Bps/Scs, dopo il ‘corvo’ arriva il ‘cobra’: ingiurie a Bankitalia – Spoleto sta con palazzo Koch – Clitumnus , countdown per assetto

Bps/Scs, dopo il ‘corvo’ arriva il ‘cobra’: ingiurie a Bankitalia – Spoleto sta con palazzo Koch – Clitumnus , countdown per assetto

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Carlo Ceraso
Dopo il ‘corvo’, alla Popolare Spoleto tocca fare i conti con il ‘cobra’. Se l’uccellaccio aveva a suo modo contribuito ad accendere nel tempo i riflettori sulle poco chiare manovre della gestione Antonini in Bps prima e Scs dopo (clicca qui) trovando in parte ragione nelle carte agli atti di inchieste e ispezioni, l’ignoto ‘rettile’ ha sputato il suo veleno in giro per la città contro Bankitalia e Banca Mps. Un documento farneticante su più punti, infarcita di errori creati ad hoc, ingiurioso verso palazzo Koch, dal sapore neanche poco velatamente politico. Di sicuro stilato per difendere quei vertici che la Vigilanza ha defenestrato due settimane fa inviando a Spoleto 6 commissari, diffuso a mò di volantinaggio molto probabilmente per agitare le acque, cercare ancora consensi e guadagnare tempo.
Sarà interessante capire chi dei defenestrati prenderà ora pubblicamente le distanze dal volantino.
Il veleno – Tuttoggi.info è riuscito a intercettare una copia del volantino nel quale si attacca Bankit che “non ha saputo/potuto/voluto difendere il Paese dalle scorrerie dei pirati della finanza costate, nel solo, famigerato, “lunedì nero della I Reoubblica” 40.000 miliardi finiti nella generose tasche di George Soros”. Punteggiatura e errori di ortografia a parte, il finanziere ungherese Soros nel mercoledì nero di quel 26 settembre 1992, fu sì autore di una spregiudicata operazione da 10miliardi di dollari ma Inghilterra, non in Italia (tanto da guadagnarsi l’appellativo di “uomo che distrusse la Banca d'Inghilterra“).
Continuiamo la delirante lettura: “…quella Bankitalia che per ben due anni ha ignorato le denunce e le segnalazioni che tuttavia le erano pervenute circa la ‘mala gestio’ di Mps, oggi finalmente e suo magrado al centro delle cronache giudiziarie, proprio quando su questo scandalo si sono accesi i riflettori della giustizia e quando è prossimo alla scadenza il contratto a termine che vede il 30% circa di Bps nelle mani (bucate) dei banchieri del Palio tanto a cuore a Luigi Berlinguer, Giuliano Amato e Franco Bassanini; proprio oggi Bankitalia che non ha visto il trave nell’occhio di Siena ha ritenuto insopportabile la pagliussa nell’occhi di Spoleto commissariando questa e non quella banca”. L’anonimo estensore sembra (o fa finta di) non sapere che Rocca Salimbeni detiene i l 26% e che lo scandalo “Siena” può essere rapportato all’Italia come quello di “Spoleto” all’Umbria. Che c’azzecchino poi i tre esponenti del Pd, nessuno dei quali legato alla Toscana (ad eccezione di Amato che presiede la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e ha insegnato a  Firenze), lo sa solo il ‘cobra’ e il buon Dio. Ed ecco arrivare la difesa per gli ormai ex vertici: “scardinare Bps, decapitarne gli organi dirigenti, paralizzarne le strategie significa privare l’Umbria, gli imprenditori e le famiglie, dell’unico istituto territoriale in grado di sostenere lo sviluppo economico della regione e del suo popolo, una realtà certificata in primo luogo dallo sviluppo, economico ed in autorevolezza, conseguito dalla banca stessa e dai suoi vertici tanto inopinatamente proscritti”. Sigh!
Poi l’ingiurioso affondo a Bankit che  l’anonimo autore del volantino dimentica essere istituto di diritto pubblico. Leggiamo: “Ma il colpo mirato di Bankitalia ai danni di Bps e del suo socio di maggioranza – può un soggetto privato limitare i diritti di un altro soggetto privato senza passare attraverso il trplice giudizio della magistratura? (arisigh!, n.d.r.) – ha prodotto altre e ben più negative conseguenze, sul piano politico e sociale, su quello economico e persino di ordine legale lasciando adombrare ipotesi di fatti/reato riconducibili all’aggiotaggio. In realtà congelando le operazioni messe in atto da Bps per il riscatto della quota custodita da Mps, Bankitalia ha di fatto consegnato l’istituto di Spoleto alla speculazione dei mercati e dei mercanti”. E ancora: “Orbene,  proprio dall’inchiesta della Procura di Firenze è emerso che è prassi corrente dei mertici Mps gonfiare e acquisizioni (Antonveneta) per compartire un maggior bottino con i soggetti intermediari coinvolti (i “Signori 5%9. Nel caso Bps, istituto che fa gola a molti speculatori di prima e seconda mano, grazie all’intervento di Bankitalia, lo spread tra la somma esposta in bilancio e euqella effettivamente corrisposta, grazie all’intervento di Banitalia, sarebbe particolarmente elevato. Per la maggior gloria degli intermediari, degli acquirenti finali e di quelli di facciata. Il popolo umbro, in primo luogo gli umbri soci dell’istituto non piegheranno la testa per inchinarsi ai soprusi dei signori 5%”.
Il Comitato di lotta – il volantino finisce con la “firma” di “Comitato di lotta dei soci Credito e Servizi Spoleto. Per la tutela sulla proprietà e per la sua funzione”.  Mani ignote hanno lasciato il documento almeno in un esercizio di piazza Garibaldi dove in serata siamo riusciti ad averne una copia, mischiato fra diversi tipi di volantini pubblicitari. “In genere ce li lasciano dei dipendenti della Banca” ci dice l’esercente che però, alla richiesta di saperne di più, taglia corto: “oggi abbiamo avuto molti clienti, non abbiamo visto chi l’ha lasciato”. Di sicuro il ‘cobra’ è stato immortalato dalle telecamere posizionate in piazza, anche se è ancora troppo presto per sapere se palazzo Koch, ma anche Mps, sporgerà denuncia.
In città, fino ad oggi, si erano costituiti, più o meno formalmente, due Comitati. Quello voluto da alcuni soci Bps e Scs, regolarmente costituito presso un notaio (alcuni di questi sono fra coloro che hanno impugnato davanti al Tribunale la ormai nota assemblea della ‘vergogna’ che rimise Antonini alla Scs e portò alla nomina del nuovo Cda spazzato via due settimane fa dalla Vigilanza), e quello pro-Antonini, sorto a febbraio 2011 fra i fedelissimi del dominus (qui). 

