Caccia, in Regione si decide sulla proroga e sul prossimo Calendario venatorio

Caccia, in Regione si decide sulla proroga e sul prossimo Calendario venatorio

Massimo Sbardella

Caccia, in Regione si decide sulla proroga e sul prossimo Calendario venatorio

Lun, 11/01/2021 - 09:17

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L'assessore Morroni risponde in Aula alla richiesta di far recuperare i giorni di caccia persi a causa del Covid | Scontro sugli spostamenti

Caccia, domani si saprà l’orientamento della Giunta regionale in merito all‘ipotesi di prorogare il Calendario venatorio per recuperare le giornate perse causa Covid. Ed anche sull’elaborazione del prossimo Calendario venatorio.

Proroga caccia, istanza bipartisan

All’ordine del giorno dell’Assemblea legislativa umbra, infatti, c’è anche la risposta da parte dell’assessore Roberto Morroni all’interrogazione presentata da Michele Bettarelli (Pd) relativa ad “attività faunistico venatorie, allungamento del periodo di prelievo della specie cinghiale e provvedimenti in vista della stagione 2021-2022 per recuperare le giornate perse nella stagione corrente”.

La proroga del calendario venatorio, al fine di consentire la caccia al cinghiale fino al 31 gennaio e alle specie opportuniste fino al 10 febbraio è stata chiesta, tra le fila della maggioranza, anche dal consigliere della Lega Valerio Mancini.

Ciò in virtù delle giornate di caccia persone a causa dei divieti Covid. Ma anche per limitare la presenza dei cinghiali nelle campagne umbre.

Le proposte della Libera Caccia

A questo proposito il presidente della Libera Caccia dell’Umbria, Lando Loretoni, ha avvertito la Regione: i cacciatori non possono essere chiamati a rispondere dei maggiori danni agli agricoltori provocati dai cinghiali, né questo deve essere il pretesto per aumentare i canoni dell’Atc. Ciò in virtù del fatto che le squadre cinghialiste, proprio a causa delle limitazioni Covid, hanno abbattuto il 30-35% delle quote assegnate loro.

Per questo la Libera Caccia propone di dare la possibilità alle squadre cinghialiste e ai singoli di estendere gli interventi sulla specie cinghiale e anche ai prelievi occasionali. E di consentire a tutti i cacciatori di praticare la caccia vagante con libero spostamento su tutto il territorio di competenza per le specie consentite.

Spostamenti dei cacciatori in zona arancione, braccio di ferro con gli ambientalisti

Intanto, di fronte all’ipotesi di un futuro inserimento anche dell’Umbria in zona arancione sulla base dell’andamento dei contagi, tiene banco il braccio di ferro tra la Regione e gli ambientalisti. Questi ultimi, infatti, hanno contestato l’ordinanza con la quale, anche nello scorso fine settimana di zona arancione, in Umbria è stata data possibilità ai cacciatori di uscire dal proprio comune. Gli ambientalisti hanno fatto anche un esposto, ipotizzando il reato di epidemia colposa.

La Regione, però, ha finora scelto la linea dell’interpretazione estensiva del decreto nazionale, sulla scia di quanto fatto da altre Regioni d’Italia.

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