Botte in carcere, detenuti trasferiti dalla Campania a Capanne

Botte in carcere, detenuti trasferiti dalla Campania a Capanne

Redazione

Botte in carcere, detenuti trasferiti dalla Campania a Capanne

Mer, 07/07/2021 - 14:30

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I 30 detenuti che hanno denunciato le violenze della polizia penitenziaria portati in altri penitenziari, tra cui quello di Perugia VIDEO

Sono arrivati anche a Capanne i detenuti trasferiti a seguito delle violenze subite, a opera di alcuni agenti della polizia penitenziaria, nel carcere campano di Santa Maria Capua Vetere, dopo una rivolta.

Immagini che hanno indignato l’opinione pubblica italiana e internazionale. “Le immagini più raccapriccianti sono nei video che ha solo la Procura” ha detto il garante dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello.

Un’indagine, quella sulle violenze avvenute nel carcere campano il 6 aprile del 2020, che ha portato a indagini e ispezioni anche in altri penitenziari italiani.

Intanto, alcuni dei detenuti che hanno denunciato le violenze subite a Santa Maria Capua Vetere sono stati trasferiti in altre strutture campane, ma anche di altre regione, tra cui quella di Capanne a Perugia. Nonostante nel carcere campano sia arrivati altri agenti della penitenziaria e il clima sia più sereno. Ecco perché, secondo alcune associazioni, il trasferimento in altre zone d’Italia di alcuni dei detenuti pestati, con conseguenti difficoltà nel poter incontrare i parenti, appare come un’ulteriore misura punitiva.

“Trasferimento, ora non hanno più senso”

Critica anche la garante dei detenuti di Caserta, Emanuela Belcuore: “Per un anno denuncianti e denunciati sono stati faccia a faccia e ora si prende questa decisione nel momento in cui gli agenti coinvolti nei pestaggi stanno quasi tutti al carcere, ai domiciliari o sono stati sospesi. Ora non ha più senso, anzi avrebbe avuto senso spostare gli agenti. Ho capito che questa cosa è stata fatta per tutelare i detenuti, ma è un danno oggettivo per i loro familiari, che non possono più incontrare i propri congiunti in carcere e devono sobbarcarsi spese enormi e lunghi viaggi”.

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