Capitale italiana cultura 2018, Spoleto e Orvieto in lizza - Tuttoggi.info

Capitale italiana cultura 2018, Spoleto e Orvieto in lizza

Sara Fratepietro

Capitale italiana cultura 2018, Spoleto e Orvieto in lizza

Sono tra le 21 città italiane ammesse. Scelti i gruppi di lavoro, la città della Rupe pensa al progetto degli Etruschi con Chiusi e Viterbo
Dom, 07/08/2016 - 11:14

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Due città umbre in lizza per la Capitale italiana della cultura 2018: si tratta di Spoleto ed Orvieto, ammesse tra le 21 ufficialmente candidate. Il ministero dei beni e e delle attività culturali, infatti, ha trasmesso in questi giorni al presidente della Conferenza unificata l’elenco delle città candidate per avviare la procedura di valutazione che si concluderà entro il 31 gennaio 2017.  Come nelle precedenti edizioni, la Capitale italiana della cultura 2018 riceverà dal Governo un contributo pari ad 1 milione di euro per la realizzazione del progetto.

Le 21 candidate – Spoleto, quindi, ci riprova, dopo essere arrivata, insieme a Terni, tra le 10 città finaliste per la Capitale 2017, titolo vinto da Pistoia. Orvieto, invece, ha scelto una strada diversa: ha presentato una candidatura insieme a Viterbo e Chiusi, come fosse un’unica città. Le altre 19 candidate sono, in ordine alfabetico:  Alghero (Sardegna), Aliano (Basilicata), Altamura (Puglia), Aquileia (Friuli Venezia Giulia), Caserta (Campania), Comacchio (Emilia Romagna), Cosenza (Calabria), Ercolano (Campania), Iglesias (Sardegna), Montebelluna (Veneto), La Spezia (Liguria), Ostuni (Puglia), Palermo (Sicilia), Piazza Armerina (Sicilia), Recanati (Marche), Settimo Torinese (Piemonte), Trento (Trentino Alto Adige), Unione dei Comuni Elimo Ericini (Sicilia), Vittorio Veneto (Veneto).

L’obiettivo e la giuria – La giuria, chiamata ad esaminare i 21 progetti, sarà composta da sette esperti di chiara fama nel settore della cultura, delle arti, della valorizzazione territoriale e turistica. Entro la metà di novembre verrà definita una short list delle 10 città finaliste, tra queste sarà selezionata la vincitrice entro il 31 gennaio 2017. “Le esperienze finora realizzate, da quella in corso a Mantova fino alla prossima di Pistoia, – è il commento del ministro Dario Franceschini – dimostrano come il titolo di Capitale Italiana della Cultura sia in grado di mettere in moto un meccanismo di progettazione virtuosa e di promozione delle città, coinvolgendo tutte le realtà economiche e sociali dei territori e rafforzando il concetto di Italia museo diffuso”.  Il conferimento del titolo “Capitale italiana della cultura”, in linea con l’Azione Ue “Capitale Europea della Cultura 2007-2019”, si propone i seguenti obiettivi: il miglioramento dell’offerta culturale; il rafforzamento della coesione e dell’inclusione sociale, nonché dello sviluppo della partecipazione pubblica; l’incremento dell’attrattività turistica; l’utilizzo delle nuove tecnologie; la promozione dell’innovazione e dell’imprenditorialità nei settori culturali e creativi; il conseguimento di risultati sostenibili nell’ambito dell’innovazione culturale.

Spoleto di nuovo al lavoro – La città un tempo capitale del Ducato longobardo vuole tornare con forza ad imprimere la sua importanza nel Paese. Dopo l’esperienza fallimentare della candidatura a Capitale italiana per il 2017, ora si cerca di ripartire dagli errori fatti per raggiungere l’obiettivo nel 2018. Si è iniziato a lavorare già con vari incontri ed una raccolta di idee a palazzo Mauri. La Giunta comunale spoletina, già a maggio (ma la relativa delibera è stata pubblicata soltanto in questi giorni all’albo pretorio del Comune di Spoleto) ha definito il gruppo di lavoro per la candidatura, formato dal segretario generale, dai dirigenti “e loro referenti e dal personale individuato per svolgere specifiche funzioni ed attività“. “Tale gruppo di lavoro interno all’Ente – viene spiegato nella delibera di Giunta – sarà coinvolto prioritariamente nella raccolta di tutti gli elaborati progettuali, coerenti con la parte strategica ed operativa (con particolare attenzione agli obiettivi della parte operativa per il 2018) del DUP 2016-2018, che possano essere utili alla presentazione della citata manifestazione di interesse, avvalendosi della collaborazione del personale di tutte le Direzioni dell’Ente. Si ritiene necessario, inoltre, prevedere l’integrazione del gruppo di lavoro con soggetti esterni all’ente, che hanno già condiviso la Manifestazione di interesse per la candidatura 2016-2017 e/o che aderiranno alla presente candidatura. In particolare, per la fase partecipativa l’Amministrazione comunale si avvarrà della collaborazione dell’Associazione Ofarch, con cui nel febbraio 2015 è stato sottoscritto il primo accordo attuativo del Quadro Strategico di Valorizzazione del Comune di Spoleto quale gestore del primo Urban Center cittadino. L’Associazione Ofarch, in qualità di partner, svolgerà tale attività a titolo di cofinanziamento del progetto legato alla candidatura in questione”. Gli incarichi, viene precisato, sono assegnati  a titolo gratuito.

Orvieto e l’Etruria – Si inserisce invece in un progetto più ampio la candidatura congiunta di Viterbo, Orvieto e Chiusi. Scaturisce infatti dall’accordo del 2015 tra i Comuni di Bolsena, Cerveteri, Chiusi, Grosseto, Montalto di Castro, Orvieto, Tarquinia, Tuscania, Viterbo e la Soprintendenza archeologica del Lazio e dell’Etruria meridionale per l’attuazione del progetto “Etruria Experience” che, a sua volta, ha dato luogo all’Accordo Quadro sottoscritto il 6 maggio scorso tra i Comuni di Viterbo, Orvieto e Chiusi, il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur), la Soprintendenza Archeologica del Lazio e dell’Etruria Meridionale “finalizzato alla divulgazione culturale ed educativa, attraverso la narrazione delle specificità di un territorio culturalmente omogeneo che vanta la proprie origine in epoca pre-etrusca e che ha visto la sua fioritura con l’affermarsi di questa civiltà“.  Con l’Accordo Quadro, gli enti sottoscrittori si sono impegnati a condividere un programma di attività finalizzata a favorire, nel mondo della scuola, la conoscenza dell’Etruria, mettendo contestualmente in atto tutte le azioni necessarie per favorire la crescita culturale delle comunità rappresentate ed il turismo scolastico nelle aree geografiche interessate dal progetto. Nel protocollo d’intesa i Comuni si impegnano a coordinare le varie attività, individuando quale comune denominatore per i territori interessati l’asset “Etruschi” ed operando sulla base delle sinergie già attivate per il progetto “Experience Etruria” e l’Accordo Quadro. Si impegnano, inoltre, a verificare la possibilità di promuovere la partecipazione delle Regioni di riferimento alla candidatura, anche attraverso la partecipazione alle attività di coordinamento. Per questo nelle scorse settimane è stato istituito un Comitato tecnico-scientifico, costituito da 3 componenti esperti individuati nella misura di 1 per ciascun Comune, che avrà il compito di supportare la redazione del dossier di candidatura sulla base delle indicazioni programmatiche fornite dall’Assemblea dei Sindaci o loro delegati.


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