Assisi, comincia la lunga marcia verso le amministrative 2021, tra schermaglie e passi indietro - Tuttoggi

Assisi, comincia la lunga marcia verso le amministrative 2021, tra schermaglie e passi indietro

Flavia Pagliochini

Assisi, comincia la lunga marcia verso le amministrative 2021, tra schermaglie e passi indietro

Mer, 17/06/2020 - 08:15

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A un anno dalle elezioni la vera domanda che gli assisani si fanno è chi sarà tanto ‘pazzo’ da voler correre per la poltrona di primo cittadino, con il ‘rischio’ di guidare una città che vive di turismo in un’epoca di pandemia, distanziamento sociale e viaggi impossibili da programmare. Nel frattempo, come in un dramma pirandelliano, ci sono tanti personaggi in cerca d’autore che tra ammiccamenti, fughe in avanti e passi indietro, si preparano a dodici mesi di intensa campagna elettorale in vista del prossimo giugno, data delle amministrative ad Assisi dopo il quinquennio a guida Stefania Proietti.

Fuoco alle polveri nel centrosinistra: la danza di Stoppini

Con una citazione shakespeariana, dopo aver fatto ‘tanto rumore’, l’annuncio del vicesindaco Valter Stoppini, ex poliziotto passato in politica e proclamato, alla sua prima uscita, più votato alle amministrative 2016 con oltre 500 voti, è finito in un ‘per nulla’. A inizio mese, in una intervista alla Nazione Umbria, il vice di Stefania Proietti si era detto “profondamente deluso da come il Pd si muove in Assisi e in Umbria. È assente, manca il dialogo interno, e questo sin dall’inizio del mandato quando ci sarebbe stata la necessità di un supporto, di condivisione”. Nella stessa intervista, il vicesindaco aveva anche anticipato la possibilità di lasciare il Partito Democratico per dare vita a una lista civica in sostegno della prima cittadina.

Ma la delusione covata per lungo tempo – se è vero che, parola di vice, apparentemente la condivisione e il sostegno del Pd mancherebbero da circa quattro anni – è durata poco. Tempo una decina di giorni e Stoppini fa una marcia indietro e si scusa perché “in maniera istintiva e senza alcuni motivi personali ho lanciato una provocazione con l’esclusiva intenzione di risvegliare dal torpore il Partito Democratico dopo il brutto colpo subìto a seguito della cocente sconfitta alle elezioni regionali. Voglio confermare con convinzione che il Partito Democratico, nella cui lista sono stato eletto grazie ai tanti cittadini che mi hanno dato fiducia facendomi risultare il più votato, è e resterà casa mia”.

Nell’attesa di capire come mai un vicesindaco che voleva ‘battere’ un colpo ai vertici regionali lo faccia a distanza di oltre sei mesi dalle elezioni regionali, di cui peraltro nell’intervista non si fa menzione lamentando invece l’assenza pluriennale del Pd a livello comunale, i cittadini possono comunque consolarsi. Grazie alla nota con cui Stoppini annuncia la sua retromarcia, i cittadini hanno scoperto il Pd ha perso il segretario, Barbara Chianella, anche consigliere comunale dopo l’uscita di Franco Matarangolo, in favore di un segretario reggente, Mauro Casciola. Una notizia che probabilmente, fosse stata data, si sarebbe persa nei meandri dell’emergenza sanitaria, ma di cui nessuno, tra i membri di quello che è il partito di maggioranza relativa nell’attuale giunta Proietti e che in consiglio conta sei consiglieri, ha apparentemente sentito il bisogno di informare i cittadini.

Nel frattempo, a rendere più surreale il tutto, arriva la nota di Assisi Domani che, con i consiglieri Giuseppe Cardinali, Carlo Migliosi, Paolo Sdringola, dopo aver assistito in silenzio al travaglio Stoppini-Pd, sottolinea come “la provocazione del vicesindaco, è stata salutare perché ha avuto l’effetto di rinserrare le fila e confermare, qualora ce ne fosse stato bisogno, l’unità e la compattezza della maggioranza”. Pazienza se per farlo i panni sporchi, invece di essere lavati in casa, sono pubblicamente volati sui giornali. Non proprio un esempio di unità.

Qualcosa si muove nel centrodestra di Assisi: distanti ma uniti

Stefano Pastorelli

Imparata la lezione che al contrario di quanto si dice in “Toto, Fabrizi e i giovani d’oggi”, non è “la somma che fa il totale“, dopo aver perso nel 2016 per le tante divisioni (al primo turno Bartolini, Mignani, e Lunghi contavano oltre il 53% dei voti, che sfiorava il 60 se si fossero aggiunti i voti di Buini e Iacono, tutti candidati in qualche modo di centrodestra), la minoranza prova a ricompattarsi, con qualche fuga in avanti e qualche (mezzo) passo indietro. I partiti di centrodestra uniti, insieme alle rappresentanze civiche, lanciano la sfida con la “coalizione di centrodestra”, che si è incontrata per dare vita a “un percorso unitario che porterà i partiti di centro-destra e le forze civiche a correre insieme nell’appuntamento elettorale del prossimo anno”.

