Andrea Ottaviani in mostra a Perugia | I volti di UJ - Tuttoggi

Andrea Ottaviani in mostra a Perugia | I volti di UJ

Alessia Chiriatti

Andrea Ottaviani in mostra a Perugia | I volti di UJ

Nella rassegna anche scatti dal Festival del Giornalismo | Segue Christian Muela e il suo didgeridoo solitario
Mar, 15/09/2015 - 13:07

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Dai paesaggi di Perugia, a colori e in bianco e nero, ai volti di Umbria Jazz e del Festival del Giornalismo: è la nuova mostra di Andrea Ottaviani, fotografo perugino, che aprirà le sue porte mercoledì sera (16 settembre, ndr) alle 20, al Bar Chupito di Perugia, in Via Ruggero d’Andreotto. La serata, dopo un aperitivo, prenderà il via proprio con lo spettacolo dell’esposizione di Ottaviani. A seguire, le utopiche note di Christian Muela, con il suo progetto “Albero Sonoro” e il suo didgeridoo solitario.

Due passione spontanee, condite da un grande sogno, tra fotografia e musica, alla ricerca di un’esperienza il cui valore sia il più possibile condiviso. Andrea Ottaviani ci descrive la genesi dei suoi scatti: c’è tutto il piacere di ritrarre le persone, perchè si tratta di una forma di accettazione da parte del prossimo, soprattutto quando a restare impressi sono i volti di personaggi famosi. C’è, nell’innescare il click della sua macchina fotografica, l’amore per l’assalto, per la velocità  nel captare qualcosa che altri non riescono a vedere, godendo del favore della vicinanza che spesso regala un sorriso, un gesto, una ruga su un volto segnato dalle esperienze della vita. Ma Ottaviani punta anche al corteggiamento delle sue “vittime”: come l’esperienza con Cruciani, conduttore de La Zanzara di Radio24, che solo dopo tempo si è messo a sua disposizione chiedendogli in romano “che tte serve“? O come con Erri De Luca, il quale, forse un pò spazientito, gli chiese di sbrigarsi a catturare il suo volto, condendo il tutto con qualche espressione partenopea. Diverso il palcoscenico di Umbria Jazz: lì è quasi d’obbligo muoversi in punta di piedi, con estrema cautela, una volta entrato nel tempio del backstage. I ritratti possono essere simili, ma è la realizzazione che si cela dietro di loro ad essere completamente diversa. Eccezion fatta per Philippe Daverio: lui, a detta dell’artista, “ti da la carica e ti chiede di spedirgli la foto“.

©Riproduzione riservata

Foto di Andrea Ottaviani

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