Caccia, addio preaperture: ma ci sarebbe una scappatoia…

Caccia, addio preaperture: ma ci sarebbe una scappatoia…

Iniziativa di 7 consiglieri, ma arriva il no degli uffici regionali al Piano faunistico in aula

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A questo punto sembra quasi certo che i cacciatori in Umbria potranno sparare i primi colpi (a parte le attività di selezione) solo da domenica 15 settembre, come da Calendario vanatorio approvato dalla Regione.


Caccia in Umbria, ecco il Calendario venatorio


Dopo un tira e molla che va avanti da settimane dagli uffici tecnici di Palazzo Cesaroni è arrivato infatti il parere negativo sulla possibilità che l’attuale Assemblea legislativa, a fine mandato anticipatamente dopo le dimissioni di Catiuscia Marini da presidente, possa approvare il Piano faunistico venatorio, l’atto indispensabile per inserire le preaperture senza incorrere, come avvenne lo scorso anno, nei ricorsi degli ambientalisti.

Proprio per evitare i ricorsi, infatti, la Giunta regionale aveva preadottato un calendario venatorio senza previsione di preaperture. La Giunta ha poi adottato nei giorni scorsi il Piano faunistico venatorio, studio che consente appunto una serie di deroghe, tra cui l’inserimento di una o più giornate di preapertura (erano state due lo scorso anno). L’atto deve però essere approvato dal Consiglio regionale, che resta in carica solo per attività di ordinaria amministrazione o per approvare atti indifferibili ed urgenti. Ed è su questi elementi che per settimane i tecnici degli uffici hanno verificato se il Piano faunistico avesse o meno queste caratteristiche. Con un orientamento che dapprima sembrava orientarsi verso il no, con una luce di speranza (per i cacciatori) nella scorsa settimana e poi una bocciatura definitiva.

Arrivata a seguito dell’azione condotta da un gruppo di consiglieri (Chiacchieroni, Guasticchi e Casciari per il Pd, Rometti per i Socialisti, Ricci, Solinas e Fiorini per il Misto) che il 29 luglio avevano chiesto formalmente alla presidente Donatella Porzi di convocare l’Assemblea per la data del 2 agosto inserendo all’ordine del giorno appunto l’approvazione del Piano faunistico regionale. A quel punto gli uffici sono stati costretti ad esprimersi definitivamente ed in tempi rapidi, scegliendo per la bocciatura.

Niente preaperture, dunque. Ma una scappatoia ci sarebbe. C’è chi suggerisce di approvare comunque il Piano faunistico, anche con il parere contrario degli uffici. Non prevedendo esborsi di denaro per le casse pubbliche, infatti, l’eventuale illegittimità dell’approvazione, in caso di ricorso, non farebbe scattare alcuna responsabilità nei confronti di quei consiglieri che abbiano votato il documento. E gli stessi eventuali ricorsi per decretarne l’annullamento arriverebbero (un po’ come accaduto lo scorso anno) a stagione venatoria ormai iniziata.

Insomma, un espediente da valutare anche sulla base dell’opportunità politica: sul piatto, a pochi mesi dalle elezioni, ci sono i voti dei circa 23mila cacciatori, ma anche quelli degli ambientalisti.

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