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ASe Spoleto “Non so se mi sono capito” / Su Facebook impazzano post

Carlo Vantaggioli

ASe Spoleto “Non so se mi sono capito” / Su Facebook impazzano post

La nuova comunicazione istituzionale del presidente che scuote (e imbarazza) Azienda e Comune
Mer, 13/08/2014 - 18:28

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ASe Spoleto “Non so se mi sono capito” / Su Facebook impazzano post

Com’è che diceva il vecchio adagio, “la lingua batte dove il dente duole”. E così, in tempi di cambiamento epocali, rottamazione senza rottami, stagioni che non sono più le stesse e nouvelle cuisine, eccoti servito in piena afa ferragostana, il nuovo corso mediatico dell’A.Se. Spoleto.
La tempesta perfetta si preannuncia con due interventi, ”due”, crepi l’avarizia, al grido di “Linguaggi e comunicazione: mon amour!”.
Artefice, il dinamico, pimpante e nuovo di zecca amministratore unico della società di servizi partecipata al 100% dal Comune di Spoleto, il dottor Angelo Musco.
Musco, candidato alle ultime elezioni comunali per la Lista Rinnovamento per Cardarelli con la quale ha ottenuto 61 voti, classe ’42 e una carriera di quarant’anni all’interno del Monte dei Paschi di Siena, una laurea in Scienze Politiche all’Università “A. Moro” di Bari, ha subito preso il toro per le corna aprendo un dialogo diretto con i cittadini attraverso una pagina Facebook ufficiale e un comunicato stampa piuttosto tecnico, ma anche molto puntuale nel mettere al riparo chi subentra nell’amministrazione della Spa da pregressi tutti da capire.
Un tocco di “decisionismo” dallo stile manageriale, che lascia intendere come da ora tutto sarà diverso.
Nel comunicato stampa (che pubblichiamo integralmente in fondo all’articolo) fa bella mostra di sé un esempio illuminante del “nuovo corso” esattamente al punto in cui, illustrando al mondo i 3 criteri fondamentali della nuova gestione, si proferisce quanto segue: “…i servizi forniti da terzi dovranno essere fatturati direttamente al Comune (per intenderci senza creste) anche per evitare il doppio pagamento dell’IVA”.
Quel “senza creste” è un capolavoro dal vago sentore artistico, “l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno”, a voler parafrasare il buon Filippo Tommaso Marinetti.
Una cosa è certa, per chi fa il nostro mestiere, il tipo di comunicazione usata è una rivoluzione copernicana, ovvero un neo amministratore che con poche stringate righe, distrugge le retrovie e non fa prigionieri. Fantastico. Dopo di me il diluvio!
E non pago del colpo assestato, emulo di Sun Tzu (L’arte della guerra, ndr.), Angelo Musco brandisce la nuova pagina Facebook come una katana e pubblica, più o meno quotidianamente, pillole di “vita” A.Se, condite di foto e pensieri da Amministratore alla Gengis Khan, tipo “Nel mio solito giro mattutino, i miei collaboratori più stretti si sono abituati, gli altri lo dovranno fare a breve …”.
A volte la pagina assume anche la dimensione di dialogo metafisico su chi ha fatto cosa e come, con gustosi siparietti tra l’Amministratore Unico che inizia un discorso con l’impersonale: “Mi piacerebbe però sapere chi ha collocato i fari dietro un albero …”, e l’ex-Amministratore, ex-Unico, Roberto Loretoni, che chiarisce inappuntabile sulla gestione che fu, con frasi tipo “Per chiarezza di informazione….”.
Un giornalista di campagna, come chi scrive, non può che benedire la provvidenza di Manitù, quando tutto questo accade.
Last but non least, eccoti l’ultimo post, non firmato ma sicuramente attribuibile al comandante in capo che, ormai sicuro del mezzo comunicativo, lancia in rete il famigerato e temutissimo “dibattito” su un tema che farebbe tremare le vene anche a uno come Emel’jan Ivanovič Pugačëv, cosacco ribelle del Don.

Questo il testo del post (fedele a come pubblicato su Fb): “ll Comune di Spoleto ha la certificazione EMAS: che significa? “Spoleto ha ottenuto il riconoscimento EMAS ed entra così nella elite dei Comuni virtuosi in materia di tutela ambientale e di sviluppo sostenibile. Sono infatti circa 230 in Italia, solo cinque in Umbria, le amministrazioni comunali che possono fregiarsi della registrazione EMAS, un riconoscimento prestigioso che premia enti e organizzazioni pubbliche e private impegnate nel valutare e migliorare la propria efficienza ambientale” (dal sito del Comune).

Detta certificazione dovrebbe precludere la possibilità di utilizzare prodotti chimici (perfettamente compatibili e autorizzati dalle autorità sanitarie nazionali) per debellare le infestanti delle banchine stradali. Decespugliare le oltre 1.040 km. di banchine stradali senza l’ausilio dei prodotti chimici è IMPOSSIBILE!
Le Ferrovie dello Stato, la provincia e l’ANAS usano regolarmente nel territorio del Comune i prodotti chimici per contenere le infestanti, l’A.Se. NO! Le coltivazioni di Tabacco, Mais, Grano e Girasole richiedono l’uso massiccio di diserbanti molto più potenti ed efficaci di quelli proposti per le banchine stradali.
Il territorio del Comune per la quasi totalità dei terreni agricoli è trattato con erbicidi ben più efficaci di quelli necessari per una corretta gestione delle banchine stradali. Ma allora la certificazione che senso ha? Forse è meglio avere cespugli che costituiscono pericolo per la circolazione anziché usare erbicidi selettivi? Parliamone, il dibattito è aperto”.

