Cinghiali, caso di peste suina a Roma: allarme nel centro Italia

Cinghiali, caso di peste suina a Roma: allarme nel centro Italia

Redazione

Cinghiali, caso di peste suina a Roma: allarme nel centro Italia

Ven, 06/05/2022 - 09:12

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Positività confermata dall'Istituto zooprofilattico di Perugia | Coldiretti: troppi cinghiali, vanno abbattuti con caccia e le azioni anche in aree protette

Il caso di un cinghiale trovato nella zona di Roma (nella zona del parco dell’Insugherata) affetto da peste suina africana mette in allarme anche il centro Italia. Si tratta infatti del primo caso di animale infetto al di fuori della zona rossa dove a gennaio sono stati riscontrati i primi focolai, in Piemonte e Liguria. Il caso di Roma è stato confermato dall’Istituto zooprofilattico Umbria – Marche, referente nazionale per le pesti suine.

La Regione Lazio ha attivato una task force per recuperare nella zona eventuali altre carcasse di animali contagiati. La peste suina africana non è trasmissibile all’uomo, ma la sua diffusione rappresenterebbe un duro colpo per l’economia delle zone colpite, in quanto costringerebbe ad eliminare tutti i capi degli allevamenti di suini.

L’allarme Coldiretti anche in Umbria

Per questo anche la Coldiretti Umbria lancia l’allarme: “Rischiamo uno tsunami economico per gli allevamenti suinicoli e conseguentemente per i prodotti trasformati. Non possiamo più attendere!. Ribadiamo con forza quanto sia urgente e necessaria l’adozione di misure immediate per il contenimento dei cinghiali” dice il presidente regionale Albano Agabiti. Che aggiunge: “Oltre agli inestimabili danni alle colture, all’ambiente e al rischio della comunità provocati dall’abnorme numero di cinghiali che invade le nostre campagne ma anche le nostre città, dobbiamo registrare oggi un’emergenza sanitaria molto vicina ai nostri confini, quella della peste suina, che si diffonde attraverso i cinghiali”.

“Troppi cinghiali, vanno ridotti”

Coldiretti torna a sollecitare la riduzione del numero di cinghiali, “attraverso le attività venatorie, le azioni di controllo in base all’articolo 19 della legge 157/92 e le azioni programmabili nella rete delle aree protette. In Italia parliamo di più di 2,3 milioni di esemplari”.

Riconosciuto il ruolo di cacciatori
e associazioni venatorie
Concessione di contributi

La PSA, anche se non è trasmissibile agli esseri umani, può colpire cinghiali e maiali ed è altamente contagiosa e spesso letale per loro. Rischiamo che l’emergenza si allarghi e metta a serio rischio l’intero comparto suinicolo umbro, le eccellenze che da esso derivano e la norcineria umbra, segmento importante dell’economia agricola regionale e settore di punta dell’agroalimentare Made in Italy. Per questo Coldiretti chiede l’attivazione immediata di tutte le forme di controllo per arginare innanzitutto la proliferazione incontrollata di questi ungulati; controllo che nonostante le ripetute e innumerevoli nostre sollecitazioni non hanno trovato la giusta attenzione da parte delle istituzioni.

La filiera alimentare

“In quest’ambito – commenta Mario Rossi, direttore regionale Coldiretti   – oltre ad un più efficace contenimento, assume ora ancor più importanza e valore, la necessità di costruire al più presto sul nostro territorio quella filiera tanto invocata per la commercializzazione e tracciabilità delle carni dei cinghiali, sulla quale il compito e il supporto dell’apposito gruppo di lavoro preannunciato in sede di tavolo tecnico regionale va chiarito e reso immediatamente operativo. Pur senza alimentare al momento allarmismi – prosegue Rossi – occorre mettere in campo ogni iniziativa utile a fermare il proliferare dei cinghiali e garantire la sicurezza degli allevamenti suinicoli, monitorando attentamente la situazione per evitare strumentalizzazioni e speculazioni a danno dell’intero comparto”.

Caccia di selezione,
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