E’ un’odissea ormai viaggiare in treno tra l’Umbria e il Lazio. Lo sanno bene i pendolari che ogni giorno vedono i loro treni soppressi, o con un ritardo monstre o dirottati sulla linea lenta. Ma ora è un’emergenza interregionale. Per questo motivo oggi durante l’Assemblea legislativa in Regione Letizia Michelini del Pd ha depositato una mozione per chiedere che “la Regione continui ad agire con forza nei confronti del ministero delle Infrastrutture, di RFI e di Trenitalia affinché vengano finalmente adottate misure concrete per affrontare i gravissimi disagi che stanno colpendo i collegamenti ferroviari tra Umbria e Roma”.
“Manca un confronto vero”
In una nota la consigliera regionale Pd, Letizia Michelini evidenzia come “le recenti dichiarazioni della presidente Proietti e dell’assessore De Rebotti confermino ciò che denunciamo da tempo: di fronte alle richieste della Regione Umbria continua a mancare un confronto vero. È assurdo che il Ministero non ritenga necessario confrontarsi con le istituzioni regionali mentre migliaia di pendolari vivono ogni giorno una situazione diventata insostenibile”. E’ l’assenza di risposte efficaci da parte di RFI e Trenitalia che indigna ancora di più. “A fronte di mesi di disagi, ritardi, coincidenze perse e tempi di percorrenza raddoppiati, non sono arrivate soluzioni adeguate, né risultati concreti per chi utilizza quotidianamente il treno per lavoro, studio o cure. Come presidente della Seconda commissione promuoverò una nuova seduta a Terni per tenere accesi i riflettori su questa vicenda. Inviterò tutti i componenti della Commissione e tutti i consiglieri regionali, maggioranza e opposizione, a percorrere insieme ai pendolari il vero calvario che ogni giorno si consuma sulle tratte umbre” continua Michelini. La Giunta regionale in questi mesi ha avanzato proposte concrete, chiesto tavoli tecnici e sollecitato interventi urgenti, ma le richieste sono rimaste totalmente inascoltate. ” Mi auguro che anche i consiglieri del centrodestra partecipino a questa iniziativa e si facciano portavoce con maggiore forza presso i Ministri del loro stesso schieramento politico. È il momento di battere i pugni sul tavolo e pretendere risposte, non di cercare giustificazioni. L’Umbria non può rimanere inascoltata” conclude Michelini. In questo caos e limbo anche la coalizione Un Patto Avanti si è mossa: “Volete condividere la nostra battaglia o rispondete solo agli ordini di partito? Davanti ai diritti calpestati dei lavoratori e dei cittadini umbri non possono esistere barriere ideologiche. Chi tace di fronte a questo disastro è complice del declino a cui la destra nazionale sta condannando la nostra regione”.
De Rebotti: “E’ un’emergenza interregionale”
Nel frattempo ogni giorno sui social il gruppo Vita da Pendolari in Umbria riporta i disagi vissuti da chi deve tutte le mattine recarsi a lavoro a Roma. L’ultimo grave episodio è accaduto ieri ed è stato denunciato via social anche dall’assessore regionale ai trasporti Francesco De Rebotti: “Il treno delle 17 per l’Umbria oggi è SPARITO. Tutti si sono dovuti riversare sul treno delle 18 ovviamente strapieno e indirizzato sulla linea lenta. Oltre il danno la beffa. Non ho avuto ancora risposte, spiegazioni da RFI/Trenitalia. Tanto meno i pendolari. Una vergogna assoluta. Ignorare la condizione in cui stanno progressivamente riducendo i collegamenti con Roma, dopo i nostri ripetuti appelli, richieste di incontro, proposte di soluzione è un atto di irresponsabilità. Questa è ormai un’EMERGENZA INTERREGIONALE, come si può continuare ad ignorarla? Come si può non raccogliere la voce di migliaia di pendolari?»
Le parole dell’assessore fotografano un’emergenza non più tollerabile. I cittadini umbri sono infuriati, costretti a subire ritardi biblici, cancellazioni improvvise e viaggi ammassati su carrozze incandescenti e instradate su linee lente, quasi fossimo una regione di serie B. Durante la stagione estiva a questi si aggiungono migliaia di turisti che vorrebbero raggiungere l’Umbria nell’anno delle celebrazioni francescane e per i tanti eventi previsti nella regione.
L’isolamento dell’Umbria in questo modo rischia di diventare il risultato di un preciso disinteresse politico.