AUTISMO, VOTATA IN SENATO UMA MOZIONE BIPARTISAN PER AFFRONTARE LA PATOLOGIA - Tuttoggi

AUTISMO, VOTATA IN SENATO UMA MOZIONE BIPARTISAN PER AFFRONTARE LA PATOLOGIA

Redazione

AUTISMO, VOTATA IN SENATO UMA MOZIONE BIPARTISAN PER AFFRONTARE LA PATOLOGIA

Mer, 08/06/2011 - 10:50

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di Ada Spadoni Urbani (*)

Ci sono argomenti che passano quasi inosservati. Ma il bene c’è, anche se non fa notizia. È il caso di una mozione – che con più di cento parlamentari ho sottoscritto – votata da tutti i partiti la scorsa settimana in Senato. In essa si parla di autismo, una realtà ancora poco conosciuta, a volte posta al margine nella società e nella famiglia.
Pier Carlo, ragazzo autistico, descrive con rara efficacia la sua situazione personale: “Tutto il mio mondo / è come questa barca: / incagliata nel ghiaccio”.
La poesia con forma plastica, illustra a tutti noi una patologia che la scienza medica moderna sa poco decifrare e non sa ancora curare.
Nel mondo “di ghiaccio” della persona autistica occorre entrare e sapersi muovere per ricucire le relazioni che questa non sa porre correttamente col mondo esterno. Per questo sia l’aggressività che l’estrema timidezza contraddistinguono specularmente le persone autistiche.
La scienza dei numeri ci racconta di un fenomeno che colpisce quattro volte più i maschi delle femmine, in un rapporto che varia da due a dieci casi su diecimila nati.
Abbiamo dunque chiesto al Governo l’implementazione della ricerca. Ricerca sulle cause, alcune individuate, altre da individuare, ma tutte da meglio definire; ricerca sulle possibilità di recupero, di reinserimento, di guarigione.
L’autismo è una “situazione psicologica” da affrontare con una cultura nuova: in esso non sono presenti solo realtà problematiche (quali deficit di attenzione o scarsa capacità di espressione verbale), ma anche punti di forza, come – a volte – eccezionali abilità nella memoria meccanica.
Resto del parere che l’aiuto più vero, come sempre, verrà dal saper affrontare nelle famiglie questa situazione a viso aperto, non più nascondendo o relegando al margine queste persone. Occorre ancora una volta un cambiamento di mentalità che potrà venire certamente da campagne di sensibilizzazione che tutti auspichiamo ma che, spero, già nel dibattito avvenuto in Parlamento possa aver trovato un punto di svolta.

(*) Senatore PdL

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