Ast Terni, Lega Nord presenta interrogazione al Parlamento Europeo

Ast Terni, Lega Nord presenta interrogazione al Parlamento Europeo

“Monitorare accordo con Tata, salvare lavoro, volumi produttivi e vigilare su impatto ambientale”

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Monitorare il possibile accordo fra le divisioni siderurgiche di ThyssenKrupp e Tata Steel, salvaguardare livelli occupazionali e volumi produttivi, verificare lo stato di attuazione del piano per l’industria europea dell’acciaio e infine finanziare progetti per lo smaltimento delle scorie e ridurre l’impatto ambientale.

L’Europarlamentare della Lega Nord, Mara Bizzotto, ha depositato presso la Commissione Europea, una interrogazione relativa alla AST di Terni. L’onorevole Bizzotto ha recepito il documento elaborato dal capogruppo in Regione Umbria, Emanuele Fiorini e dal senatore Lega Nord, Stefano Candiani.

Nel testo dell’interrogazione viene sottolineato come “da mesi ormai si rincorrono voci in ordine alla possibilità di una joint venture fra le divisioni siderurgiche di ThyssenKrupp e Tata Steel” e si ricorda che “l’11 giugno 2013 la Commissione europea ha presentato il piano d’azione per l’industria europea dell’acciaio, in esso e nel successivo documento di lavoro, ha riconosciuto l’importanza del riutilizzo dei sottoprodotti della produzione dell’acciaio, come nel caso delle scorie”.

Viene dunque richiesto
“come la Commissione intende monitorare il possibile accordo fra le divisioni siderurgiche di ThyssenKrupp e Tata Steel e laddove si addivenisse alla stipula dell’accordo quali misure intende adottare a salvaguardia dei relativi livelli occupazionali e volumi produttivi”;
“qual è lo stato di attuazione del piano d’azione per l’industria europea dell’acciaio, riguardo alle acciaierie AST di Terni e se la Commissione ha stanziato finanziamenti per sviluppo e occupazione e ulteriori finanziamenti in materia di ricerca e innovazione da destinare a progetti pilota, in ordine allo smaltimento delle scorie, e se gli stessi sono stati destinati anche allo stabilimento Ast di Terni”;
infine, considerato che “le acciaierie producono un ingente inquinamento soprattutto di CO2” se la commissione “intende stanziare finanziamenti per ridurre il relativo impatto ambientale”.

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