Approvato dal Comitato di gestione dell’Ambito territoriale di caccia n. 3 Ternano Orvietano il bilancio consuntivo 2025. All’unanimità dei presenti, con 5 dei 20 membri assenti. Il bilancio 2025 si chiude con un avanzo di amministrazione di 57.621,76 euro e un risultato complessivo, comprensivo del recupero dal fondo debiti prescritti, di circa 112.621,76 euro.
Risultato ottenuto, viene spiegato in una nota, “grazie a un’intensa attività di contenimento e controllo della fauna selvatica attraverso recinzioni elettrificate, repellenti olfattivi, gabbie di cattura e interventi mirati delle squadre di caccia al cinghiale e dei selecontrollori”.
Nel dettaglio, il bilancio ha registrato ricavi per 879.857,41 euro derivanti principalmente dai trasferimenti regionali (euro 395.590,76) e dalle quote d’iscrizione dei cacciatori (euro 390.853,69), e costi per euro 822.235,65. Il bilancio ha avuto il parere favorevole del Collegio dei revisori dei conti.
Romani: “Risultato eccezionale”
“Si tratta di un risultato eccezionale – commenta il presidente Roberto Romani – che premia una gestione oculata e orientata alla prevenzione. Abbiamo ridotto drasticamente i danni da fauna selvatica alle colture agrarie, passando da oltre 300.000 euro del 2024 a 222.123 euro del 2025, con un risparmio di circa 100.000 euro”.
Un risultato, sottolinea Romani, che “è frutto dello sforzo collettivo di tutti gli attori coinvolti: il commissario straordinario che ha gestito l’Ente nei primi mesi del 2025, il Comitato di gestione, le squadre di caccia, i selecontrollori, i referenti di distretto, i volontari, il personale tecnico e amministrativo. Abbiamo dimostrato che una gestione basata sulla prevenzione può trasformare radicalmente l’equilibrio economico-finanziario dell’Ente”.
Invitando però a non abbassare la guardia, “poiché è fondamentale continuare con una gestione oculata e attenta delle risorse, pur tenendo fermi gli obiettivi istituzionali dell’Ente. La problematica dei danni da fauna selvatica rimane strutturale e caratterizzata da forte aleatorietà: il risultato positivo del 2025 non deve farci dimenticare che nell’anno precedente i danni avevano superato i 300.000 euro. Solo mantenendo alta l’attenzione e proseguendo con le attività di prevenzione e contenimento potremo consolidare questo risultato negli anni futuri”.
Novelli: “I cacciatori ternani sono quelli che pagano di più e ricevono di meno”
“Il fatto di avere un avanzo di gestione non mi sembra un elemento di cui vantarsi. Considerando le modeste risorse a disposizione dei cacciatori ternani, che pure sono quelli in Umbria che pagano di più e che ricevono di meno” commenta il vice presidente provinciale di Terni della Libera Caccia, Massimo Novelli, uno dei membri del Comitato che non ha partecipato alla seduta.
Ricorda infatti Novelli che nell’Atc3 sono stati liberati solo lepri, senza interventi di ripopolamento, ad esempio, per fagiani e starne.
“Rispetto poi ai minor risarcimenti per i danni causati dalla fauna selvatica – prosegue Novelli – oltre a sottolineare come il presidente non abbia ricordato l’apporto di chi pratica caccia al cinghiale in forma singola, ricordo che questi sono dovuti alle norme nazionali di contrasto alla peste suina africana e al prolungamento da tre a quattro mesi della caccia a questa specie. E bisogna considerare l’apporto delle battute congiunte. Inoltre – conclude Novelli – sono sono cambiate anche le modalità di verifica sui danni stessi, accogliendo le istanze del mondo agricolo”.