Risultati positivi per la Asl n. 3 dell'Umbria, dove è stato registrato il più basso rischio di ospedalizzazione d'Italia.
I dati emergono da uno studio elaborato da ERA 2008 (epidemiologia e ricerca applicata), del quale fanno parte l'Istat, l'Università Roma Tor Vergata, l'Istituto Superiore di Sanità, il Ministero del Welfare e Nebo-ricerche P.A. I risultati arrivano dall'elaborazione dei 12 milioni di schede di dimissioni ospedaliere per patologie acute delle 166 Asl del nostro Paese. Questa sorta di “atlante” nazionale del rischio ospedalizzazione è stato pubblicato proprio oggi dal quotidiano “La Repubblica”. Nella speciale classifica viene distinto il rischio per gli uomini e per le donne.
Per quanto riguarda i primi l'Asl n.3 vanta il più basso rischio di ospedalizzazione con il 70,69, il valore medio nazionale è di 100, mentre sul fronte femminile la nostra Azienda è al quinto posto con il 76,57. Questo significa che i cittadini dell'Asl n.3 hanno meno probabilità di ammalarsi e di essere ricoverati anche impropriamente. E, sul fronte dei conti pubblici, meno ricoveri significa minore spesa sanitaria a vantaggio di altri servizi.
Secondo una lettura più approfondita dei dati la realtà di questo territorio viene inserita tra le punte più avanzate del centro-nord, laddove la sanità viene unanimemente considerata ai massimi livelli.
“E' un dato importante e positivo per la nostra Azienda – ha commentato il Direttore Generale Maria Gigliola Rosignoli – stiamo lavorando da tempo in questa direzione attraverso la costruzione di una rete territoriale che oggi si dimostra già pronta. Insieme ai Medici di Medicina Generale ed ai Pediatri di Libera Scelta – ha concluso – abbiamo messo in campo processi gestionali sull'appropriatezza dei ricoveri che stanno dando i primi frutti”.