BIOFEST NORCIA, OGGI LA TAVOLA ROTONDA SU "BIOLOGICO E SLOW TOURISM NEL SOLCO DI SAN BENEDETTO" - Tuttoggi

BIOFEST NORCIA, OGGI LA TAVOLA ROTONDA SU “BIOLOGICO E SLOW TOURISM NEL SOLCO DI SAN BENEDETTO”

Redazione

BIOFEST NORCIA, OGGI LA TAVOLA ROTONDA SU “BIOLOGICO E SLOW TOURISM NEL SOLCO DI SAN BENEDETTO”

Sab, 16/04/2011 - 14:45

Condividi su:


San Benedetto “padre” dell’Europa e di regole che, pur adeguate ai tempi attuali, sono in grado di indicare la strada del vero sviluppo sostenibile. Perché valori come ambiente, accoglienza e armonia sono il cuore del turismo sostenibile e sono comuni a chi sceglie la pratica dell’agricoltura biologica. I temi sono stati affrontati nell’incontro “Biologico e Slow tourism nel solco di San Benedetto” che ha aperto, a Norcia, la seconda giornata di Biofest-Green Festival.
Per Norcia un appuntamento nuovo “nato grazie all’impegno delle associazioni sportive – spiega il vice sindaco – e della volontà di valorizzare territorio e bellezze ambientali”. Un binomio che per il sindaco di Norcia “è simbolo di una positiva sinergia tra istituzioni che consente di porre l’attenzione sull’attualità della figura benedettina e sul legame con ambiente e turismo slow. La nostra città è da sempre meta di chi cerca una vita tranquilla”. Il primo cittadino ha annunciato che con la Regione è in fase di attuazione un progetto per la riambientazione dell’area paludosa delle “marcite” dove nascerà un eco museo. “La spiritualità di San Benedetto risiede nella simbiosi con l’ambiente, coltivato con l’aratro, dove si costruivano fattorie per preservare la cultura dell’accoglienza e dell’ospitalità”. Un valore aggiunto per la Valnerina e l’Umbria. “Questo territorio può diventare un esempio”, aggiunge l’assessore al Turismo, Ambiente, Agricoltura e Sport della Provincia di Perugia. “Gli ecomusei possono incidere nella permanenza dei turisti con ricadute economica positive. La dimostrazione che da soli si può fare poco, se collegati in rete si può essere vincenti. Occorre andare oltre “le regole del campanile” per fare il salto di qualità. Dove c’è un ambiente tutelato, si possono coniugare attività di ogni genere: da quelle sportive a quelle agricole di qualità”.
La tavola rotonda, ospitata nel palazzo comunale, ha offerto una riflessione partita dai valori benedettini. Il priore del monastero di Norcia, padre Cassian Folsom, ha così richiamato i quattro capisaldi della regola benedettina nell’alimentazione, “digiuno, astinenza dal consumo di carne, moderazione e discrezione nel mangiare, autosufficienza del monastero. Nella regola, San Benedetto non pensa come noi”. Una tramandazione da cui cogliere insegnamenti e valori che si possono riscontrare negli stili di vita suggeriti dal “turismo lento”. “L’intento dell’associazione Slow Tourism – spiega il direttore Luciano Lauteri – è promuovere un turismo sostenibile socialmente ed economicamente, coinvolgendo imprese e territorio per creare accoglienza e far restare il viaggiatore il più possibile. I territori si riappropriano di storia e tradizioni con il turista coinvolto in un’esperienza emozionale non solo all’insegna del consumismo sfrenato”. Un concetto che interessa anche l’agricoltura biologica. “I produttore tutela territorio e ambiente esprimendo continuità con il passato dal quale riscopre anche colture dimenticate”. È la ricerca dell’autenticità nei valori “ambiente, accoglienza e armonia nel ciclo della vita” realizzato nei monasteri diventati esempio di centri di vita sociale, economica e culturale: un microcosmo di tradizioni pratiche opposto al monachesimo orientale. “Una regola rivoluzionaria – aggiunge Giancarlo Baronti, docente di Antropologia dell’alimentazione, Facoltà di Lettere dell’Unipg – che introduce un modo di agire sulla natura a scopi umani che molto richiama al biologico: nella società dell’abbondanza alimentare, la differenziazione sociale non si fa più sulla quantità ma sulla qualità, tramite nicchie di cui i prodotti biologici sono espressione”. Applicare la regola benedettina oggi sarebbe complicato, ma l’importante è non dimenticare la storia. “La crisi alimentare di fine ‘800, anche in Umbria era legata dalla riduzione nelle resa del grano che dirottò le coltivazioni verso il granoturco con cui si faceva farina, pane e pasta: un’abitudine forzata che portò i contadini ad ammalarsi di pellagra”.
Abbinare i valori benedettini ai soli contesti agricolo e religioso, per Walter Trivellizzi, Cia regionale, “è riduttivo”. “È uno stile di vita che dà indicazioni valide per tutti: la modernità sta anche nella necessità di recuperare certi valori di convivenza e socialità, moderazione ed equilibrio, di sana vita e coesistenza. Il messaggio di San Benedetto sul rispetto della natura in funzione delle esigenze dell’uomo (alimentari, tessili e di farmacopea) deve essere di riferimento per agricoltura, turismo e attività economiche”. Turismo sostenibile e biologico trovano così una sintesi nel sistema integrato di musei del territorio della Valnerina che unisce norcineria e canapa (cannabis sativa). Un prodotto che un tempo veniva considerato il suino vegetale. “Non si buttava nulla, dalle radici, usate per fare fuoco, ai semi, utilizzati a fini alimentari – spiega Glenda Gianpaoli, direttrice del Museo della Canapa di Sant’Anatolia di Narco. “La canapa è utilizzata anche per ripristinare terreni e togliere metalli pesanti (viene coltivata in massa a Chernobyl): dà nuova vita e non implica l’uso di diserbanti. Una ricchezza cui si potrebbe attingere per ricreare, abbinando le coltivazioni di canapa della Valnerina agli allevamenti di alpaca e merinos di Umbertide, la filiera del tessile naturale”. Ma l’idea è di allargare il progetto, coinvolgendo gli agricoltori in corsi di formazione e informazione, sempre curati dal museo.
Dopo la tavola rotonda è stata inaugurata la mostra mercato dei prodotti biologici ospitata nel museo della Castellina dove fino a domani sono allestiti gli stand con prodotti alimentari, cosmetici, abbigliamento e artigianato biologici. Di pari passo, il Green Festival, si snoda lungo il tracciato della ex-ferrovia Spoleto-Norcia con escursioni, campi avventura e discese di rafting. In programma anche degustazioni, laboratori e la mostra multimediale curata dalla Provincia di Perugia. Il complesso monumentale di San Francesco, parallelamente, ospita la mostra documentaria “Norcia tra Stato Pontificio e Regno d’Italia”


"Innovare
è inventare il domani
con quello che abbiamo oggi"

Lascia i tuoi dati per essere tra i primi ad avere accesso alla Nuova Versione più Facile da Leggere con Vantaggi e Opportunità esclusivi!

true Cliccando sul pulsante dichiaro implicitamente di avere un’età non inferiore ai 16 anni, nonché di aver letto l’informativa sul trattamento dei dati personali come reperibile alla pagina Policy Privacy di questo sito.

"Innovare
è inventare il domani
con quello che abbiamo oggi"

Grazie per il tuo interesse.
A breve ti invieremo una mail con maggiori informazioni per avere accesso alla nuova versione più facile da leggere con vantaggi e opportunità esclusivi!