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Bps, no a responsabile civile | Due in più davanti al gup

Sara Fratepietro

Bps, no a responsabile civile | Due in più davanti al gup

Il giudice ha respinto l'istanza della curatela Baronci. Oltre i 14 indagati udienza preliminare anche per altri 2
Mar, 31/05/2016 - 23:36

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Bps, no a responsabile civile | Due in più davanti al gup

La Banca popolare di Spoleto non dovrà comparire come responsabile civile nell’eventuale processo penale relativo alla gestione della Bps che ruotava attorno all’ex presidente Giovannino Antonini.  Lo ha stabilito il gip Amodeo questa mattina durante la nuova udienza preliminare a carico di 14 persone, accusate a vario titolo di appropriazione indebita e bancarotta fraudolenta, quest’ultima in relazione al crack della Baronci costruzioni. Proprio la curatela fallimentare della Baronci aveva chiesto la chiamata nell’udienza dell’istituto di credito come responsabile civile, in virtù del fatto che tra gli indagati ci sono alcuni dipendenti della Bps, finiti al centro dell’inchiesta proprio per le loro azioni lavorative. Il gip però ha respinto l’istanza, motivata da un possibile conflitto tra il giudizio fallimentare e quello penale in caso invece di un suo accoglimento. Se la curatela Baronci vanta o meno un credito verso l’istituto bancario, in sostanza, sarà un altro giudice a doverlo stabilire.

Il pronunciamento del giudice ha quindi chiuso questa mattina le questioni preliminari (che nella precedente udienza avevano visto l’ammissione delle parti civili,  vale a dire Bsp, Scs e curatela Baronci), dando inizio alle spontanee dichiarazioni degli indagati. Oggi è stata la volta dell’allora responsabile della direzione crediti della banca, mentre si proseguirà con gli altri (in molti hanno manifestato la volontà di parlare davanti al gip) mercoledì 8 giugno.

Ma la novità della giornata è un’altra, e molto significativa. A finire davanti al giudice per l’udienza preliminare, il 13 settembre, però, saranno anche altre 2 persone. Inizialmente, infatti, l’avviso di conclusione delle indagini da parte della Procura aveva riguardato 34 soggetti. Scesi poi a 14 poco più di un anno fa, non senza polemiche, dopo che il sostituto procuratore Gennaro Iannarone aveva ridimensionato l’inchiesta e chiesto l’archiviazione per 20 persone. Il giudice Augusto Fornaci, però, nelle scorse settimane, ha rigettato l’istanza di archiviazione per 2 di loro. Che quindi finiranno davanti al gup nell’ambito di un procedimento parallelo che potrebbe essere in futuro accorpato con quello principale dei 14.


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