Ci vorrebbe un grappino dopo tutto. Ma incuranti del pericolo, cerchiamo di capire. Il Comune di Spoleto lavora circa due anni per ottenere la certificazione Emas, ed alla fine riesce, non senza sforzo, a centrare l’obbiettivo.
Dal governo dell’A.Se Spa si alza imperiosa ed urgente la riflessione del perché l’istituto della certificazione Emas (strumento studiato e perfezionato in ambito europeo) consenta l’uso degli erbicidi ad uso stradale, affrettandosi però a dire in un inciso tra parentesi che sono”perfettamente compatibili e autorizzati…”.

A.Se. poi, o il comandante in capo, aggiunge due gridi di battaglia, in maiuscolo, inoppugnabili su metodo e scelte aziendali in tema: IMPOSSIBILE pulire tanta strada di competenza con il decespugliatore, e nonostante questo, l’eroico manipolo di combattenti dice anche “NO” all’uso della chimica che “secca”.
Ergo il comune di Spoleto, lo ricordiamo azionista unico di A.Se., con la certificazione Emas che consente l’uso della chimica, non si libera dal peccato mentre noi giornalisti, ormai sfiniti della decrittazione linguistica e politica, siamo indotti a pensare che uno dei due soggetti in ballo dia del “tonto” all’altro.
Ma questa è “la solita illazione mediatica che non trova riscontro” poiché è la stessa A.Se che, chiudendo il post di FB, lascia ad una sorta di giudizio popolare la vexata questio, rimandando al “dibattito” le eventuali conclusioni.
Noi, che per età ci ricordiamo i dibattiti politici degli anni ’70 e ’80, ormai speranzosi di non dover sentire più pronunciare l’orrenda frase, dopo esserci fatti un sacco di risate con il morettiano “il dibattito no!” in Io sono un Autarchico, proviamo timore per il comandante in capo e l’A.Se. tutta, se solo lo sviluppo del post in FB dovesse prendere una piega fantozziana. Ce lo ricordiamo il dibattito al cineforum dopo la proiezione della Corazzata Potemkin? Chissà se si ricorda della cosa anche l’ex- comandante Roberto Loretoni, che ha già commentato il post con dichiarazioni “fortine” sulla precedente amministrazione Benedetti?  Parola di Gengis Khan.

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Il comunicato stampa odierno:

LA SITUAZIONE DELL’A.SE. SPA

L’intervento dell’Amministratore Unico Angelo Musco

 La Società ha un contratto di Global Service con il Comune di Spoleto azionista unico che riguarda la manutenzione ordinaria delle strade, degli stabili comunali, del verde pubblico, della pubblica illuminazione, dei cimiteri e della segnaletica.

 L’A.SE. in forza di tale contratto deve verificare periodicamente lo stato dei 520 km di strade, degli immobili con tutte le sue componenti (ovvero gestione calore, verifiche degli infissi, delle coperture e degli oggetti, delle linee del gas, degli impianti elettrici, del servizio antincendi) decespugliazione dei 1040 km di banchine stradali, cura dei 25 ettari di verde (di cui 5 di giardini), delle panchine, delle fontane pubbliche, la manutenzione dei cimiteri, l’anagrafe dei morti, il catasto cimiteriale e il controllo delle tumulazioni (strano ma vero) e, da ultimo, la manutenzione degli impianti di illuminazione pubblica con 7.500 punti luce. A tale riguardo, per dare una dimensione di tale attività, si sostituiscono in media 10 lampade al giorno sparpagliate in tutto il territorio del Comune.

 Tutta questa attività veniva finanziata con un contributo di circa 3 milioni di euro, a cui si aggiungevano gli introiti derivanti da attività straordinarie, per servizi aggiuntivi chiesti dallo stesso Comune, che ammontavano a circa € 500.000,00 all’anno.

I rapporti A.SE./Comune erano caratterizzati da una dialettica talvolta aspra riguardo al riconoscimento della straordinarietà degli interventi, alle fatturazioni e alle responsabilità finali.

 La nuova gestione ha fissato 3 criteri fondamentali:

  1. L’A.SE. è il braccio operativo del Comune nella persona del Sindaco e dell’Assessore Angelo Loretoni, responsabile dei Lavori Pubblici. Qualsiasi richiesta di intervento deve essere garantita immediatamente, a seconda del grado di urgenza, prescindendo dalle coperture finanziarie.
  2. Le attività straordinarie svolte dal personale interno non debbono essere fatturate in quanto sono sostitutive di attività ordinarie (inserite e pagate con il contratto di GS) meno urgenti.
  3. I servizi forniti da terzi dovranno essere fatturati direttamente al Comune (per intenderci senza creste) anche per evitare il doppio pagamento dell’IVA.

 La struttura amministrativa e quella operativa hanno compreso la nuova logica di servizio e collaborano attivamente non più per generare utili alla Società, ma per limitare i costi, organizzare meglio le attività al fine di migliorare e aumentare i servizi resi al Comune. In altre parole è nostro obiettivo ottimizzare tempi, procedure e metodi per fornire servizi migliori alla città.

 Secondo previsioni ancora da ufficializzare per il 2014 il contributo totale del Comune all’A.SE. sarà di € 2.800.00,00 con una riduzione di € 650.000,00 a causa del buco ricevuto in eredità.

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