Area SIN Terni- Papigno: "In 25 anni bonificato solo l'1% del territorio" - Tuttoggi.info

Area SIN Terni- Papigno: “In 25 anni bonificato solo l’1% del territorio”

Valentina Onori

Area SIN Terni- Papigno: “In 25 anni bonificato solo l’1% del territorio”

Flashmob di ACLI, AARCI, Azione Cattolica Italiana, Legambiente e Libera a Papigno per chiedere la bonifica del campo da calcio del paese chiuso da 25 anni
Mer, 11/03/2026 - 15:21

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Da 25 anni gli abitanti di Papigno aspettano la bonifica del campetto da calcio considerato inagibile dal 2001 perché rientra nell’area SIN. Ed è un’attesa che non sembra avere un epilogo nell’immediato. Così come è in attesa l’intera area SIN Terni-Papigno di 625 ettari, che includono l’acciaieria, gli ex stabilimenti elettrochimici di Papigno e le aree di discarica, dove negli anni sono state rilasciate scorie, polveri industriali, amianto, metalli pesanti, idrocarburi e residui di calciocianamide. Nonostante nel 2001 l’area sia stata inserita tra i Siti di Interesse Nazionale, finora sono state investite poche risorse per mettere in sicurezza il perimetro e monitorare l’andamento degli inquinanti, ma per il risanamento c’è ancora molta strada da fare. E’ per questo che mercoledì 11 marzo sotto la campagna “Ecogiustizia subito” è stato organizzato un flashmob nel parcheggio antistante il vecchio campo da calcio del paese da ACLI, AGESCI, ARCI, Azione Cattolica Italiana, Legambiente, Libera, Associazione “pensare il domani”, “Pro Natura” Terni, SOS Verde Pubblico Terni, Associazione “il castello di Papigno”, “Mi rifiuto”. Il Presidente Ciafani di Legambiente: “Finora è stato bonificato solo l’1% dei terreni in quest’area. Se questo sito inquinato fosse stato in Usa o Germania, in 25 anni sarebbe stato bonificato, inquinato di nuovo e bonificato una seconda volta. Qui invece siamo ancora nelle fasi iniziali

Papigno e Terni nelle 42 aree SIN

La campagna “Ecogiustizia subito” pone l’attenzione sui 42 Siti di Interesse Nazionale (SIN) in attesa di bonifica che si trovano nei territori più inquinati d’Italia, dove vivono 6 milioni di cittadini e cittadine a cui viene negato il diritto alla salute e a un ambiente salubre. Il risanamento ambientale procede a passo lentissimo: solo 11 ettari vengono bonificati in media ogni anno, appena il 6% dei suoli e il 2% delle falde. Con questi ritmi, serviranno almeno sessant’anni per concludere gli interventi di risanamento. 

Il campo da calcio è un simbolo

Il campo da calcio si Papigno oltre ad essere un centro sportivo era anche un’area di socialità. Da 25 anni è stato sottratto a chi abita il territorio a causa dell’inquinamento ambientale. “Qui negli anni ’80 hanno depositato i veleni tossici dello stabilimento elettrochimico di Papigno in cui si produceva calciocianamide e anche quelli dell’acciaieria e sopra ci hanno costruito il campo da calcio che è stato chiuso nel 1971“, ci spiega un abitante di Papigno. “E’ un paradosso che chiudono un campo da calcio ma noi qui ci andiamo a fare gli asparagi, il finocchietto che mangiamo” sottolinea un’altro. Lo stabilimento elettrochimico di Papigno, vicino Terni, è stato un importante sito industriale italiano per la produzione di carburo di calcio e calciocianamide, chiuso definitivamente nel 1973. “Sotto il campetto sappiamo che ci sono delle scorie” per questo è da 25 anni inagibile. “Era un campo da calcio, da tennis, con spogliatoi rappresentava per noi un centro id aggregazione. Ora il paese è svuotato di una struttura importante per i giovani. E’ interesse di tutti riaprirlo sia per la tutela della salute che per rendere funzionale l’intera area. Dalla politica solo spot e periodicamente”. Nonostante l’inquinamento gli abitanti chiedono la riapertura

Papigno il paese dai tetti impolverati

Mio padre aveva 46 anni quando è morto. Aveva un fisico atletico, sembrava fosse andato sempre in palestra, camminava molto per le montagne e non ha mai avuto un problema di salute. Per 20 anni ha lavorato nell’industria di calciocianamide. Di recente ho fatto dei lavori idraulici verso Maratta e lì aprendo le tubature usciva una polvere bianca, un mio collega mi ha detto: quella viene dal paese tuo” ci racconta un abitante di Papigno che spiega come tutta l’area delle conca ternana sia inquinata con ricadute gravissime nella salute delle persone. “Ci sono testimonianze di operai che dentro il calcificio non riuscivano a mandare giù e a mangiare niente, perché l’acqua e il cibo facevano una reazione con le polveri inalate. Nel paese ancora esce il nero dalle pareti interne alle case e dalle facciate dei palazzi

Legambiente: “In 25 anni a Terni-Papigno è stato bonificato solo l’1% dei terreni”

La campagna è pensata per andare in quei 42 siti inquinati di interesse nazionale da bonificare dove vive il 10% della popolazione del nostro paese e dove ci sono gravissimi ritardi nel risanamento ambientale e non ci sono investimenti sulla transizione ecologica“, spiega il Presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani.La campagna vuole illuminare queste aree dimenticate dalla istituzioni per velocizzare la bonifica, facendo investimenti. L’area di Terni-Papigno è uno di questi luoghi. Sono 25 anni che Terni-Papigno è nel programma del Ministero dell’Ambiente, è stato bonificato solo l’1% dei terreni di quest’area. Se questo sito inquinato fosse stato negli Stati Uniti o in Germania in 25 anni sarebbe stato bonificato, inquinato un’altra volta e bonificato una seconda volta. In quest’area insistono ad esserci impianti industriali importanti anche a livello nazionale. La storia del campetto è esemplificativa della storia dei ritardi che ci sono su quest’area. Così come negli altri 41 siti” continua.

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