(Luca Biribanti) – In occasione del 150° anniversario del Risorgimento, si è tenuto nel pomeriggio di ieri, presso il caffè letterario della bct l'incontro “Cinema e Scuola”, iniziativa rivolta agli studenti delle classi superiori degli istituti ternani che rinnova per la quinta volta il suo appuntamento. Oratore d'eccezione è stato Flavio De Bernardinis, docente al Centro Sperimentale di Cinematografia, che ha guidato i ragazzi presenti in sala nella ricostruzione dei primissimi filmati che hanno raccontato l'Unità d'Italia. La rassegna rientra nel'ambito del progetto CinemaGiovani rivolto al confronto e alla diffusione della cultura dell'immagine tra i ragazzi di tutta Italia per sensibilizzare le nuove generazioni all'unità nazionale. Giovane Italia, Giovani Italiani, questo il titolo con cui il Comune di Terni e gli Assessorati della Scuola, Cultura e Politiche Giovanili hanno patrocinato l'evento. De Bernardinis ha iniziato da lontano citando come opera introduttiva il cortometraggio del 1910 “Anita e Garibaldi”, lungo 9' in cui si ripercorrono le tappe salienti del Risorgimento fino alla morte di Anita. “Il filmato – ha spiegato De Bernardinis – è particolarmente interessante per le tecniche utilizzate. Come si è potuto osservare le scene sono costituite da quadri in movimento con attori che si muovono e truccati come attori di teatro. Questa scelta è stata dettata dalla volontà di superare lo shock emotivo che un genere come quello del cinema poteva causare negli spettatori che finora non avevano mai visto immagini proiettate sullo schermo. Ci sono scene cariche di significati allegorici, come la morte di Anita che bacia la spada o come la cupola di S.Pietro che compare sullo sfondo della battaglia contro i francesi, simbolo della politica antiunitaria del Papa”. Con un salto temporale di circa 20 anni si è poi passati a esaminare il film del regista ufficiale del regime fascista Blasetti, “1860”, uno degli esperimenti più interessanti del neonato cinema italiano. Inizialmente Mussolini non aveva considerato il Risorgimento come un periodo storico a cui rivolgere particolare attenzione, ma, dopo il 1928 con l'uscita della Storia d'Italia di Benedetto Croce e il 1929 con la stesura dei Patti Lateranensi, il duce pensò che il fascismo potesse essere la naturale prosecuzione del Risorgimento, tralasciando ovviamente gli aspetti più rivoluzionari e anarco-socialisti. Particolarmente interessante una registrazione audio della voce di Blasetti che viene intervistato su alcuni aspetti del suo film: “Ho fatto la sceneggiatura da solo rispettando le mie conoscenze e la mia sensibilità. I personaggi sono stati presi dalla campagna siciliana per cercare di rispettare il realismo della storia. Il film fu giudicato con garbo sia dalla critica che dai giornali con qualche mugugno perché soltanto nel finale è evidente un collegamento tra il Risorgimento e il fascismo, quando unisco nell'inquadratura la bandiera fascista salutata dalle giovani camicie nere a quella garibaldina. Ero profondamente fascista e non me ne vergogno”.
CINEMA E SCUOLA, TANTI STUDENTI ALLA BCT PER IL 150° ANNIVERSARIO DEL RISORGIMENTO (foto Tuttoggi)
Ven, 05/11/2010 - 08:37