Nuovo capitolo sul caso dell’avvocato “infedele” di Città di Castello, accusato di aver trattenuto per sé gran parte degli indennizzi assicurativi destinati invece ai suoi clienti.
Ora le stesse vittime del raggiro – oltre 10 – si sono costituite parte civile nell’udienza preliminare avvenuta ieri (8 luglio) al tribunale di Perugia, dove i rispettivi legali (Lorenzo Pieracci, Walter Guarini, Sandro Radicati, Andrea Galmasci, Federica Ferri e Silvia Marinelli) hanno richiesto risarcimenti per centinaia di migliaia di euro.
Nei confronti del 50enne tifernate – avvocato “stabilito” (ha conseguito l’abilitazione alla professione in Spagna) – sono state depositate, da parte del pm Mario Formisano, anche nuove accuse in materia di evasione fiscale, che si aggiungono a quelle già note di dichiarazione infedele, appropriazione indebita e autoriciclaggio.
L’avvocato era stato indagato lo scorso dicembre, quando la Guardia di Finanza aveva dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo – per oltre 2 milioni e 600.000 euro – emesso dal gip di Perugia nei suoi confronti.
L’uomo, come detto, è stato accusato di essersi indebitamente appropriato di una parte consistente dei risarcimenti danni, liquidati da compagnie assicurative, per conto dei propri assistiti. Le somme trattenute – secondo quanto emerso dalle indagini delle fiamme gialle – sarebbero poi state utilizzate per l’acquisto di polizze o trasferite alla moglie, anch’essa indagata per il reato di “impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita”. Si tornerà in aula il prossimo 9 settembre.