere un momento particolarmente felice grazie al BAC e all’iniziativa di alcuni cittadini e residenti.
A proposito di BAC
Proprio a proposito del BAC l’Associazione Thyrus, capofila del progetto, è intervenuta per offrire una riflessione costruttiva e un punto di vista differente rispetto alle varie polemiche, una considerazione che Tuttoggi aveva già avuto modo di condividere in tempi non sospetti, rilevando il grande lavoro svolto da tutti coloro che si sono impegnati nel progetto. “In un momento in cui si discute molto, riteniamo importante ricordare che il progetto BAC rappresenta, ad oggi, l’unica realtà operativa attiva stabilmente nel borgo – si legge in una nota – con iniziative concrete che spaziano dall’arte alla cultura, dalla formazione alla valorizzazione del territorio. Ci sembra quindi opportuno che venga riconosciuto l’impegno di chi, con determinazione e continuità, sta lavorando per riattivare la vita culturale e sociale di Collescipoli, non a parole, ma con fatti tangibili e spirito di servizio. Il nostro operato nasce da una visione condivisa e da un forte senso di responsabilità verso il borgo e la sua comunità. Continueremo su questa strada, con trasparenza, apertura al dialogo e volontà di costruire, insieme a tutti coloro che vorranno contribuire positivamente”. Negli ultimi tempi ricordiamo anche la riattivazione della storica sagra dello gnocchetto che a Collescipoli è una solida tradizione identitaria e riconosciuta a livello regionale.
E torniamo al vizietto della politica…
In caso dovremmo tornare al famoso vizietto della politica che aveva fiutato le potenzialità del BAC e lo aveva in qualche modo sfruttato come vetrina di visibilità per poi lasciare che il borgo rimanesse abbandonato a se stesso. E, ovviamente, quando Tuttoggi ha sollevato per prima la questione sulla bocciatura ha subito gli attacchi della giunta Bandecchi che, invece ora, dovrà spiegare, come già scritto, perché ha fallito. E dovrà spiegarlo anche all’ispezione avviata dall’ex capogruppo di AP, Verdecchia.
Il Pd
Anche il PD, che sulla scorta della nostra inchiesta aveva presentato un’interrogazione, è intervenuta sulla questione: “La notizia della bocciatura della candidatura del borgo di Collescipoli per l’ammissione all’associazione nazionale “I borghi più belli d’Italia” non ci coglie di sorpresa. Avevamo infatti già presentato una specifica interrogazione in consiglio comunale il 27 Ottobre scorso chiedendo conto dell’esito del sopralluogo della commissione giudicante che sapevamo essere stato problematico. Erano emersi, infatti, dettagli non edificanti, con un borgo che si presentava senza alcuna attività commerciale, con ampie zone da riqualificare e con pesanti problematiche legate alla circolazione stradale a causa anche dell’assenza di una zona pedonale mai concretamente realizzata.Quanto da noi paventato qualche tempo fa è oggi purtroppo realtà: la commissione non ha ritenuto il borgo all’altezza del programma “borgo ospite 2026” per il programma annuale di valutazione, e l’obiettivo di promuoverne l’immagine e lo sviluppo dal punto di vista turistico e culturale annunciato dal Sindaco nel mese di Novembre 2024 è oggi fallito.Considerato che l’amministrazione comunale parla di danni fatti dalle precedenti amministrazioni anziché compiere una volta tanto una sana autocritica, giova ricordare che le giunte di sinistra recuperarono palazzi storici, avviarono i lavori di rifacimento della pavimentazione e intervennero sulla pubblica illuminazione. Ad oggi, invece, ci troviamo costretti a ricordare che numerosi esponenti dell’attuale giunta, ad una riunione pubblica nel 2023, presero l’impegno di rivedere il traffico e di ripulire il paese dalle opere difformi, mentre oggi assistiamo a un nulla di fatto e per di più con la sede della polizia municipale a rischio. Crediamo invece che per rilanciare questa realtà occorra puntare sulla qualità dell’offerta, sui controlli e sulla messa a terra di quanto promesso e mai realizzato”.
L’associazione Astrolabio
Anche Giuseppe Rogari, presidente dell’associazione Astrolabio, una delle realtà che hanno tenuto in vita il borgo fino a questo momento, è intervenuto nel dibattito: “E’ arrivato il Natale e Collescipoli ha ricevuto come regalo la bocciatura dai borghi più belli d’Italia – si legge in una nota – Dopo la visita fatta dall’ispettore mandato dall’associazione sono trapelate diverse indiscrezioni che non lasciavano molte illusioni, visto che aveva trovato una situazione di disordine urbanistico diffuso. Purtroppo sono anni che denunciamo l’abusivismo edilizio, la sosta selvaggia, la mancanza di politiche attive per rivitalizzare il nostro abitato, parliamo di prese di posizioni sulla stampa che risalgono sin dal 1985. La nostra associazione in questi anni ha prodotto notevoli sforzi per sensibilizzare le varie amministrazioni ed i residenti nel guardare quanto di buono si faceva nei territori del perugino e della Toscana, ma si è sempre lasciato al buon senso dei cittadini, con i risultati che alcuni rovinano l’immagine e la vivibilità del borgo, causando la svalutazione delle case e allontanando chi vuole investire nel recupero. A nulla è servito il piano particolareggiato realizzato dopo una nostra petizione di 1100 firme, ma che non è stato fatto mai rispettare, sebbene sarebbe stato un ottimo strumento per un recupero corretto ed omogeneo del tessuto storico di Collescipoli. Nel novembre 2023 la nuova giunta si era presentata con un assemblea pubblica molto partecipata, promettendo un cambio di registro rispetto al mal governo degli anni precedenti, c’era stato l’impegno a far rimuovere l’abusivismo edilizio, effettuare le manutenzioni, combattere la sosta selvaggia il tutto per valorizzare al massimo le pavimentazioni completate in quell’anno (con fondi stanziati dalle giunte precedenti). In questi ultimi due anni nulla è stato fatto e gli impegni degli assessori presenti (traffico ed edilizia, lavori pubblici, cultura, commercio…) non solo non hanno perseguito coloro che deturpano il borgo, ma neanche coloro che usufruendo delle generose detrazioni fiscali hanno realizzato brutture di ogni tipo (condizionatori, caldaie, tettoie, infissi di ogni materiale e colore, intonacature parziali, coperture con coppi rossi). Dopotutto i controlli sono inesistenti visto che il Comune per scelta politica non ha più la vigilanza edilizia, inoltre è stata depotenziata anche la stazione dei vigili. La perla finale è stata il bando per cedere in concessione il palazzo Comunale simbolo del borgo, fatto sconcertante perché priverebbe di un punto di riferimento storico, l’unica sala riunioni e la chiusura dell’unico presidio di legalità, ovvero la sezione distaccata dei vigili. La bocciatura di Collescipoli come uno dei borghi più belli d’Italia è un colpo durissimo per l’immagine di Collescipoli, forse più della chiusura del corso di Economia, fatto che il Comune può correggere agli errori fatti facendo rispettare le normative, intervenendo sulle manutenzioni, smettendo di voler compiacere chiunque, con il risultato finale di contribuire all’abbandono del borgo”.