Cibo e vino valgono 119 milioni di euro per oltre 4mila aziende umbre - Tuttoggi

Cibo e vino valgono 119 milioni di euro per oltre 4mila aziende umbre

Redazione

Cibo e vino valgono 119 milioni di euro per oltre 4mila aziende umbre

Rapporto Qualitàvita, Coldiretti: una garanzia per i consumatori
mercoledì, 19/12/2018 - 14:15

Condividi su:


Cibo e vino valgono 119 milioni di euro per oltre 4mila aziende umbre

Nei parametri socio-economici le province di Perugia e Terni avranno anche perso una decina di posizioni, ma sulle tavole umbre il cibo, da queste parti, resta di primissima qualità. Prodotti che, secondo il Rapporto 2018 Ismea-Qualivita  sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane Dop, Igp e Stg, rielaborati da Coldiretti Umbria nell’ultimo anno ha generato per le aziende della regione 119 milioni di euro di valore alla produzione, tra settore food e vino.


Qualità della vita, il derby tra Perugia e Terni voce per voce


L’Umbria conta 30 prodotti DOP IGP dei comparti Food (9) e Wine (21), con un peso dello 0,8% sul totale nazionale che vale 15,2 miliardi di euro di valore alla produzione per il 2017. Le certificazioni del food valgono per l’Umbria 49 milioni di euro alla produzione, mentre le denominazioni del comparto wine, 70 milioni di euro di valore alla produzione.

L’Umbria – aggiunge Coldiretti – si piazza al quattordicesimo posto nella classifica, guidata dal Veneto, delle regioni per impatto economico dei prodotti Dop, Igp e Stg (Food e Wine). 4.252 gli operatori umbri DOP e IGP: 2.223 nel food e 2.029 per il comparto wine.

Oltre all’eccellenza dei vini umbri – ricorda Coldiretti – tra le denominazioni principali del “food” il Prosciutto di Norcia IGP, il Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP e l’Olio extravergine Umbria DOP.

L’attenzione verso l’alimentazione è sempre più diffusa e le certificazioni rappresentano una garanzia in più per i consumatori – spiega Coldiretti Umbria. In un mercato sempre più globale, dando per acquisita la ricerca della qualità e il miglioramento continuo, distinguersi ed essere riconoscibili diventa un valore aggiunto.

Un’offerta di eccellenze – conclude Coldiretti – resa possibile anche dal lavoro degli agricoltori che hanno salvato dall’estinzione molti prodotti e li hanno riportati sulle tavole dei consumatori, grazie pure alla rete di vendita diretta dei mercati, delle botteghe e dei punti di Campagna Amica.

Prodotti di qualità che, in base all’ultima versione della risoluzione su cibo e salute, è scampata anche alla tagliola che in sede Onu volevano imporre al cibo “made in Italy” Francia Brasile.


L’Onu “salva” anche l’olio umbro e il prosciutto di Norcia Igp



Condividi su:


Aggiungi un commento