Altri insulti e ironie per una fake news ma l’orgoglio e la dignità di Gubbio vincono ancora - Tuttoggi.info

Altri insulti e ironie per una fake news ma l’orgoglio e la dignità di Gubbio vincono ancora

Davide Baccarini

Altri insulti e ironie per una fake news ma l’orgoglio e la dignità di Gubbio vincono ancora

Sab, 22/10/2022 - 15:59

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Il popolo eugubino ha risposto con serietà e fierezza al turbine mediatico che ha sconvolto la città, il Comune "Tuteleremo sempre l’immagine di Gubbio e la sua reputazione in ogni modo e forma"

Quando internet gioca al massacro e alla gogna non va un ragazzino bullizzato o una vittima di revenge porn, ma un’intera città. E’ il caso di Gubbio, risvegliatasi anche stamattina (22 ottobre) nel vergognoso turbine mediatico, fatto di battute volgari, meme ripetuti allo sfinimento e associazioni in varie declinazioni a quella parolaccia che insegnano ai bambini la prima volta che usano da soli il vasino. Non c’è bisogno di ripeterla ancora…

Il web non perdona

Il web è andato avanti senza freni, con gli utenti social di ogni età (e di ogni parte d’Italia) pronti a schernire una città che nemmeno conoscono. E poco importa se la vicenda della presunta intossicazione da pesce crudo – descritta da 5 vocali come un film horror di Ridley Scott e illustrata con foto prese da Google e Reddit (ebbene sì!) – sia stata in realtà “gonfiata” ad arte per creare uno scandalo che non c’è mai stato.

Oltre le smentite della Usl

Non è bastato neanche il “ridimensionamento totale”, da parte dell’ospedale, di una vicenda presentatasi come un’apocalisse di 100 persone in preda a dissenteria acuta, vomito e fughe disperate in cerca di un bagno. Nonostante infatti la Usl Umbria 1 abbia smentito categoricamente ricoveri riconducibili a qualsiasi tossinfezione alimentare il giorno del pranzo (2 ottobre) – al pronto soccorso erano arrivati tre commensali per tutt’altri motivi (uno di loro era rimasto vittima di un incidente) – il “tritacarne” via etere, da internet alla tv, passando per le radio, continua ancora a deridere un popolo fiero, simbolo di una regione che ha scelto i suoi tre Ceri per rappresentarsi nel mondo.

L’accanimento mediatico

C’è di bello che sebbene ancora oggi Propaganda Tv di La7 dedichi 6 minuti a mostrare i tweet più spiritosi (tutti rigorosamente con la parola “merda”), Radio Deejay passi una mattinata intera a far risentire quei vocali e perfino il Pescara Calcio (prossimo avversario del Gubbio in Coppa Italia) pubblichi un meme ironico su questa triste vicenda, gli eugubini non hanno mai perso la loro dignità.

La dignità e l’orgoglio di Gubbio

Innamorati della propria storia, delle loro tradizioni e del loro spirito hanno mostrato il loro orgoglio usando peraltro gli stessi mezzi, riempiendo i social di immagini della Città di Pietra nel suo massimo splendore, dalla piazza pensile più bella d’Italia, all’imponenza dell’Albero di Natale più grande del mondo, dal fiume di colore dei ceraioli fino ai vicoli di uno dei centri storici più affascinanti dell’Umbria.

Ma la bellezza di questo popolo non si ferma qui. Occorrono anche i fatti. E’ per questo che alcuni eugubini stanno già organizzando, per venerdì 28 ottobre, una serata danzante con cena proprio nel ristorante del centro storico finito nell’occhio del ciclone (senza che avesse alcuna colpa), le cui recensioni parlano da sole in quanto ospitalità e qualità del cibo. A proposito, per chi volesse informazioni o prenotare per questo evento il numero è lo 075 9273949.

La risposta del Comune

Questa è Gubbio, anche in una circostanza totalmente avversa, come già erano stati i due anni di Covid senza poter festeggiare i loro amati Ceri. Nessun battibecco, nessuna risposta violenta ma solo l’ennesima occasione per ribadire l’orgoglio (silenzioso e quasi nobile) di essere eugubini.

La stessa amministrazione – portavoce di questa fierezza – si è limitata a dire senza eccessivi clamori: “Il Comune di Gubbio tutela e tutelerà sempre l’immagine della città e la sua reputazione in ogni modo e forma. Per questo non esiteremo ad arrivare alle estreme conseguenze legali davanti a certe immagini, post e sconsiderate illazioni. L’eccellenza della nostra capacità di accoglienza non può assolutamente essere messa in discussione, da nessuno e per nessuna ragione, rappresentando essa, peraltro in un momento non facile legato ai vertiginosi aumenti delle bollette, un autentico patrimonio cittadino che, con i lavoratori che ne fanno parte, difendiamo e difenderemo ad ogni costo”.

Questione di tempo…

Noi siamo convinti che, come ogni cosa spiattellata con leggerezza e senza pietà nelle varie bacheche del web, anche questa vicenda cadrà presto nel dimenticatoio come già successo per i recenti deliri “in corsivo” o l’epidemia di Harlem Shake nel 2013. Solo allora si avrà la conferma che la vera merda non era quella protagonista di una fake news ma colui che ha voluto “condividerla”…

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