Boutique ferme per Covid, Cucinelli dona capi invenduti per 30 milioni | In 6 mesi perso il 30% del fatturato

Boutique ferme per Covid, Cucinelli dona capi invenduti per 30 milioni | In 6 mesi perso il 30% del fatturato

Redazione

Boutique ferme per Covid, Cucinelli dona capi invenduti per 30 milioni | In 6 mesi perso il 30% del fatturato

Il re del cashmere: in ripresa già dal terzo trimestre, a fine anno -10% | Nel 2021 previsto +15%
Mar, 14/07/2020 - 19:56

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Boutique ferme per Covid,  Cucinelli dona capi invenduti per 30 milioni | In 6 mesi perso il 30% del fatturato

Anche l’azienda Brunello Cucinelli paga inevitabilmente dazio all’emergenza Coronavirus, con i ricavi netti netti che nel primo semestre dell’anno sono calati del 29,5% (29,7% a cambi costanti), attestandosi a 205,5 milioni di euro.

I dati in Italia e all’estero

In Italia i ricavi netti nel I semestre (pari al 14% del totale) sono scesi del 34,9% a 28,9 milioni, ma l’azienda segnala la positiva raccolta ordini per l’autunno-inverno 2020. A livello europeo la contrazione del primo semestre è stata del 23,8% a 70,4 milioni. Calo del 39,1% in Nordamerica a 57,3 milioni. In Cina ricavi in discesa del 19,1% a 23,3 milioni.

Per quanto riguarda i canali distributivi, il monomarca retail segna -31,7% a 102,5 milioni, il monomarca wholesale -23,7% a 13,9 milioni, il multimarca -27,7% a 89,1 milioni.

L’andamento del 2020

Brunello Cucinelli evidenzia che dopo una partenza molto positiva sia sotto il profilo economico che d’immagine del brand, i risultati del primo semestre 2020 sono stati fortemente influenzati dalla pandemia e dal relativo lockdown, che ha portato alla conseguente chiusura di un significativo numero di boutique nel mondo.

Ma già nel terzo trimestre si stima un recupero, che porterà alla fine dell’anno ad avere un calo del fatturato nel 2020 intorno al 10%.

L’emergenza Covid e il 2021

In questi mesi – afferma in una nota dell’azienda Brunello Cucinelli – abbiamo mantenuto invariata e fortemente solida la nostra struttura aziendale, accompagnandola con un sano controllo dei costi, per essere pronti nel migliore dei modi a riprendere il nostro progetto di crescita già a partire dal secondo semestre 2020. Siamo molto fiduciosi sul secondo semestre, che guardiamo con “l’occhio del riavvio” e della progettazione per un ritorno ad una “sobria normalità”; stimiamo quindi una performance positiva sia per il terzo trimestre che per il quarto trimestre, con un leggero calo del fatturato intorno al – 10% atteso per l’anno 2020. Riteniamo quindi necessario esprimere la nostra forte positività anche per il 2021, anno che consideriamo del “riequilibrio”, dove progettiamo una crescita del fatturato pari al +15% rispetto al 2020, e per il 2022, dove ci attendiamo di tornare a una crescita in linea con la progettazione di lungo periodo“.

Capi invenduti per 30 milioni causa Covid

Il Cda della Brunello Cucinelli Spa inoltre ha costituito un fondo straordinario di svalutazione del magazzino di circa 30 milioni di euro a seguito della decisione di “cedere a titolo gratuito, nel corso del corrente esercizio e di quelli successivi, i capi di abbigliamento in sovrappiù che si sono generati in questo periodo a causa della situazione emergenziale da Covid-19 e della conseguente interruzione temporanea delle vendite“.

Questo – spiega Cucinelli – è il pensiero che ci ha guidati; da diversi filosofi occidentali e orientali abbiamo appreso che non esiste il male assoluto come non esiste il bene assoluto. C’è sempre un po’ di bene nel male e sempre un po’ di male nel bene ed entrambi ci sono maestri“.

Pensando a tutto questo abbiamo sentito il desiderio di far dono all’umanità – annuncia Brunello Cucinelli – di quei capi di abbigliamento che a causa dell’interruzione temporanea delle vendite si trovano ancora nelle nostre boutique. Il loro valore di manifattura, di stile e commerciale è lo stesso, ma il loro significato è fortemente aumentato, perché ora diventano segno sensibile del nuovo modo di pensare il capitalismo che noi prediligiamo, e che vede nell’armonia tra profitto e dono uno dei suoi momenti umanistici più significativi. Tali capi li abbiamo considerati una sorta di “amabile risorsa” per l’umanità, quindi vorremmo immaginare questa scelta come un investimento per il futuro della nostra impresa nel grande progetto di “vivere e lavorare in armonia con il creato”.

Un Consiglio per l’Umanità

Per questo è stato costituito un “Consiglio a sostegno dell’Umanità” composto da dieci persone di cui sei della famiglia Cucinelli, tutto interno all’azienda. “Tale Consiglio – viene spiegato – ha il compito di gestire questa importante quantità di capi con un valore di produzione di 30 milioni di euro e una rete in tutto il mondo costituita dai nostri partners che si sono dimostrati più sensibili e disponibili ad un progetto che li mette in contatto con persone umane dedicate a sostenere persone più bisognose, inviando loro dei piccoli pacchi contenenti tali capi di abbigliamento come dono. Vi sarà una piccola organizzazione interna che si occuperà di questo, e i capi avranno la seguente etichetta indelebile“Brunello Cucinelli for Humanity”.

Il titolo in Borsa

Nel giorno della comunicazione ai mercati delle valutazioni del Cda sui fatturati del 2020, il titolo Brunello Cucinelli ha ceduto in Borsa il 2,18% chiudendo la seduta a quota 25,16.


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