Circolo Sel Spoleto, "no alla desertificazione culturale, sociale ed economica della città" - Tuttoggi.info

Circolo Sel Spoleto, “no alla desertificazione culturale, sociale ed economica della città”

Redazione

Circolo Sel Spoleto, “no alla desertificazione culturale, sociale ed economica della città”

Sab, 27/04/2013 - 10:35

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di Circolo Sel Spoleto- E. Berlinguer

Il Circolo Sinistra Ecologia e Libertà di Spoleto considera la chiusura dello storico cinema Corso, l’ultima sala cinematografica attiva in città e nell’intero territorio comunale, quale evento simbolico quanto emblematico, della progressiva desertificazione culturale, sociale ed economica di Spoleto.

Siamo in presenza e pur nell’ambito dell’offerta culturale, questa è la nostra riflessione, dello stesso fenomeno che affligge le attività produttive e manifatturiere della città, vedi le crisi industriali di IMS ex Pozzi, Gruppo Novelli, Panetto & Petrelli e delle Cementerie, una vera e propria crisi di sistema e della trama del tessuto connettivo civile di Spoleto, originata dalla inesistenza di una visione generale e di un progetto organico e integrato, politico e sociale, di rinnovamento e rilancio cittadino, tutto ciò per responsabilità diretta delle ultime Amministrazioni comunali e, più in genere, della latitanza, dell’ignavia e della mediocrità della classe dirigente che questa città ha sinora espresso.
Possiamo senz’altro sostenere che unitamente alle istituzioni pubbliche, agli organismi amministrativi e a regole collettive condivise, è la presenza, la promozione di spazi e attività teatrali, cinematografiche e culturali, che qualifica e identifica una città secondo un moderno paradigma di socialità. Purtroppo sembrano venir meno per Spoleto, uno dopo l’altro, in un degrado inarrestabile, questi elementi organici di aggregazione civica, nonostante la meritoria azione di singoli e associazioni. Eppure, per salvaguardare l’opportunità per gli spoletini di fruire della visione e del piacere di film di qualità, e vorremmo dire, della cinematografia quale espressione della cultura, fondamentale “bene pubblico”, basterebbe un atto d’indirizzo politico e simbolico dell’amministrazione cittadina, senza giungere ai livelli d’impegno dell’amministrazione comunale di Perugia, che ha inteso recentemente affidare in gestione all’ARCI e alla Cinegatti una sala pubblica, sita presso la Casa dell’Associazionismo, espressamente per questa finalità. Sarebbe quindi consequenziale, in questa logica, la promozione di una vera propria stagione cinematografica, da offrire in abbonamento ai cittadini, iniziativa peraltro già assunta da diverse sale private, unita al collegamento con i circuiti europei delle sale e dei film di qualità, per conseguire così economie di scala sui costi e contare su risorse certe, originate dalla sottoscrizione degli abbonamenti.
Diversamente, incombe su Spoleto una vera e propria desertificazione culturale – per una città che dovrebbe indirizzare e fondare massimamente le proprie future prospettive di rigenerazione sociale e economica sui beni culturali, l’arte e la promozione delle qualità e tipicità indiscusse del territorio – che in un circuito vizioso teso ad autoalimentarsi, si unisce indissolubilmente all’abbandono e al degrado del centro storico, il vero “teatro cittadino” e memoria storica e vivente (così dovrebbe essere) della nostra città.
L’emorragia continua di residenti, la chiusura progressiva – come si è denunciato – degli spazi culturali e delle attività economiche e commerciali, debbono essere fermate, ora o mai più. Necessita, prima di tutto, individuare nel contesto di una visione generale per il futuro della Città, un modello e un progetto alto di rigenerazione e riscatto civile condiviso fra tutti coloro che non si rassegnano al peggio: riqualificazione del centro storico, politiche pubbliche d’incentivazione, anche tramite la leva fiscale, per il reinsediamento urbano residenziale, in particolare per i giovani; azione di stimolo per la ripresa dell’economia cittadina e degli esercizi commerciali, da effettuarsi in sinergia tra Amministrazione pubblica e istituti di credito; riallocazione di Uffici e servizi pubblici nel centro storico; piano integrato dei trasporti in città, coinvolgendo e responsabilizzando, in tema di parcheggi e mobilità alternativa, l’Umbria Mobilità. Queste, ma non solo queste, le priorità da perseguire, una vera e propria terapia d’urto per scuotere la città dall’apatia e dall’immobilismo in cui sembra essere sprofondata da troppo tempo.
Lo scenario spettrale che si delinea per chi, nonostante tutto, intenda avventurarsi in centro nelle ore serali, non può essere più accettato quale evidenza insanabile, nella rassegnazione generale: un’altra Spoleto, una Spoleto diversa, viva e vivibile a misura d’uomo, è possibile. SEL è pronta ad impegnarsi per un progetto di riscatto civile, partecipato e condiviso con tutti i cittadini e le cittadine, le associazioni e i movimenti che hanno a cuore le sorti della nostra Città.


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