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Bankit, economia in Umbria in espansione, ma pesa la crisi

Alessia Chiriatti

Bankit, economia in Umbria in espansione, ma pesa la crisi

Male ancora l'ediliza, frena il turismo al Trasimeno. Esportazioniotore dell'economia
Mer, 15/06/2016 - 09:41

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Bankit, economia in Umbria in espansione, ma pesa la crisi

Un 2015 in espansione dopo un prolungato periodo di flessione. Si presenta così l’economia in Umbria per la Banca d’Italia. Il bilancio generale per i dati dello scorso anno è stato illustrato questa mattina a Perugia, nella sede di Bankit di San Marco. Il quadro generale che viene dipinto è quello di una fase di moderata crescita, dopo quattro anni di stagnazione. Secondo le stime disponibili, il prodotto interno lordo regionale è aumentato dello 0,8 per cento, in linea con la media nazionale. Il crescente sostegno delle esportazioni , aumentate del 6,4%, si è accompagnato a una lieve ripresa della domanda interna, sia per quanto riguarda i consumi sia per ciò che concerne gli investimenti.  Bene il turismo a Terni, mentre prosegue la tendenza negativa per lo stesso settore al Trasimeno.

Andando nel dettaglio, la ripresa è stata più accentuata nel settore industriale, che nella fase recessiva aveva perso oltre un terzo del valore aggiunto. Sulla base dell’indagine della Banca d’Italia, il fatturato a prezzi costanti è aumentato del 4,2 per cento. L’andamento positivo si riscontra per la maggior parte delle imprese di medie e grandi dimensioni (dunque sopra i 20 dipendenti), ed è risultato più vivace per quelle orientate verso i mercati esteri. E’ infatti proprio il dato sulle esportazioni che chiarisce come il mercato estero sia il traino per l’economia umbra. I mercati più floridi per l’economia umbra sono quello spagnolo e quello tedesco.

È quello dell’edilizia il settore che ancora oggi frena la crescita complessiva, nonostante un barlume di crescita si veda se si pensa ad alcune commesse pubbliche che dovrebbero aiutare il settore nella ripresa. È proseguita, sebbene a ritmi inferiori rispetto ai quattro anni precedenti, la flessione dell’attività produttiva nel comparto delle costruzioni. I deboli segnali di recupero emersi nel mercato immobiliare e l’aumento dei lavori appaltati e dei bandi di gara per opere pubbliche indicano una possibile inversione del ciclo a partire dall’anno in corso. Si è consolidata la crescita delle compravendite di abitazioni (3,9 per cento) emersa nell’anno precedente dopo un lungo periodo di calo; anche la tendenza dei prezzi è tornata positiva. Le quotazioni degli immobili risultano in Umbria inferiori di circa un quarto rispetto alla media nazionale e presentano una variabilità sul territorio meno accentuata.

Gli altri settori – Crescono invece il tessile, l’agroalimentare (nonostante la crescita in questo caso sia rallentata), il chimico e il manifatturiero. Ottimo il risultato della meccatronica, che nella fase recessiva ha mostrato una capacità di tenuta maggiore rispetto al resto del comparto manifatturiero. La crescita dell’agroalimentare ha rallentato e si è confermata la flessione per le aziende della lavorazione dei minerali non metalliferi. Il contraccolpo del calo del costo della materie prime (in particolare da Brasile e Nigeria) è avuto una certa rilevanza, anche sul mercato umbro.

Il mercato del lavoro – Lo scorso anno si è intensificata la crescita dell’occupazione (3,1 per cento) in atto dalla metà del 2014, che ha consentito di colmare buona parte della perdita accumulata nel quinquennio precedente. La dinamica è stata positiva in tutte le classi di età; dopo sei anni di calo, gli occupati fino a 34 anni sono tornati a crescere, pur rimanendo su livelli inferiori di quasi un terzo rispetto all’inizio della crisi. Tra i settori produttivi l’occupazione è cresciuta più intensamente nell’industria e nei servizi; nell’edilizia rimane ancora significativamente inferiore rispetto al 2008. L’aumento degli occupati ha riflesso il sensibile incremento delle assunzioni a tempo indeterminato (raddoppiate) e delle pratiche di trasformazione dei contratti a tempo determinato (cresciute del 90,3 per cento), favorito dai provvedimenti legislativi di incentivo. Il tasso di disoccupazione è diminuito soprattutto per la popolazione più giovane e per quella laureata, scendendo al 10,4 per cento, quasi un punto in meno rispetto al massimo registrato nel 2014. Nel primo trimestre del 2016 l’occupazione ha continuato a crescere (+1,0 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente); il tasso di disoccupazione è sceso al 10,2 per cento.

Offerta formativa e attrattività dell’università – Nonostante la ricchezza dell’offerta formativa, nel periodo della crisi è diminuita la capacità del sistema universitario locale di trattenere gli studenti residenti e di attrarre quelli provenienti da fuori regione. Tra il 2007 e il 2014 le immatricolazioni presso corsi di laurea in Umbria sono diminuite del 29,4 per cento (-8,0 in Italia); si sono ridotte in particolare quelle di studenti residenti in aree geografiche diverse dal Centro (-51,1). Nel contempo la quota di studenti umbri che ha scelto di iscriversi in atenei di altre regioni è salita dal 21 al 34 per cento. A partire dall’anno accademico 2014-15 le immatricolazioni presso il sistema universitario regionale hanno ripreso ad aumentare.

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