Dopo la segnalazione di alcuni tifernati, il Gruppo Movimento 5 Stelle di Città di Castello, nella giornata di ieri (lunedì 13 febbraio), si è recato all’ospedale locale per verificare lo stato delle porte tagliafuoco all’interno della struttura.
Secondo quanto riportato dai pentastellati un operatore sanitario di passaggio avrebbe riferito che questo “stratagemma” serve per consentire, con facilità, il transito di barelle, carrozzine e strumentazioni portatili. Le porte chiuse, insomma, sarebbero d’intralcio. “La mancanza dell’automatismo elettromagnetico – aggiunge Gasperi – dipende dalla cronica carenza di risorse economiche“.
Gli attivisti del M5S, successivamente, si sono recati alla Centrale dei Vigili del Fuoco per inoltrare formale istanza di sopralluogo per verificare che il tutto sia stato fatto nel pieno rispetto delle normative di riferimento per la prevenzione degli incendi negli ospedali.
“Nelle gare di appalto – aggiunge Gasperi – gli oneri per la sicurezza non sono mai soggetti a ribasso. Ci domandiamo, inoltre, se, nel nostro nosocomio, sia mai stata verificata la procedura di ‘organizzazione e gestione della sicurezza antincendio’ con una simulazione e la prova di evacuazione”.