Caso Profughi, 48 ore di protesta al rione Prato - Tuttoggi

Caso Profughi, 48 ore di protesta al rione Prato

Redazione

Caso Profughi, 48 ore di protesta al rione Prato

Sassolini (FI) e Lignani Marchesani (Fd'I) annunciano un sit-in pacifico per le vie del quartiere
Mer, 03/08/2016 - 11:29

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Dopo la discussione del caso in sede consiliare, di fronte anche ad un gruppo di tifernati e residenti del rione Prato, il capogruppo di Forza Italia Cesare Sassolini ed Andrea Lignani Marchesani (capogruppo di Fratelli d’Italia), hanno deciso di unire le forze in una pacifica protesta, per dire “No” all’arrivo di profughi, né al Prato né in altri appartamenti privati della città.

Il silenzio assordante che ha accompagnato l’arrivo dei profughi in altre zone della città ha impedito ogni forma di dialogo – dicono Sassolini e Lignani – i cittadini, passivamente, hanno dovuto abituarsi alla loro presenza. Ora c’è la possibilità di far qualcosa per impedire ulteriori arrivi in città e per scuotere la coscienza di quei singoli che decidono di affittare appartamenti sfitti alle cooperative che gestiscono, tra l’altro in modo non sempre idoneo, la permanenza di queste persone, senza considerare le ripercussioni che avranno sui cittadini residenti che, loro malgrado, saranno costretti ad averli come vicini, sulle attività economiche e, non per ultimo, sulla loro non facile integrazione“.

Sit-in – Così Sassolini e Lignani Marchesani, assieme ai militanti di Forza Italia e Fratelli d’Italia, al consigliere provinciale Enea Paladino, e ai simpatizzanti del centro destra, si ritroveranno al Rione per un sit-in, con un gazebo itinerante nei luoghi più frequentati del Prato giovedì 4 (in via Marconi) e venerdì 5 agosto (piazza del Garigliano e Porta Prato). “E’ la prima volta che in città si organizza una protesta così forte – spiegano i due consiglieri comunali, annunciando che al gazebo, dove proseguirà la raccolta firme contro l’arrivo del gruppo di profughi, saranno presenti rappresentanti dei due gruppi politici per 48 ore consecutive.

Una manifestazione che nulla ha a che fare con il razzismo, ma che vuol salvaguardare la città e i tifernati: il centro storico conta numerosissimi appartamenti sfitti e se prendesse il via questo modus operandi di privati, con scarso sentimento civico, in poco tempo si creerebbero zone ghetto

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