Tutto ha avuto inizio dall'arresto nel maggio dello scorso anno, da parte della polizia provinciale di un'impiegata 44enne scoperta mentre andava in piscina durante l'orario di lavoro. E' da questo episodio che hanno dunque preso avvio le indagini dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro e della Compagnia Carabinieri di Perugia, che mettono sotto controllo i movimenti di 6 dipendenti che avevano suscitato forti sospetti sui loro comportamenti agli inquirenti.
I carabinieri hanno così iniziato un'attivita' di pedinamento e rilevazione degli spostamenti anche grazie ad apparati gps, fino a scoprire un modus operandi collaudatissimo. In pratica, i dipendenti registravano l'ingresso al lavoro tramite il badge personale per poi assentarsi e recarsi presso bar e locali di gioco della zona oppure a fare la spesa in un supermercato vicino, o a casa propria o dai genitori. Un assenteismo definito ''ripetuto'' e ''abitudinario'' dai carabinieri e che al termine di sei mesi d'indagine hanno notificato questa mattina sei ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari ad altrettanti dipendenti. Assume un rilievo pesante quanto esposto dal Gip Claudia Matteini nell'ordinanza di carcerazione nella quale si fa esplicito riferimento al primo arresto di Maggio 2009, e che ha dato avvio alle indagini, come di un aggravante per il successivo comportamento degli arrestati di oggi, evidentemente non spaventati da possibili, quanto inevitabili controlli successivi a quell'episodio. L'operazione e' stata illustrata nel corso di una conferenza stampa dal comandante della compagnia di Perugia Giovanni Cuccurullo e dal comandante del nucleo ispettivo Angelo Borsellini. Il provvedimento cautelare e' stato richiesto dal sostituto procuratore Giuseppe Petrazzini e disposto dal gip Matteini per il reato di truffa aggravata e continuata. Gli indagati, di cui sono state fornite le iniziali, sono quattro donne: M.J. di 45 anni, P.L. di 54, C.M. di 51, B.C. di 42 e due uomini: M.E. di 54 anni e V.F. di 50. Sono tutti dislocati nella sede di via Palermo, a Perugia, e hanno incarichi che vanno dal portiere al quadro direttivo.
Tra le persone arrestate c'era anche un'impiegata che in una settimana e' andata 4 volte dall'estetista, sempre mentre risultava fosse al lavoro. I Carabinieri per ottenere maggiori prove della truffa, hanno anche organizzato un simulato posto di controllo del traffico nel quale è stata fermata una delle sospettate che oltretutto guidava pur avendo la patente sospesa per essere stata fermata in stato di ebbrezza. La donna ha detto di aver dimenticato a casa il documento fornendo le generalita' della sorella. Per lei e' scattata quindi anche la denuncia per false generalità. Le assenze accertate, da quanto riportato dagli inquirenti, andavano dal quarto d'ora fino alle 6 ore e sono tutte puntualmente riscontrate avvalendosi di foto e filmati.
E come spesso accade in fatti del genere, gli atti degli arrestati erano conosciuti anche dai colleghi, alcuni dei quali, con un comportamento compiacente, attivavano per conto degli stessi, il dispositivo di timbratura. Su questi comportamenti sono in corso accertamenti per verificare ulteriori responsabilita', anche se al momento non risultano altri indagati oltre agli arrestati.
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