Città di Castello, una Panda 4×4 per le cure palliative domiciliari

Città di Castello, una Panda 4×4 per le cure palliative domiciliari

share

Da. Bac.

Una Fiat Panda 4×4 per le cure palliative domiciliari. Di questa donazione, da parte dell’AACC (Associazione Altotevere Contro il Cancro) alla Usl Umbria 1, si è parlato nella conferenza di mercoledì 15 gennaio nella sala riunioni dell’Ospedale tifernate.
Italo Cesarotti, presidente dell’AACC, si è detto grato per il sostegno della popolazione, delle istituzioni e degli enti. Poi ha ricordato la consegna del mammografo di un anno fa e l’incontro con Daniela Felicioni, Direttore del distretto Sanitario Alto Tevere USL Umbria 1, da cui è nata l’iniziativa. “L’azienda sanitaria, noi e gli operatori siamo felici di questa finalità cosi importante. – ha detto il presidente – Abbiamo accolto questa richiesta di un mezzo adatto per viaggiare durante stagioni difficili e attraverso luoghi impervi perché nessuno si possa sentire escluso”. Il mezzo, ha aggiunto, è in comodato d’uso da parte dell’AACC per l’Asl. Questo sarà il primo dei tre grandi eventi previsti nel 2014: il secondo sarà un convegno sulla “terapia del dolore” in collaborazione con Lions e Rotary mentre il terzo sarà la donazione di un secondo mammografo.
Giuseppe Legato, Direttore Generale USL Umbria 1, ha aggiunto: “L’azienda da sola non ce la può fare e ben vengano le sinergie con le associazioni. Le risorse per gli investimenti sono minime. A giorni si dovrebbero sbloccare finanziamenti risalenti addirittura al governo Prodi. Tenteremo di prendere un mutuo, la regione ci darà un contributo sostanzioso per la sostituzione dell’accelleratore lineare”. E sull’evento odierno: “Fare un servizio per le cure palliative è una svolta qualitativa e un segnale di civiltà. Chi si fa carico di questi servizi, come assistere paziente e famiglie di quest’ultimo, deve avere un cuore grosso così!”
La Felicioni, per quanto riguarda le cure palliative, ha raccontato con le cifre il numero crescente delle prese in carico del malato a domicilio: nel 2011 solo 10 pazienti, nel 2012 50 e nel 2013 ben 92 di cui il 75% deceduto a domicilio.
Due battute anche per il vicesindaco tifernate Michele Bettarelli: “Grande merito, per questa donazione, va alle associazioni del nostro territorio. Servono civiltà e grande sensibilità per voler far rimanere a casa le persone in queste situazioni così difficili”. Al termine della conferenza le foto di rito con il nuovo mezzo.

Riproduzione riservata

share

Commenti

Stampa