Ascani saluta gli amici renziani: “Non me la sento di lasciare il Pd”

Ascani saluta gli amici renziani: “Non me la sento di lasciare il Pd”

Il pianto e la decisione della neo vice ministra turborenziana di non seguire Matteo Renzi

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Anna Ascani, la più renziana degli umbri, augura “buona strada” agli (ex) amici renziani che hanno lasciato il Pd per entrare in Italia Viva.

La neo vice ministra dell’Istruzione ha annunciato la sua posizione in serata con un lungo post in cui spiega le ragioni di una scelta tormentata. Lei che da turborenziana resta nel partito di Zingaretti.

Il pianto

“È stata una giornata lunga e faticosa. La prima giornata operativa al Ministero. Ma ovviamente non è questa la parte “faticosa”. Ho pensato molto. Ho anche pianto”.

Inizia così il suo post. In cui parla dell’intervista con cui Matteo Renzi ha annunciato la scelta di lasciare il Pd, strategia preparata da tempo ed ovviamente nota anche alla Ascani. Che ha ancora parole di elogio per Renzi: “C’è molto di lui, delle sue straordinarie intuizioni, della sua visione, della sua capacità di leadership. C’è il suo entusiasmo concreto e appassionato. Per questo sono certa che in tanti lo seguiranno sulla strada che oggi ha tracciato. E tra questi ci sono moltissimi miei AMICI, di quelli che è raro incontrare in un partito, compagni di strada che conosco da anni e qualcuno che ho conosciuto qualche mese fa, ma che in poco tempo mi ha dato tantissimo. C’è un pezzo del mio cuore, della mia storia politica e, quindi, di me.
Solo che tutto questo, purtroppo, non mi basta per fare lo stesso”.

Una storia nel Pd

Fondatrice del Pd, a 19 anni, nel 2007. Un cartoncino ancora appeso nella cameretta della casa paterna, a Città di Castello. In ricordo di quando ha iniziato a fare politica, scegliendo il Pd “perché volevo cambiare il mondo”. Riunioni nei circoli, manifesti da attaccare, banchetti, feste de l’Unità.

I problemi del Pd

Ma non c’è solo la parte romantica: “So che il Partito Democratico ha enormi problemi. E che certe vecchie liturgie e meccanismi si sono mangiati, nel tempo, gran parte del progetto che insieme avevamo costruito dodici anni fa. So che se vuole sopravvivere il Pd deve cambiare. Ma so anche che noi “nativi”, che non eravamo “ex” di niente, abbiamo ereditato qualcosa di straordinario. Forse quasi inconsapevoli, insieme a quel cartoncino, abbiamo raccolto il testimone di storie che hanno fatto la Storia di questo nostro Paese. Non cenere da contemplare, ma un fuoco da tenere acceso”.

Quindi, l’annuncio della scelta di campo: “Ecco io oggi non me la sento di lasciare la mia storia alle spalle, così. Non me la sento di lasciare questo partito che mi ha dato moltissimo in tanti anni. Le sue feste de l’Unità che mi hanno accolto fino a pochi giorni fa. I volontari. Gli iscritti. Tanti che come me hanno creduto in questo grande progetto, che è stato la mia prima ed unica casa. E che – ne sono convinta – ha ancora bisogno delle mie idee per non trasformarsi in qualcosa di diverso da quello che insieme avevamo immaginato.
Ci sarebbero tante altre cose da dire sul momento che stiamo vivendo, su come ci siamo arrivati o sul governo; ci sarebbero ragioni più politiche da illustrare. Ma le mie parole sarebbero fraintese o, peggio, utilizzate in malafede. E quindi, per ora, preferisco evitare”.

Il saluto agli “amici”

Scrive ancora Anna Ascani: “So che deluderò molti. Anche tra i miei amici.  So che in tanti – che invece amici non sono e non saranno – cercheranno di utilizzare contro Matteo Renzi e contro chi lo seguirà nel suo nuovo progetto la mia posizione. E mi fa male. Ma questa decisione, decisamente sofferta, è quella che oggi mi sembra più giusta. Nelle prossime settimane dedicherò tutte le mie energie al lavoro che c’è da fare sulla scuola. Non sarà facile ma farò del mio meglio. In qualche modo mi consola il pensiero, che è più di una semplice speranza, che a un certo punto ci ritroveremo lungo la strada. Perché saranno le nostre idee a farci ritrovare.  E allora, ancora una volta – conclude – buona strada”.

Un post sopra il quale campeggiano ancora i video con gli interventi di Matteo Renzi.

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