Ancora 48 ore per la Giunta De Augustinis, lunedì la verità - Tuttoggi

Ancora 48 ore per la Giunta De Augustinis, lunedì la verità

Redazione

Ancora 48 ore per la Giunta De Augustinis, lunedì la verità

Ven, 25/09/2020 - 22:32

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Ancora 48 ore per la Giunta De Augustinis, lunedì la verità

Ci vorranno ancora 48 ore per capire se la Giunta De Augustinis è arrivata al capolinea o se, con la maggioranza a dir poco lacerata, può in qualche modo pensare di andare avanti.

La governance cittadina, con in capo il primo cittadino, fa capire di non aver alcuna intenzione di dimettersi e continua la sua azione amministrativa (anche oggi si è tenuta una lunga seduta di Giunta).

Ma la maggioranza continua a mandare segnali a dir poco burrascosi, come avvenuto, sempre stamani, in commissione bilancio.

Spoleto ha vissuto quindi un’altra giornata al cardiopalma, con continui colpi di scena e situazioni al limite del paradosso che denotano come il centrodestra a trazione legista sia pressoché in tilt e non riesca a trovare un punto di caduta comune. Unica eccezione per il gruppo di Fd’I che ormai è l’unico a rimanere compatto tenendo il punto.

Ma veniamo alla cronaca, con la diplomazia locale ancora al lavoro per cercare di convincere i dissidenti a rientrare nei ranghi.

Nuova bocciatura in Commissione

Chi in Giunta sperava in un cambio di linea a cominciare dalla Commissione bilancio di quest’oggi, è rimasto con un palmo di naso. Sul tavolo c’era da discutere la revisione di IRPef, Imu e Tari.

Roberto Ranucci (Laboratorio)

Se le prime due sono passate a maggioranza, la tariffa dei rifiuti – argomento inserito nella mozione presentata da Fd’I e votata dal consiglio comunale che non ha finora trovato ascolto – ha registrato la totale astensione di tutti i consiglieri presenti. Incluso il presidente del consiglio comunale Sandro Cretoni (Lega) e lo stesso presidente di Commissione Roberto Ranucci (Laboratorio).

Ranucci, per la verità, battendo tutti sul tempo, aveva espresso voto favorevole ma, una volta visto che maggioranza e opposizione si astenevano, ha fatto cambiare la propria preferenza accodandosi all’aula.

Il (tardivo?) dietrofront

Solo a questo punto, con i lavori terminati e i consiglieri ormai usciti dal palazzo, la Giunta, a quanto trapela, avrebbe fatto sapere di essere disposta a non proseguire sulla richiesta di aumentare i giorni per la tassa di soggiorno (altro argomento che ha acceso le critiche del consiglio) e a togliere la fidejussione per la rateizzazione dei tributi per i commercianti. Proponendo, sulla Tari, una inversione delle percentuali con un 45% in capo alle attività produttive e il restante 55% alle famiglie.

Soluzione che Fd’I, che per accettare tali percentuali aveva proposto l’istituzione di un Fondo di garanzia per non penalizzare famiglie, non è disposta ad accettare.

Ancora 48 ore

Nel pomeriggio odierno è così cominciata una fitta trama di telefonate da parte di assessori e filogovernativi per cercare di arrivare con una intesa a lunedì prossimo (28 settembre), quando il Consiglio comunale tornerà a riunirsi per affrontare propri tematiche relative ad aspetti finanziari, propedeutici per l’approvazione del bilancio preventivo che, per gli amanti delle norme, dovrebbe essere votato entro il 30 settembre prossimo.

All’ordine del giorno verrà inserita anche la richiesta di prorogare l’impegno del dirigente finanziario Giuliano Antonini quale responsabile finanziario anche del Comune di Montefalco.

Argomento caro ai leghisti dal momento che si parla della cittadina della Governatrice, che potrebbero però chiedere una inversione dei punti all’odg, votare la proroga e abbandonare l’aula.

Questo almeno quanto trapela da una parte del partito retto dal commissario Fedeli.