Se il buongiorno dell’unità della coalizione si vede dal mattino non è chiaro perché la nota della sua nascita fosse firmata dal solo Stefano Pastorelli, promotore dell’incontro ma di fatto scrivente in solitaria. Ma al netto dei ‘cattivi’ pensieri sulla possibile ‘fuga in avanti (sperando nella vittoria)’ del capogruppo della Lega in Regione che è anche segretario della Lega Assisi , “I presenti – spiega Pastorelli – hanno convenuto circa la definizione di alcuni punti cardine che costituiranno le basi per il programma elettorale della coalizione di centrodestra. Turismo, valorizzazione delle peculiarità locali, incentivi per famiglie e disabili, istruzione e sicurezza”, per restituire ad Assisi “la posizione di centralità che merita in Umbria, in Italia e nel mondo”.

Il nome su cui punterebbe forte la Lega è quello di Delfo Berretti, avvocato assisano e professionista noto anche in Umbria. Un nome unitario? Non molto, se è vero che nella competizione che dal nazionale si riverbera anche sul locale, forte dei consensi in crescendo anche Fratelli d’Italia avrebbe un suo candidato. E chi sarebbe? Non è dato sapere, e non è chiaro se perché il nome da contrapporre ancora non ci sia o se perché, come spiegano alcuni bene informati, i ‘seguaci’ di Giorgia Meloni intendono tenere coperto tale nome fino a dicembre.

Nel frattempo, Forza Italia Assisi, per bocca del coordinatore comunale Leonardo Paoletti, loda la ritrovata unità del centrodestra e anticipa che in lista ci saranno persone “che dovranno racchiudere capacità, competenza, e sensibilità, per un ruolo di alta responsabilità. Doti indispensabili per servire al meglio la comunità di Assisi”.

Ma per il centrodestra c’è un grosso ma: chi saranno i candidati, visto che le prime, seconde e terze file dirigenziali sono in larga parte nate dalla felice esperienza amministrativa del post terremoto, quando i fondi per la ricostruzione hanno permesso di governare in tempi di vacche grasse che ora si prospettano magrissime? Apparentemente già in molti si sarebbero sfilati, con la motivazione che essendo in pista da più di vent’anni, bisogna dare spazio ai giovani o comunque a facce nuove. La lista di chi dice di non volersi ricandidare sarebbe piuttosto lunga, ma non è chiaro se per reale convinzione, se perché candidarsi significa rinunciare a un ruolo attivo in giunta o se perché, quando sarà ora di chiudere le liste e i motori si scalderanno sul serio, si spera in una chiamata à la salvatore della Patria.

Posto che le eventuali defezioni potrebbero portare a un possibile rimescolamento di carte, con qualche esponente che ora è da un lato che potrebbe passare dall’altro, almeno finora tutti i ‘riottosi’ avrebbero comunque garantito un loro impegno ‘attivo’, anche se non da candidati, nella campagna elettorale. Un impegno che nel caso di Forza Italia sarebbe assai interessato perché, stando ai bene informati, chi si candida e viene eletto, in caso di vittoria non dovrebbe andare ricoprire ruoli assessorili ma dovrebbe ‘per forza’ rimanere consigliere. E quindi gli eventuali papabili assessori dovranno essere pescati tra gli esterni, inclusi apparentemente i ‘volenterosi non candidati’.

E alla fine arrivano i 5 Stelle

Fabrizio Leggio
Fabrizio Leggio

Ultimi ma non meno importanti anche visto l’11% preso alle scorse elezioni, i Cinque Stelle. In piena pandemia l’attuale portavoce Fabrizio Leggio ha lasciato il Movimento considerando conclusa la sua esperienza e anticipato che si sarebbe dimesso “per coerenza” da capogruppo in consiglio comunale non appena questo fosse stato convocato.

Una seduta del consiglio comunale, in streaming, c’è stata a fine mese di maggio 2020, ma delle dimissioni dell’ex candidato sindaco M5S nel 2016 neanche l’ombra. E visto che “S’ode a destra uno squillo di tromba; A sinistra risponde uno squillo: D’ambo i lati calpesto rimbomba”, se da destra ‘punge’ il consigliere Moreno Fortini – “Anche Leggio salirà sulla ‘carrozza’ civica?” – la stessa domanda arriva da pezzetti sparsi del centrosinistra, ai quali l’ex pentastellato toglierebbe voti e strapuntini. Per il momento, peraltro, Leggio rimane dove sta: “Per rispetto degli elettori, attivisti e sostenitori voglio chiarire la mia posizione riguardo il mandato da consigliere del movimento 5 stelle. Ho incontrato il gruppo che mi ha sostenuto in questi anni di attività politica; responsabilmente insieme abbiamo deciso di portare a termine la consiliatura fino a sua scadenza“, scrive in un post su Facebook martedì sera.

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