Capodanno annullato al Caos, ecco la verità - Tuttoggi

Capodanno annullato al Caos, ecco la verità

Luca Biribanti

Capodanno annullato al Caos, ecco la verità

Parlano gli organizzatori a TO
Mer, 30/12/2015 - 21:52

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Le agibilità c’erano, la documentazione relativa a sicurezza e antincendio pure; perché è stato dunque annullato il Capodanno al Caos? Secondo quanto è stato possibile apprendere dall’organizzazione è una questione di scelta artistica. Realizzare un evento che coinvolgesse tutte le strutture del Caos, adeguato alle aspettative artistiche, è stato impossibile. Cosa c’entra dunque l’interrogazione del Movimento 5 Stelle con l’annullamento?

Sempre secondo gli organizzatori, il Movimento non ha responsabilità dirette, ma ha contribuito a dare una spallata decisiva a una situazione burocratica già macchinosa. Il percorso nel rilascio delle documentazioni, è come sempre lungo e complesso, e in un contesto politico meno teso ed esasperato i tempi e le rigidità sarebbero stati certamente minori.

Ed è questa la responsabilità politica che gli organizzatori attribuiscono ai pentastellati; essere entrati a gamba tesa sulle trattative che privati e amministrazione sono soliti avere nell’organizzazione di eventi simili.

Vale la pena ricordare che il Caos è uno spazio pubblico, ma gestito da privati, da un’ATI nel caso specifico, che ha vinto un appalto per la gestione dell’area. Nel contratto era previsto anche l’evento di Capodanno, non sarebbe dunque stato necessario chiedere ulteriore autorizzazione alla Soprintendenza per la realizzazione delle performance in calendario.

Costretti a ridurre il programma giorno dopo giorno, gli organizzatori hanno dunque deciso di rinunciare per non realizzare un ‘prodotto’ scadente rispetto alle aspettative artistiche.

È stato un modo per ‘rimettere la palla al centro’ e chiamare tutta la città a un confronto sulle condizioni in cui è possibile operare iniziative culturali e di intrattenimento, mettendo la politica di fronte alle proprie responsabilità nella definizione di regole chiare e semplici, che favoriscano intraprendenza e impresa privata, invece di limitarne l’azione con una trama fitta di regole e regoline che ‘strozzano’ idee e fantasie.

Quello che ha molto infastidito gli organizzatori, inoltre, è stata l’accusa di essere degli ‘improvvisatori’ e dei ‘dilettanti’, che invece hanno espletato tutti i passaggi necessari per ottenere autorizzazioni e documenti per il corretto svolgimento dell’evento; esattamente come tutti gli altri privati, senza avere privilegi o facilitazioni. Proprio per questo si è scelto di fermarsi, e invitare tutti a una riflessione profonda su quanto è realmente possibile realizzare in città, non rinunciando all’ambizione di creare un evento di qualità.

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