Brucia mobili e materassi della casa terremotata, rischia 5 anni di carcere

Brucia mobili e materassi della casa terremotata, rischia 5 anni di carcere

Sara Fratepietro

Brucia mobili e materassi della casa terremotata, rischia 5 anni di carcere

Mar, 26/04/2022 - 14:04

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I carabinieri forestali ricordano che per rimuovere i contenuti delle abitazioni terremotate interessati da danni lievi servono autorizzazioni e ditte specializzate

Ha probabilmente pensato di disfarsi di mobili e materassi della sua casa terremotata dando loro fuoco, non pensando alle varie e gravi conseguenze provocate dal suo irresponsabile gesto. Ma il presunto autore del fatto è stato rintracciato e denunciato a piede libero dai carabinieri delle stazioni forestali di Norcia e Cascia. Ora rischia fino a 5 anni di reclusione, oltre a pesanti sanzioni.

L’allarme è scattato qualche giorno fa a Cascia: al 112 era stato infatti segnalato un incendio di rifiuti in un terreno privato nel territorio comunale casciano. Sul posto sono quindi intervenuti i forestali di Norcia impegnati nel turno di vigilanza 1515.

All’arrivo dei militari sul posto, è stato rinvenuto un cumulo di cenere dal quale è emerso che erano stati bruciati mobili, sedie, materassi per un volume presunto di circa 3/5 metri cubi di materiali. Il fuoco era ormai spento e non c’erano altri danni nelle vicinanze. Il tutto è stato dunque documentato, relazionato e consegnato dai forestali nursini ai colleghi della stazione di Cascia.

Le indagini hanno quindi portato ad individuare il presunto responsabile dell’incendio, che è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Spoleto per l’accusa di combustione illecita di rifiuti non pericolosi ai sensi del D. Lgs 152/2006. Tale normativa, nata per frenare i danni all’ambiente, anche a seguito degli eventi verificatisi nella “terra dei fuochi”, prevede che per chiunque appicchi il fuoco a rifiuti abbandonati o depositati in maniera incontrollata in aree non autorizzate è punito con la reclusione da 2 a 5 anni, oltre ad essere obbligato al ripristino dello stato dei luoghi, al risarcimento del danno ambientale e, infine, al pagamento delle spese per la bonifica.

Secondo quanto ricostruito dai forestali, mobili e materassi sarebbero stati rimossi da un’abitazione interessata dai danni del terremoto del 2016 e poi dati alle fiamme.

Ora il timore dei carabinieri è che si possano verificare altri fatti simili. Per questo ricordano che nel caso vi sia la necessità di rimuovere i contenuti delle abitazioni terremotate interessate da danni lievi, oltre all’autorizzazione per accedere agli edifici, è necessario avvalersi di ditte autorizzate che possano portare i rifiuti urbani pressi i centri di raccolta comunali.

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