La posizione della Lega potrebbe uscire più chiara già domani, sabato, quando si terrà una riunione alla presenza del segretario regionale, l’onorevole Virginio Caparvi, attento a seguire le dinamiche spoletine ma che finora non ha preso formalmente posizione. Anche se non è certamente un mistero la sua ‘distanza’ dalla linea politica tenuta dal sindaco.

In quella sede dovrebbe maturare la decisione di Cretoni se presentare o meno le proprie dimissioni, annunciate più o meno informalmente alla maggioranza e poi congelate in vista della riunione.

Facile immaginare che Caparvi arriverà a Spoleto dopo aver sentito gli altri due coordinatori regionali, il senatore Franco Zaffini per Fd’I e Andrea Romizi per Forza Italia (partito che nella città del festival vede lontani anni luce il capogruppo Filippo Ugolini dalla ‘ribelle’ Marina Morelli).

Ancora 48 ore per cercare quindi di trovare una quadra che appare però sempre più distante.

Non resta che attendere lunedì pomeriggio per avere una quadro più preciso con i riflettori puntati non solo sui ‘movimenti’ della maggioranza ma anche alle comunicazioni del sindaco da cui si attendono risposte: prima fra tutte quelle alla spinosa questione sulle scuole Dante Alighieri e Prato Fiorito innescata dai consiglieri Frascarelli, Profili e Settimi che hanno chiamato in causa il Commissario Legnini e l’USR.

“Spoleto come il Veneto di Zaia”

Ed è nel corso di questa febbrile giornata che arriva solo a qualche redazione la nota delle liste civiche di Laboratorio (la lista civica del sindaco) e del pressoché defunto Rinnovamento. Una lunghissima nota, a firma di Maria Grazia Argentati e Pierfrancesco Graniti, che con spirito davvero democratico e spiccatamente civico, non l’hanno partecipata a Tuttoggi. Ce ne facciamo una ragione.

Chissà però se l’hanno condivisa con i consiglieri comunali (Rinnovamento ormai non ne ha più uno), visto che anche questi hanno abbandonato l’aula dell’ultimo consiglio in aperto contrasto con la Giunta.

Ebbene, a leggerlo altrove, Argentati e Graniti si avventurano nientepopodimenoche ad analizzare il recente voto delle regionali in Veneto, Puglia e Campania per dimostrare, a loro dire, che l’azione amministrativa della giunta spoletina non è poi così distante dai successi registrati in queste regioni. Insomma, per estremizzare, De Augustinis come Zaia.

I due parlano della “molteplicità di interventi” portati avanti a Spoleto “fatti molto tangibili, che, uniti al proficuo rapporto dell’Amministrazione con la governance regionale, consentono di dimostrare la bontà di un modello vicino alle esigenze della gente, non certamente in contrasto con norme e strumenti, come tendono invece ad operare le logiche lobbistiche”. Dunque, dietro alla crisi politica che da tre mesi tiene sotto scacco la giunta, ci sarebbero delle lobby. Un complotto, insomma.

Opposizione pronta a chiedere le dimissioni

Del pomeriggio anche la nota della consigliera Bececco, capogruppo di Spoleto Popolare, che ormai sembra fare gruppo a sé ed inseguire, nella comunicazione, la collega di SP Ilaria Frascarelli e quelli di Alleanza civica. Nel comunicato l’ex vicesindaco torna a criticare la gestione dei tributi locali, in special modo la Tari su cui – scrive la Bececco – si è registrato il voto favorevole del “solo presidente Ranucci a fronte dell’astensione di tutti i commissari”: indubbiamente la Bececco non è rimasta fino alla fine dei lavori, visto che Ranucci, come detto, si è astenuto dal votare la pratica.

La minoranza per il momento (a cominciare dal Pd) resta alla finestra e non proferisce parola. Ma, a quanto è dato sapere, si prepara per lunedì prossimo: se anche in questa occasione si registrerà la mancanza del numero legale, verrà ufficializzata una richiesta di dimissioni della Giunta.

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