Città con Bankit – il maldestro tentativo di assalto a Bankit arriva a poche ore di distanza dalla mozione votata all’unanimità giovedì sera dal consiglio comunale (anche da quelle forze ritenute molto vicine all’ex dominus Antonini) che ha espresso “piena fiducia sull’operato della Banca d’Italia e sugli Organi straordinari, insediati il 12 febbraio, che stanno operando sotto la supervisione di Bankitalia medesima per garantire la regolarità dell’attività della Bps” e apprezzato “l’indirizzo dato ai Commissari per esperire ogni utile azione finalizzata a mantenere il profilo territoriale di PopSpoleto”. Il parlamento cittadino, informato poco prima del colloquio avuto dal sindaco Benedetti con i commissari, ha ribadito come “indispensabile, per la tutela dei diritti i soci, risparmiatori, dipendenti e tessuto economico produttivo locale, che la governance  Bps resti nel territorio di Spoleto dove è nata e opera da oltre un secolo”. Il documento inoltre ”impegna il sindaco e la giunta  ad attivarsi con tutte le possibili iniziative istituzionali ritenute utili per sostenere ed agevolare il compito dei commissari per la conclusione più rapida possibile della fase di amministrazione straordinaria che deve necessariamente espletarsi secondo gli indirizzi di Bankit e quindi regolarizzando l’attività aziendale senza far venire meno alla Bps la fisionomia e il ruolo di banca del territorio. Impegna inoltre il sindaco a mantenere costante l’interlocuzione con i Commissari designati e le organizzazioni sindacali aggiornando il Consiglio comunale sull’evolversi della situazione”. Unica nota dolente, forse una svista, l’assenza di alcun riferimento agli azionisti della holding Scs.  
Stop a ricapitalizzazione – sempre ieri (giovedì) palazzo Koch ha bloccato le modifiche statutarie relative al rafforzamento patrimoniale della Banca popolare di Spoleto. “La Banca d'Italia – si legge nella nota – ha comunicato che le risultanze dei recenti accertamenti ispettivi condotti presso la banca costituiscono motivi ostativi al rilascio dell'autorizzazione ex articolo 56 Tub relativa alle variazioni statutarie riguardanti l'operazione di rafforzamento patrimoniale, deliberate dall'assemblea dei soci il 10 agosto 2012″. L'articolo 56 del Testo unico bancario (Tub) stabilisce che Bankitalia “accerta che le modificazioni degli statuti delle banche non contrastino con una sana e prudente gestione“.
L'assemblea di Pop Spoleto dello scorso 10 agosto 2012 aveva deliberato di attribuire al Cda una delega per un aumento di capitale fino a un massimo di 30 milioni e per l'emissione di obbligazioni convertibili fino a un importo massimo di 70 milioni, oltre ad alcune variazioni statutarie e all'eliminazione dell'indicazione del valore nominale delle azioni della banca. Bankitalia ha invece rilevato che le altre variazioni statutarie prospettate, “relative ad adeguamenti a prescrizioni normative o facoltà consentite dall'ordinamento, non contrastano con la sana e prudente gestione della Banca“.
Ancora 10 giorni – intanto la newco Clitumnus, l’unica ad aver finora formalizzato anche alle autorità l’interesse a rilevare il pacchetto Bps, lavora a ritmo serrato per raggiungere il proprio obiettivo. A quanto può anticipare Tuttoggi.info la cordata umbro-laziale, alla quale parteciperebbe  anche Mps in quota ridotta (10%), è intenzionata a presentarsi ai Commissari di Bankitalia entro i prossimi 10 giorni facendo seguire subito dopo una conferenza stampa nel corso della quale verranno svelati i nomi degli imprenditori che hanno aderito al progetto. Appare evidente che la newco, oltre alle risultanze della recente ispezione (che ha determinato il defenestramento dei board di controllante e controllata), dovrà attendere di conoscere gli approfondimenti che hanno avviato i Commissari prima di formalizzare l’offerta definitiva. Elementi che, tradotti in soldoni, consentiranno di capire quale somma si renderà necessaria per ricapitalizzare Pop Spoleto. L’operazione, secondo uno degli imprenditori, potrebbe concludersi già ne prossimo autunno.
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